Desta qualche preoccupazione l’avvio dei lavori di mitigazione del rischio idrogeologico relativi al Celone, il torrente che nasce dalle parti di Celle San Vito sui Monti Dauni e che confluisce in agro di San Marco in Lamis nel Candelaro. Il corso d’acqua è spesso soggetto a straripamenti, anche violenti, in particolare in presenza di precipitazioni, tali da determinare allagamenti e conseguenti danni a coltivazioni e immobili. Danni sistematicamente indennizzati dalla Regione, la quale negli scorsi anni ha stanziato delle risorse, pari a circa 3,5 milioni di euro, per provare a risolvere definitivamente il problema. Il progetto riguarda i Comuni di Castelluccio Valmaggiore, Celle San Vito, Faeto e Troia, ha come soggetto proponente il commissario di governo per la mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Puglia e ha superato tutte le fasi preliminari ed autorizzatorie del caso, per l’appunto ora è nella fase della cantierizzazione.
E’ prevista la realizzazione di un rilievo arginale a protezione della Sp 125 dalle esondazioni provenienti dalla sinistra idraulica del torrente, ubicato in adiacenza alla stessa strada, in terra rinforzata. Per la costruzione di questo muro si prevede il riutilizzo delle terre presenti in sito ed avrà un’altezza massima di 3 metri e una lunghezza di 1,2 km circa. Materassi Reno rivestiranno il rilievo a ulteriore protezione. E’ poi prevista una pista di servizio al piede dell'argine, interventi di manutenzione ordinaria consistenti nella pulizia di alcuni tratti dell'alveo per il ripristino delle officiosità idraulica. Verranno installate tre stazioni di monitoraggio per la gestione del rischio, tramite sistemi di allarme, necessario per le criticità riguardanti l'attraversamento a raso della Sp 124 e le esondazioni sulla Sp 109 in corrispondenza degli attraversamenti dei torrenti Celone e Lorenzo.
Il progetto però potrebbe non essere risolutivo o, meglio, risolutivo a monte ma peggiorativo a valle: questo temono alcuni imprenditori agricoli che hanno le loro attività nell’area che potrebbe essere interessata da allagamenti, una volta terminata l’opera. Tanto che sembra che si stiano organizzando per costituirsi in comitato e far valere le loro ragioni.
Preoccupazione è stata espressa anche da Pina Cutolo, referente di Italia Nostra, anche sulla base dei rilievi che ha sollevato l’Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino meridionale della Puglia.
“Chiediamo che ci parlino, che comunichino la presenza degli eventuali rischi paventati – ha evidenziato Cutolo a l’Attacco -, se sono effettivi, se già sono stati previsti e quindi quali sono gli interventi ad integrazione del progetto, se le preoccupazioni che ci riferiscono gli agricoltori che ci hanno segnalato la cosa sono fondate oppure no”.
Agriturismi, allevamenti di polli, campi coltivati e persino diverse abitazioni potrebbero essere a rischio.
Per l’Autorità “la natura puntuale degli interventi – si legge nella relazione - non risolve la più ampia questione della mitigazione del rischio del complesso sistema idraulico analizzato, dunque appare opportuno sottolineare la necessità di perseguire le condizioni di sicurezza nelle aree critiche tramite interventi di gestione del rischio residuo attraverso le seguenti prescrizioni: siano valutati e definiti i tempi di ritorno dell'evento superato nel quale il sistema idraulico, con particolare riferimento alle criticità riscontrate, risulta non idoneo a far transitare le piene in condizioni di sicurezza, per la definizione delle conseguenti procedure di Protezione Civile volte alla tutela della pubblica e privata incolumità. Sia confermata, anche in base agli approfondimenti di cui al punto precedente e alla necessità di garantire la sicurezza in rapporto alle criticità rimandate, la disponibilità di ulteriori finanziamenti, tra cui quella relativa alla Sp 109 alla Sp 124 ed altre, con attraversamento a guado, l'efficacia del sistema di monitoraggio previsto in progetto attraverso le tre stazioni. Inoltre siano individuate ed adottate tutte le misure necessarie alla gestione del rischio pure attraverso l'interdizione al traffico delle strade con attraversamenti a raso o leggermente rilevate che rimangono in condizioni di criticità idraulica in concomitanza di eventi di piena; sia pertanto aggiornato il piano comunale di Protezione Civile con l'individuazione e l'adozione di tutte le misure per la tutela dell'incolumità pubblica e privata, coordinate ed integrate con gli strumenti forniti dalla competente Protezione Civile regionale”.
Tutto questo è stato già fatto, i Comuni hanno risorse sufficienti ad aggiornare i piani di Protezione Civile? Si chiedono i cittadini del posto e l’associazione ambientalista. Non solo, l'Autorità ha rilevato che nelle analisi idrauliche si sarebbe tenuto conto delle principali opere di attraversamento, relativamente alle intersezioni della Sp 109 con il Celone, il torrente Torremagna e il torrente Lorenzo “ma nessuna valutazione è stata effettuata sugli attraversamenti minori (i ponti presenti lungo il percorso, ndr), pur essendo in presenza di attraversamenti insufficienti, per cui destinati ad essere tracimati con facilità dal deflusso, senza peraltro costituire un sensibile ostacolo allo stesso deflusso”.
Come hanno spiegato alcuni, il progetto sarebbe dovuto andare di pari passo con un’altra opera di cui però non se ne sa nulla: la soprelevazione e messa in sicurezza della Troia-Lucera che potrebbe finire allagata dopo la realizzazione dell’argine a monte. Questo lo si evince sempre dal documento dell’Autorità idrica di bacino: “In riferimento alla pericolosità idraulica, il progetto prevede un'indennità di servitù di allagamento per le aree agricole più a valle dell'intervento ove è stato calcolato che vi è un aumento della pericolosità idraulica su un'area complessiva di circa 7,5 ettari”.
Ed infatti, rileva l’Autorità: “Nel progetto si ritiene prioritario risolvere le problematiche di rischio a carico della Sp 125 ma si rimanda alla disponibilità di ulteriori finanziamenti le rimanenti problematiche relative alla Sp 109 e alla Sp 124 con attraversamento a guado”.
E addirittura “si è analizzata la funzionalità idraulica del ponte sul torrente Celone in corrispondenza della Sp 109 con particolare riferimento alle condizioni di deflusso post operam che prevedono un incremento di portata delle acque, concludendo che le condizioni del rischio per la Sp 109 nello scenario post operam sono del tutto sovrapponibili alle condizioni del rischio ante operam e pertanto restano da tenere in conto nella gestione in termini di tutela dell'incolumità pubblica e privata”.
“In tema di rischio idrogeologico e di irreggimentazione delle acque che in questi ultimi tempi sta manifestando tutte le sue criticità ovunque e anche dalle nostre parti, in cui il regime torrentizio dei nostri fiumi espone maggiormente a queste piene, improvvise, catastrofiche con inondazioni periodiche i cui danni sono stati puntualmente risarciti con cospicue somme di denaro pubblico e che questo intervento dovrebbe per l’appunto attenuare, è necessario che si guardi anche nel lungo termine per capire quali possano essere le controindicazioni e i danni per altri agricoltori di altre zone, per evitare di aggiustare da una parte e sfasciare dall’altra”, l’auspicio di Cutolo.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).