Era settembre quando cominciarono a circolare indiscrezioni relative alla possibile aggiudicazione in favore della General Service Group di Luigi Colucci, marito della segretaria del Pd di Capitanata Lia Azzarone, della maxi gara del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano da oltre 9,7 milioni per i lavori relativi ad una “Rete di acquedotti minori nel comprensorio del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano con l'utilizzo di risorse idriche locali. Schema Sud 2° Lotto - Ulteriore Estendimento”.
A due mesi da quel primo approfondimento de l’Attacco è arrivato l’esito della procedura, che ha confermato i rumors sulla vittoria di Colucci, oggetto di un secondo articolo del 22 ottobre scorso. I beninformati ci avevano azzeccato in pieno: è andata come da previsioni alla srl di Colucci la gara dall’importo monstre di 9.737.456,50 euro, di cui 9.631.941,33 euro per lavori a base d'asta inclusi gli oneri della sicurezza diretti (soggetti a ribasso) e 105.515,17 euro per oneri della sicurezza indiretti (non soggetti a ribasso).
Nel 2017 il cda consortile approvò il progetto definitivo, dell'importo complessivo di 15,5 milioni di euro, inserito dalla Regione Puglia nel primo programma regionale di interventi per l'attuazione dell'azione “infrastrutture per la risorsa idrica” realizzate dai Consorzi di Bonifica, a valere sulle risorse di cui al Fondo di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Era poi arrivato il via libera, al progetto, da parte di Regione, Autorità di Bacino, Provincia di Foggia per la Valutazione d'Impatto Ambientale, Comuni coinvolti (San Giovanni Rotondo, Manfredonia, San Marco in Lamis e Rignano Garganico).
A maggio 2020 il cda del Consorzio approvò il progetto esecutivo, cui è stato necessario apportare alcune modifiche. Infine, a marzo scorso il progetto rimodulato è stato approvato, consentendo l’avvio della gara, che si svolge col criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. E’ stata prevista la possibilità di subappaltare le opere entro il limite del 40% dell'importo contrattuale. Il 28 luglio si tenne la prima seduta pubblica di gara.
La sfida a sette fece subito parlare per la presenza di nomi noti in Capitanata, dalla General Service Group srl di Luigi Colucci - marito della segretaria provinciale Pd Lia Azzarone - all’associazione temporanea di imprese composta dalla Rotice Antonio srl di Manfredonia (capogruppo mandataria) e dalle mandanti Rotice Gianni srl di Manfredonia e BLC sas di Luigi e Donato Salvatore Biancofiore&C. di San Giovanni Rotondo. In questo raggruppamento si sono ritrovati uniti i fratelli Gianni e Michele Rotice, ovvero l’ex presidente di Confindustria Foggia (oggi candidato sindaco nella città sipontina) e il patron della srl che porta il nome del padre, la Antonio Rotice srl.
General Service Group è arrivata prima col punteggio di 92,79, grazie ad un ribasso del 20,20%. L’offerta tecnica è stata valutata col massimo punteggio (80,00), quella economica con 12,79 punti. Seconda la barese Matarrese srl, che ha ottenuto 88,71 punti (ribasso del 25%, offerta tecnica valutata 72,89 punti, offerta economica 15,82). Terza è l’ati Doronzo Infrastrutture srl di Barletta - Consorzio Stabile Vitruvio di Messina con 87,54 punti (ribasso del 31,596%, 67,54 punti per l’offerta tecnica e 20,00, il massimo, per quella economica).
Quarta la salernitana Research Consorzio Stabile scarl con 82,38 punti (ribasso del 28,280%, 64,48 punti per l’offerta tecnica e 17,90 per l’economica). Quinta l’ati di Rotice con 81,48 punti (ribasso del 14,333%, offerta tecnica da 72,41 punti, offerta economica da 9,07 punti). Sesta è arrivata con 78,62 punti l’ati Impresa Nicola Daloiso srl di Margherita di Savoia - Global Company srls di Milano (ribasso del 24,640%, 63,02 punti per l’offerta tecnica e 15,60 per quella economica). Ultima la catanese Sicil Tecno Plus con 61,01 punti (ribasso dell’8%, 55,95 punti per l’offerta tecnica e 5,06 per quella economica). Stando ai rumors ci sarà un subappalto da parte di Colucci in favore di un’impresa leader del comparto.
A luglio furono tutte ammesse alla successiva fase di gara. La seduta si concluse con la decisione di chiedere chiarimenti alla General Service Group in ordine al PassOE (Passaporto Operatore Economico), documento richiesto ad ogni operatore economico che partecipi ad un bando di gara pubblico europeo.
