Il 21 dicembre 2022 il dirigente del Comune di Foggia Paolo Affatato (allora titolare di lavori pubblici, appalti e contratti) fu intercettato a Roma mentre incontrava in un bistrot l’amico imprenditore Claudio Favellato e Gabriele Visco (figlio dell’ex ministro delle Finanze Vincenzo, ex dirigente Invitalia e accusato di corruzione e traffico di influenze). La gip del Tribunale di Roma Maria Gaspari evidenzia, nell’ambito di quell’inchiesta che portò a febbraio agli arresti domiciliari Favellato e Visco jr, “l’ampia disponibilità che Visco dimostra anche in relazione alla procedura di assunzione presso Invitalia spa del figlio di Affatato, dirigente del Comune di Foggia, che gli è stata caldeggiata da Favellato, le cui imprese hanno interessi e appalti anche nel Foggiano”. “Il curriculum lo facciamo stampare...mi mandate la PEC bisogna aggiungere delle cose...a gennaio penso usciremo con diversi concorsi…diverse richieste di personale”, disse Visco. “Adesso attendiamo...”, la risposta del dirigente foggiano in quell’incontro del 21 dicembre di due anni fa.
Due giorni dopo, il 23 dicembre 2023, dunque dopo pochissime ore, si svolse presso la sede comunale di via Protano, che era il quartier generale dell’ingegner Affatato, la terza e decisiva seduta pubblica della super gara da oltre 5,8 milioni di euro relativa alla fognatura, un appalto misto di servizi tecnici e lavori. La seduta si concluse con la decisione della proposta di aggiudicazione in favore di Favellato da parte della commissione di gara (composta dalla presidente Paola Russo, coordinatrice del Servizio contratti e appalti, fedelissima di Affatato, e dai sovraordinati Raffaele Ziello e Domenico Lomazzo).
E’ questo uno dei fatti segnalati dal secondo classificato Sofieco srl nel ricorso al TAR Puglia, di cui si attende la decisione tra pochi mesi, all’esito dell’udienza fissata per il 18 settembre prossimo. Dopo l’esclusione di FMA (ovvero l’ex concessionario, erede del fallito Florio Group), erano rimasti in tre a sfidarsi dei quattro inizialmente partecipanti alla gara: l’ati Simeone spa-HR di Umberto Russo-Spagnuolo Ecologia srl guidata dal big del comparto acquedottistico nonché presidente di Confartigianato Foggia, Vincenzo Simeone: Favellato in ati con la mandataria Angelo De Cesaris srl; una terza ati composta da Sofieco srl di Michele Monopoli (mandataria) e dalle mandanti Consorzio Innova soc. coop. di Bologna e Costruzioni pubbliche srl.
L’ati De Cesaris-Favellato arrivò prima con 84,177 punti (di cui 71,667 per l’offerta tecnica e 12,510 per quella economica, ribasso pari al 9,10%); seconda l’ati Sofieco-Innova con 64,561 punti (di cui 48,667 per l’offerta tecnica e 15,894 per quella economica, ribasso pari al 14,69%); terza l’ati Simeone-HR con 64 punti (di cui 44 per l’offerta tecnica e 20 per quella economica, ribasso pari al 23,26%).
De Cesaris&Favellato hanno vinto con un’offerta economica di 4.957.167,98 euro. Un esito che mise fine alla storica concessione in favore della famiglia Florio, che coi propri esposti ha spinto ad attivarsi la Procura di Foggia, cui sono stati anche inviati da Roma gli atti relativi all’indagine incentrata su Gabriele Visco. Ma da allora non si è saputo più nulla delle indagini degli inquirenti foggiani. Le uniche novità ufficiali attengono alla giustizia amministrativa.
La scorsa settimana l’Attacco ha pubblicato la sentenza con cui il TAR Puglia ha rigettato il ricorso del terzo classificato Spagnuolo Ecologia srl, il cui titolare è zio acquisito del vicepresidente della Regione e dominus Pd Raffaele Piemontese (come cognato del padre del politico). Si attende ora il pronunciamento del giudice amministrativo barese sul ricorso di Sofieco srl, che era atteso insieme a quello su Spagnuolo Ecologia. Ma dopo l’inchiesta romana la difesa dell’impresa di Michele Monopoli ha presentato un ricorso per motivi aggiunti, fatto che ha determinato lo slittamento del processo e che può risultare determinante ai fini della decisione.
Stando a quanto trapela, Sofieco ha evidenziato nel ricorso sia il ruolo preponderante avuto dal dirigente Affatato rispetto all’iter di gara sia il legame emerso con tutta evidenza dalle intercettazioni di Roma, che hanno sollevato molteplici sospetti e interrogativi anche sugli appalti foggiani. Ma non è tutto. Sofieco ha contestato pure i requisiti di Angelo De Cesaris srl, l’impresa presente nell’ati con Favellato. Nel raggruppamento vincitore, la De Cesaris è quella che ha pesato maggiormente sui servizi mentre la Favellato Claudio ha avuto il peso maggiore rispetto ai lavori.
Secondo Sofieco, la De Cesaris non avrebbe avuto i requisiti specifici previsti dal bando rispetto agli autospurghi, posseduti dall’impresa in relazione al trasporto di rifiuti e non per l’oggetto specifico dell’appalto. Sofieco contesta anche il possesso del requisito relativo al fatturato. Inoltre, i secondi classificati, dopo aver appreso che Favellato starebbe svolgendo il servizio con un sub-affidamento all’impresa foggiana Aurora per lo spurgo superando la soglia massimo del 2% previsto dalla legge (e questo dopo un’offerta tecnica valutata 22 punti in più dei secondi classificati), hanno invano presentato oltre un mese fa una seconda richiesta di accesso agli atti senza che dagli uffici comunali sia giunta una qualunque risposta. Infine, nel ricorso Sofieco – che per l’avvalimento si è affidata ad un big di Lecce quale Idrovelox - ha evidenziato l’assenza di un tecnico esperto della materia nella commissione di gara.
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