“Prima di esprimere le nostre osservazioni di merito, abbiamo voluto approfondire la proposta dell’Anas per la eventuale realizzazione di interventi stradali nel cuore del Gargano”.
Così il gruppo politico Europa Verde sulla realizzazione della superstrada. “Il progetto, secondo noi, si basa su una serie di presupposti infondati; infatti le strade previste non sono affatto superstrade ma strade ordinarie (cat. C1/C2), pressappoco della larghezza delle strade extraurbane già in parte esistenti. L’ipotesi dei costi iniziali è di 850 milioni di euro salvo stati di avanzamento e imprevisti; il costo medio per la realizzazione dell’opera è di circa 25-30 milioni di euro a km, all’incirca come un km di autostrada. Il tempo previsto è di circa 11 anni (ma sappiamo in Italia come funzionano le cose)”.
“La proposta prevede tre tratte, con diverse ipotesi: 1- Vico-Peschici, 2- Peschici- Vieste e 3- Vieste Mattinata. Gli 850 milioni di euro, per ora dichiarati, necessari per realizzare l’opera, potrebbero avere effetti molto più positivi e diffusi sul territorio se utilizzati per realizzare un vero Piano di Sviluppo”.
“Riteniamo che occorra una seria riflessione sul rapporto costi-benefici prima di procedere a fare interventi in un promontorio sede del Parco Nazionale del Gargano. A proposito di Parco, l’Ente, il suo presidente non hanno nulla da dire? Oltre alla denominazione fantasiosa, abbiamo cercato di capire le motivazioni che sottendono a questa faraonica e costosa opera: si dice che servirà a ridurre gli incidenti ma, stando al rapporto dell’ACI, negli ultimi dieci anni, nel tratto più disagiato, proprio dove si vorrebbe intervenire (SS 89 dal Km 85 al Km 146) la media di incidenti è stata di tre l’anno, senza morti, mentre sull’attuale superstrada che termina a Vico, l’incidenza è maggiore”.
“La carenza di presidi sanitari va affrontata nelle sedi opportune non basta accorciare di qualche minuto la percorrenza verso i grandi centri, sedi di strutture sanitarie; bisogna istituire dei Presidi sanitari per le emergenze almeno nei grandi centri garganici. occorre potenziare il servizio di elio-soccorso. Le politiche locali, regionali e nazionali devono garantire l’accessibilità ai servizi come diritti ai cittadini, con il principio della prossimità, lì dove prevista e non praticata. Contemporaneamente va potenziato il servizio del trasporto pubblico. Il sistema viario del Gargano, deve tener conto sia della viabilità veloce che di quella lenta, sia di quella costiera che di collegamento con e tra le aree interne, come della prevista ciclo-via dell’Adriatico”.
“I lavori per scavare gallerie, aprire cantieri, realizzare strade di servizio, ecc. creeranno inevitabilmente delle interruzioni che, oltre a causare la perdita di valori ambientali in un contesto in cui quei valori rappresentano un unicum in termini di patrimonio naturalistico e culturale e sono anche la sua principale risorsa economica, creerà per oltre dieci anni disagi che, viceversa, potrebbero scoraggiare i turisti. Le pinete, la macchia mediterranea, le faggete, le orchidee, la fauna presente: poiane, nibbi, aironi, civette, lepri, tassi, caprioli, lupi, i laghi costieri e le coste con acque cristalline, il paesaggio rappresentano i veri valori attrattivi del Gargano, causare una perdita anche parziale di questi valori, determina un enorme danno anche economico”.
“L’altra presunta motivazione è l’incremento dei flussi turistici; ma siamo sicuri che le città costiere riescano a gestire una maggiore quantità di turisti nel periodo estivo? Da qualche anno, pur in presenza dei problemi del Covid, il Gargano ha avuto un notevole arrivo di turisti: Vieste, Peschici, Mattinata hanno fatto fatica ad offrire servizi adeguati agli avventori, attratti soprattutto dalla bellezza del paesaggio e dei beni naturali. Il turismo del Gargano è diverso e più stanziale rispetto ad altre località perché tedeschi, olandesi, ecc. percorrono con i loro camper migliaia di chilometri per raggiungere le località costiere, non saranno certo dieci minuti in meno a fare la differenza”.
“Il turismo nel Gargano si presenta come un fenomeno prettamente stagionale, strettamente indirizzato al comparto balneare. I flussi turistici si concentrano nei mesi di luglio e agosto, in particolare per quanto riguarda il turismo domestico. Nonostante il turismo internazionale sembra offrire degli spiragli di destagionalizzazione ampliato nei mesi di maggio, giugno e settembre, i mesi detti ‘di spalla’, non è abbastanza da destagionalizzare l’offerta turistica del promontorio e rimodulare i flussi anche nel resto dell’anno”.
“Il Gargano offre molto più delle sue spiagge ma sembra le venga riconosciuto solo questa attrattiva. Affianco al comparto balneare sembra farsi un piccolo spazio quello escursionistico, dell’agriturismo e dell’enogastronomia, ma mancano quasi del tutto comparti quali quello fieristico, congressuale, culturale ed archeologico. L’ipotesi che si ridurrebbe l’inquinamento e decongestiona i centri urbani in quanto devia il traffico su percorsi più interni è tutta da dimostrare: I turisti con le loro macchine dove si crede che vadano? Nel caso si privilegino le gallerie, si dovranno smaltire enormi quantità di terre e rocce da scavo, nel caso contrario aprire nuove cave per il materiale necessario. Inoltre saranno enormi anche i costi ambientali del trasporto sia dei materiali e attrezzature necessari ai lavori, che degli inerti”.
“Significativi e non valutati sono gli impatti derivanti dall’apertura di piste di cantiere e strade alternative per l’accesso ai fondi e alle residenze presenti lungo il tracciato che Anas dichiara di dover realizzare, che potrebbero provocare anche una esplosione dei fenomeni di abusivismo edilizio e, in generale, di colonizzazione urbanistica di aree oggi incontaminate perché difficilmente raggiungibili. Visti i precedenti sulla costa purtroppo ipotesi non remota”.
“In conclusione noi riteniamo che si possa intervenire con il più basso impatto ambientale, considerata la particolare orografia del territorio, migliorando la sicurezza di strade già esistenti per la tratta 1. Che si possa intervenire solo per l’adeguamento della tratta 2 esistente, mentre per la tratta 3 (da Vieste a Mattinatella) non ci sono le condizioni di fattibilità, anche sulla base dell’art.4 del decreto istitutivo del Parco Nazionale del Gargano. L’unica opzione possibile potrebbe essere l’adeguamento del sistema viario esistente, cercando di ottenere un miglioramento dei tempi di percorrenza con misure compatibili”.
“I Verdi quindi non sono pregiudizialmente contrari a qualsiasi intervento ma, in coerenza anche con le riflessioni e osservazioni delle associazioni ambientaliste e naturalistiche, sono favorevoli ad opere realmente utili e che non arrecano degrado ambientale e conseguentemente, nel breve e lungo tempo, danni economici alla collettività”.
“Non vorremmo che questa sia un’opera puramente speculativa che potrebbe favorire solo alcuni interessi o, addirittura, essere terreno fertile per le organizzazioni mafiose purtroppo molto presenti nel territorio. Comunque segnaliamo il sito dove è possibile seguire le varie posizioni sul tema: dibattitopubblicogarganica.it”.
Strada del Gargano, i Verdi: "Progetto si basa su presupposti infondati"
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