Il dibattito sulla riapertura del Gino Lisa di Foggia ai voli civili sarà materia di confronto sul tavolo tecnico-istituzionale che la società aeroportuale intende portare al centro della discussione.
Non per discutere sulla opportunità di attivare uno scalo funzionale all’intero territorio, ormai fuori discussione al netto delle polemiche, quanto per condividere con gli stakholder e i rappresentanti di categoria un percorso comune e condiviso che arrivi al traguardo. Il concetto era stato chiarito la settimana scorsa dal vice presidente di Adp, Antonio Vasile che insieme con i massimi dirigenti ha tracciato una sorta di road map per arrivare al traguardo finale. Tra i vari passaggi c’è anche quello del personale che dovrà operare all’interno dello scalo ma non solo su Foggia.
La pandemia ha imposto il blocco di tutti le attività e i processi di sviluppo, ritardando anche la tabella di marcia sul Gino Lisa che di fatto rappresenta una start up. L’ente aeroportuale ha pubblicato in questi giorni un doppio bando per il reclutamento di personale. Si cercano operatori aeroportuali (160) e addetti agli scali (80) per un totale complessivo di 240 unità.
Nelle prossime settimane una società privata si occuperà di avviare le selezioni che saranno effettuate sulla base non solo del curriculum vitae e delle esperienze pregresse ma anche di prove attitudinali alle quali i candidati saranno sottoposti secondo gruppi di chiamata.
Gli idonei nel giro di pochissimo tempo saranno avviati a percorsi di formazione specifica e successivamente inseriti negli organici come lavoratori interinali. Il passaggio definitivo alle dipendenze di Aeroporti di Puglia avverrà dopo 36 mesi di attività. La necessità di disporre di personale da distribuire in tutti gli scali aeroportuali pugliesi, compreso quello di Foggia, rientra nella prospettiva che il 2022 sia l’anno della ripartenza con il ripristino se non l’ulteriore incremento di traffico passeggeri rispetto al periodo pre-covid.
E’ pur vero che il nuovo personale da assumere gradualmente, andrà a coprire i pensionamenti, circa il 7 per cento delle attuali 347 unità che compongono l’organico. Da considerare anche la percentuale di malattie che oscilla intorno al 10 per cento, per cui le unità aggiuntive dovrebbero garantire piena copertura dei servizi. Le destinazioni saranno ovviamente da stabilire, ma si prevede che anche Foggia, dove attualmente lavorano 20 persone, sarà potenziata agevolando il trasferimento di personale residente nei Comuni della Bat.
Nel frattempo la questione infrastrutturale del Gino Lisa rimane un tema centrale per il rilancio economico della Capitanata che la crisi prodotta dalla pandemia non ha fatto sparire. Lo scrive Confagricoltura per mano del presidente Filippo Schiavone: “L’esigenza di gettare le basi per un rilancio economico e sociale stabile e duraturo, rende ancora più urgente affrontare la questione in modo organico”. “Bene ha fatto il presidente della Camera di Commercio di Foggia, Gelsomino a rilanciare la questione, proponendo di coinvolgere attraverso l’Ente di rappresentanza delle imprese, tutti i soggetti interessati, a partire dalla regione Puglia”.
“Da anni ribadiamo con forza che la crescita delle nostre aziende passa attraverso una ritrovata capacità di programmazione nel medio periodo. Innovazione, sostenibilità, crescita del capitale umano hanno bisogno di una cornice infrastrutturale definita. I nostri investimenti per la conquista di nuovi mercati o per un miglioramento qualitativo dei prodotti devono aver chiaro il contesto nel quale vanno a collocarsi. Trasporti, reti idriche, infrastrutture immateriali sono la indispensabile cornice che delimita il nostro campo di azione. Ora abbiamo bisogno che, a partire dalla vicenda legata al Gino Lisa, ci siano parole chiare e definitive. Ritengo che il mondo della rappresentanza d’impresa possa e debba svolgere con ritrovata forza il suo compito e la Camera di Commercio rimane il luogo ideale per questo confronto che mi auguro sia propositivo e produttivo”.
“Io - aggiunge Schiavone al quotidiano l’Attacco - sono a favore di qualsiasi tipo di infrastruttura che possa agevolare i percorsi di questa provincia. L’aeroporto nella seconda provincia più grande d’Italia mi appare qualcosa di utile. Oggi è l’idea di agricoltura che è cambiata, prima il settore era legato esclusivamente alla produzione, oggi abbiamo aziende agrituristiche che fanno ospitalità, aziende che trasportano i loro prodotti e quindi potrebbero solo beneficiare di uno scalo aeroportuale. Poi mi sembrava ormai un percorso, non dico concluso, ma nei mesi scorsi abbiamo sempre sentito notizie positive sull’apertura che ci lasciavano ben sperare”.
“L’aeroporto - aggiunge Schiavone - farebbe da traino ad altri settori: ritengo che sia uno dei volani fondamentali per lo sviluppo della provincia. Molti pensano che bisognerebbe prima creare l’utenza e poi il servizio, io ritengo che sia esattamente il contrario. A Foggia esiste un vero e proprio distretto agroalimentare, sono presenti sempre più aziende che trasformano e commercializzano direttamente i loro prodotti ma che per arrivare sui mercati hanno bisogno di un polo logistico sempre più centrale. Se pensiamo agli spostamenti delle persone o a quelli delle merci per poter far arrivare quanta più gente possibile nel nostro territorio è fondamentale. Al netto della produzione agricola, abbiamo moltissime aziende che fanno ospitalità, quindi agriturismi e strutture collegate all’agricoltura che hanno bisogno di avere collegamenti”.
Sull’inerzia degli operatori lamentata da Adp netta la risposta del presidente di Confagricoltura: “Ho vissuto il dibattito tra società aeroportuale e altri operatori, le persone intelligenti non cercano i colpevoli ma cercano le soluzioni. Certo sono scettico sui tempi di apertura, qualche perplessità c’è ma sul risultato finale noi foggiani dobbiamo avere più fiducia in noi stessi. Non vorrei essere smentito”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).