“La speranza è che con il nuovo amministratore unico, Fabio Diomede, le cose in azienda possano andare meglio.
Diomede non è un politico che ha bisogno di tirare avanti il ‘carrozzone’ per interessi di natura politica. Diomede è un tecnico che valuta dal punto di vista scientifico la sostenibilità, la produttività e la gestione dei conti aziendali e potrebbe decidere di ‘chiudere tutto’ alla luce di trasposizioni tendenziose. Ecco perché il racconto della vostra fonte, che l’Attacco ha pubblicato sabato 30 ottobre, fa più bene che male ad AM Service, essendo a mio parere pervenuto da qualche collega che ha frustrazioni di sorta nel denunciare certe situazioni”.
E’ questo uno dei passaggi fondamentali delle nuove rivelazioni affidate a l’Attacco da un altro dipendente (anch’egli vuole restare anonimo) della azienda controllata dal Comune di Foggia: azienda che, tra le altre cose, si occupa della gestione del calore per gli edifici comunali e del servizio verifiche sui bollini energetici.
Teme ripercussioni sul futuro dei lavoratori di AM Service quest’altro dipendente che è voluto intervenire nel dibattito dopo l’articolo pubblicato su queste colonne: articolo che riportava presunte inefficienze del servizio energetico imputate da un suo collega alla nomina pro-tempore di un responsabile tecnico, Paolo Pignataro, che non avrebbe titoli e competenze per gestire mansioni da sempre affidate ad ingegneri.
“Credo proprio di aver capito chi sia il collega che vi ha passato queste informazioni – dice a l’Attacco questa nuova fonte –. Deve averlo fatto per ripicca, perché era tra quelle tre-quattro persone che si candidarono al ruolo di responsabile tecnico della gestione calore. Voleva quel posto e non lo ottenne. Così adesso si vendica gettando ombre sull’azienda”.
Che alcune funzioni operative siano bloccate in attesa di un nuovo ingegnere a capo del settore gestione calore del ramo energetico, però, l’Attacco lo aveva verificato anche con altri soggetti molto vicini all’azienda, che avevano confermato lo stato dell’arte attuale. In tutti i modi la nuova fonte continua il suo racconto deresponsabilizzando Pignataro da una presunta incompetenza operativa e individuando il problema più a monte, e cioè in chi coordinerebbe tutti e due i rami del settore energetico, “il signor D” lo chiama (probabilmente alludendo alle iniziali del cognome), “posto in precedenza alla guida di un settore per il quale, anch’egli, non avrebbe titoli necessari a ricoprire l’incarico affidatogli”.
Quello che tratteggiano queste ulteriori rivelazioni è un quadro aziendale caotico e frammentato, costituito da presunte lotte intestine tra i dipendenti, tra chi ha “santi in paradiso e ha ricevuto molti privilegi, soprattutto durante il mandato amministrativo Landella e chi, come me, non ce li ha e resta sempre agli ultimi livelli. Compresi pure quei lavoratori che da tempo aspettano scatti di posizione che non arrivano nonostante i sacrifici compiuti per sopperire, magari, a funzioni che spetterebbero ad altri e che invece vengono puntualmente scaricate ai piani bassi”.
Ecco perché, in un certo qual modo, questo dipendente ‘comprenderebbe’ “l’atteggiamento di rivalsa del collega che ha gettato ombre sulle dinamiche gestionali dell’azienda. Non ne condivido, però, l’approccio scelto, e cioè una sorta di campagna di ‘denigrazione’ di AM Service a mezzo stampa, per motivi personali”.
“Un altro nodo di conflitto – continua il dipendente – sta nella differenziazione dei contratti: due le tipologie presenti in AM Service, una attinente al terziario, l’altra a Federgas Acqua. Una cosa che non ha senso e che alimenta astio e odio tra i colleghi portando per alcuni benefici che altri non hanno. Un contratto unico per tutti aiuterebbe – sostiene la fonte – ad abbassare il clima di tensione in cui quotidianamente siamo costretti a lavorare. O forse ai vertici aziendali del passato è sempre convenuta questa guerra interna. Sai come si dice, no? ‘Dividi et impera’”.
Insomma una situazione intricata che “la politica – sottolinea - in anni di gestione ha contribuito in maniera determinante ad alimentare. Ogni presidente del cda che si avvicendava alla gestione di AM Service elargiva ‘regalini e promozioni’ ai preferiti, spesso per motivazioni di natura elettorale”.
Intanto, il bando di gara per titoli ed esami già sospeso per 60 giorni - che avrebbe dovuto individuare un ingegnere a tempo indeterminato part-time per ricoprire il ruolo di responsabile tecnico di ottavo livello, andando così a sostituire il pro-tempore Pignataro – è stato nuovamente sospeso per ulteriori 30 giorni (a partire dal 2 novembre) dall’amministratore unico Diomede. Lo ha pubblicato proprio ieri AM Service sul suo sito web.
Se non si dovesse individuare questa nuova figura, si correrebbe il rischio che “a gennaio – secondo quanto sostengono le fonti interne ad AM Service - Pignataro da pro-tempore diventerebbe effettivo e potrebbe reclamare per legge un compenso da settimo livello. Cosa che non si inserirebbe esattamente nel solco di un contenimento dei costi aziendali che invece Diomede starebbe cercando”.
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