C’è chi mostrò stupore per l’assenza, ad una procedura così importante, del numero uno del settore acquedottistico in provincia di Foggia, ovvero Vincenzo Simeone, presidente di Confartigianato, che a l’Attacco allontanò ogni sospetto: “Vinsi la stessa gara, prima parte, sei anni fa. A questa di adesso non ho partecipato per la concomitanza di altri impegni, pure in altre regioni. Non intervengo nemmeno sotto forma di requisiti e avvalimento in favore di qualche partecipante”.
Al di là del vincitore della super gara da oltre 9,7 milioni di euro, ciò che stupisce è che pur in presenza di fondi pubblici – nel caso specifico comunitari, arrivati tramite la Regione – ad aver nominato la commissione di gara sia stato l’organo politico del Consorzio di bonifica montana del Gargano, ovvero il consiglio di amministrazione.
La legge Bassanini ha stabilito, com’è noto, la netta distinzione di poteri e funzioni tra organi politici e organi tecnici. Nel Consorzio non è il RUP, dirigente o comunque organo tecnico a individuare i tre membri della commissione giudicatrice della procedura da quasi 10 milioni di euro, bensì il cda.
Il 26 agosto 2021 il cda - prorogato lo scorso anno dalla Regione come avvenuto per tutti i Consorzi causa Covid, con emendamento a firma dell’assessore al bilancio Raffaele Piemontese, e in cui sedevano anche politici di area - si riunì per nominare i commissari, parte in presenza nella sede di viale Colombo a Foggia, parte in videocollegamento.
Come presidente fu scelto l’ingegnere Mario Tardugno (esperto di idraulica, ex dipendente del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara), componenti la dottoressa Carmela Pedone (dipendente del Consorzio per la Bonifica della Capitanata) e l’ingegnere Giovanni Marinelli (ex dipendente del Consorzio di Bonifica Terre d’Apulia). Due su tre sono, dunque, persone che lavoravano in Consorzi commissariati.
Alla seduta del cda parteciparono il presidente Giovanni Terrenzio e i consiglieri Giosuè Del Vecchio, Antonello Gentile, Franco Schiavone, Domenico Vincenzo Cusmai e Luigi Santoro. Assenti in tre: Generoso Rignanese, assessore del Comune di Monte Sant’Angelo; il vicepresidente Michele Palmieri; Leonardo Rinaldi. Alla riunione presero parte anche il direttore unico, l’ingegner Marco Muciaccia, e il revisore unico Francesco Antonio Perrone.
Nella delibera del cda si spiega che “la commissione deve essere composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di 5, esperti nella specifica materia, e, per quanto attiene a componenti dipendenti del Consorzio, questi non devono aver svolto e non dovranno svolgere alcun incarico relativamente al contratto dei lavori in questione”.
“Il RUP ha comunicato che non vi sono funzionari del Consorzio esperti in materia che non abbiano svolto o svolgeranno alcun'altra funzione/incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto dell'affidamento in argomento”, prosegue la delibera. A febbraio e luglio il Consorzio chiese all’Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, alla Regione Puglia sia Sezione Lavori Pubblici che Sezione Risorse Idriche, all'Acquedotto Pugliese, e ai Consorzi di Bonifica Pugliesi di voler comunicare un elenco di dipendenti esperti nelle materie in questione e nelle procedure concorsuali disponibili a ricoprire il ruolo di commissari nelle commissioni giudicatrici. Tali enti, così come l’ing. Tardugno, all'epoca dipendente del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara, inoltrarono l'elenco dei dipendenti aventi le caratteristiche richieste.
“E’ vero che il Consorzio si regge sui contributi dei soci privati ma non può discostarsi dalle norme che regolano l’uso dei fondi pubblici”, commenta un ex amministratore pubblico a l’Attacco. “Si deve seguire il Codice degli appalti, va rispettata la divisione dei ruoli. Il paradosso incredibile è che l’assessore di un Comune come la piccola Rignano non possa, come amministratore, scegliere di certo i commissari mentre può farlo per la gara del Consorzio. Il problema principale è nella procedura. Può mai un organo politico bandire una gara e scegliersi la commissione?”. In ambito politico c’è chi sta studiando il caso per capire se sia il caso di chiedere lumi all’ANAC.
“La commissione è stata nominata dal cda, di concerto col RUP (Luciano Ciciretti, ndr). Uno dei componenti individuati era incompatibile ed è stato sostituito, perché aveva partecipato alla redazione del progetto di una impresa”, afferma Terrenzio a l’Attacco.
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