Denunce, carabinieri, insulti. Dopo Confcommercio lo scontro al GAL. Ma vera guerra è per presidenza camerale

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Come accadde un anno fa nella roventissima assemblea di Confcommercio Foggia che elesse tra mille polemiche l’attuale presidente Antonio Metauro, anche nella sede del GAL Gargano di Monte Sant’Angelo è successo di tutto e di più lo scorso 30 agosto. La stringata comunicazione del Gruppo di azione locale, diffusa per dare notizia del nuovo cda presieduto dalla direttrice di Confcommercio Stefania Bozzini, non ha fatto alcun cenno a quanto avvenuto. Ma l’Attacco ha ricostruito sia le concitatissime ore di quella mattina che ciò che è avvenuto in seguito. Come per via Miranda, a Monte si sono visti carabinieri, parole grosse e scontri furenti, con corredo di denunce e fratture non componibili. E come allora la guerra era tra il dominus uscente di Confcommercio e Camera di commercio Damiano Gelsomino e i suoi rivali, anche stavolta c’è sempre il sipontino.

Una situazione esplosiva, che conferma quanto sia delicata la partita di CCCIA, attesa a dicembre dal voto per la nuova governance, con Gelsomino a caccia del bis e un fronte corposo di oppositori (Coldiretti, Confagricoltura, Cia Agricoltori Capitanata, Confcooperative e Copagri), poi Confartigianato, Confindustria, le associazioni dei consumatori).

Come raccontato su queste colonne, la fissazione alle ore 06.00, in prima convocazione, dell’assemblea dei soci GAL non ha impedito il blitz contro il cda uscente scaduto a giugno e guidato dal sanseverese Umberto Porrelli. Alla vigilia dell’assemblea era circolata l’intenzione di Damiano Gelsomino e dei suoi di non disertare l’appuntamento per il rinnovo del cda. E così è stato, col risultato di un cda con la fidatissima Stefania Bozzini (braccio destro prima di Gelsomino e oggi di Metauro), come vice il sindaco Pd di Ischitella Alessandro Nobiletti (piemontesiano doc, in rappresentanza dei sindaci dell'area GAL) e infine il montanaro Giuseppe Palumbo in rappresentanza dei privati. Questa è la parte finora nota.

Ma ecco cosa è avvenuto dietro le quinte. Risale già al 18 maggio scorso una prima denuncia sporta da Porrelli presso la stazione dell’Arma di San Severo per falsità ideologica del privato in atto pubblico. Mentre è datata 30 agosto la seconda denuncia-querela in Procura rispetto alla maniera in cui si era arrivati, quella mattina, alla nomina del nuovo cda del GAL. Nell’atto il sanseverese racconta di aver presieduto l’assemblea dei soci insieme agli altri amministratori Alessia Di Franza e Stefania Bozzini, alla presenza della direttrice del GAL Annarosa Notarangelo.

Come prima cosa fu verificata la sussistenza del quorum costitutivo. Di Franza, direttrice di Confartigianato presente quale membro del cda GAL e della giunta di Camera di commercio, portò il regolamento camerale che disciplina le modalità di nomina dei rappresentanti di CCIAA nelle società partecipate.

A quel punto Porrelli chiese a Gelsomino se fosse in possesso della delibera di giunta camerale che lo autorizzava a rappresentare l’ente in tale seduta. Il manfredoniano ammise l’assenza di tale atto, considerato da Porrelli e Di Franza in base al regolamento di CCIAA “necessario per ammettere Camera di commercio a partecipare alla seduta”.

La delibera in effetti non c’è tuttora: è fissata solo per il pomeriggio odierno, alle ore 16,30, la riunione della giunta camerale che dovrà approvare, tra i vari punti all’ordine del giorno, la designazione del componente del cda nel GAL Gargano.

Porrelli, in assemblea, contestò l’assenza del quorum proprio per l’assenza della delibera camerale, rilevando la presenza (insufficiente) del 45,98% dei soci e dichiarando la seduta deserta alle ore 06.15. Nella denuncia sostiene di esser stato aggredito verbalmente dai presenti (ad eccezione di Francesco Capacchione, rappresentante di Terre degli ulivi il quale è anche numero uno di Copagri), una situazione di alterchi tali che è stato chiesto l’intervento dei carabinieri di Monte Sant’Angelo.

Per Porrelli i soci presenti, in modo illegittimo, dichiararono aperta la seduta riconoscendo come valida la presenza di Gelsomino, che dunque fu considerato nel quorum ma si astenne dal votare. “Camera di commercio si è astenuta dal voto, sicuramente per non aggravare la propria posizione, rendendo valida la presenza (illegittima) solo ai fini del quorum costitutivo”, si legge nella denuncia-querela.

“Bozzini, sedicente presidente del cda eletta illegittimamente, mi ha verbalmente invitato ad allontanarmi e a lasciare libera la stanza da me occupata come presidente”, il racconto in Procura di Porrelli, che ha invitato gli inquirenti ad ascoltare, come persona informata dei fatti, il sindaco di Cagnano Varano Michele Di Pumpo. Porrelli ha portato in Procura il regolamento camerale, per il quale è la giunta competente per “nomina, revoca e decadenza degli organi societari” e per il “conferimento delle deleghe per la partecipazione alle assemblee”.

La sera del 31 agosto, poi, Porrelli ha inviato a Camera di commercio un atto di diffida alla trascrizione del verbale del rinnovo del cda GAL: “Redatto il verbale di seduta deserta, la direttrice Notarangelo si rifiutava di sottoscriverlo assecondando l’iniziativa di alcuni componenti l’assemblea i quali provvedevano alla redazione di autonomo verbale. Il verbale di assemblea deve essere unico e inscindibile, trascritto a cura dell’organo amministrativo. Ritenendo che l’unico rimedio esperibile da parte di coloro che non abbiano condiviso l’interpretazione del presidente sia l’impugnazione del verbale dinanzi all’autorità giudiziaria, diffido CCIAA a dare corso ad eventuali richieste di trascrizione di modifica dell’organo amministrativo del GAL che dovessero pervenire prive della sottoscrizione dello scrivente presidente e in uno a verbale redatto illegittimamente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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