Non si placano le polemiche sui quattro concorsi banditi dall'ente Provincia, un caso rispetto al quale gli eletti del M5S stanno meditando un'interrogazione parlamentare.
Com'è noto, lo scorso mese dagli uffici di Palazzo Dogana è stato emanato un bando per il reclutamento di personale di categoria giuridica C e D.
Nella fattispecie i posti a concorso hanno riguardato le posizioni di istruttore tecnico, due per il ruolo di istruttore direttivo amministrativo e tre per quello di istruttore amministrativo.
Molto corposa l'adesione: a presentare domanda di partecipazione sono stati 1.974 candidati per i dieci posti di lavoro in palio.
Diversi i dubbi e le perplessità emerse rispetto alla modalità di espletamento con un’unica prova scritta, svoltasi nelle giornate di giovedì 25 e venerdì 26.
Modalità e valenza delle materie sono risultati, secondo alcuni candidati, difformi rispetto al bando concorsuale, come racconta a l'Attacco il consigliere comunale del Comune di Lucera Francesco Aquilano, anch'egli nell’esercito dei concorsisti e candidato per i posti di istruttore e direttore amministrativo. L’eletto lucerino lamenta alcune presunte irregolarità. “La prova concorsuale è stata a mio parere piena di irregolarità”, afferma Aquilano.
“La prima ha riguardato il mancato utilizzo per lo svolgimento della prova degli strumenti informatici, in palese violazione con quanto indicato nel bando. Le risposte ai quesiti proposti mediante un questionario cartaceo sono state apposte su di un normale foglio di carta. Se avessi saputo che lo svolgimento della prova si sarebbe attuato in questa maniera non avrei partecipato al concorso”, ha riferito il consigliere lucerino.
“Un'altra difformità ha riguardato poi le indicazioni assai poco chiare contenute nel bando, nel quale si faceva riferimento alla conoscenza della lingua inglese e dell'informatica, argomenti per i quali non è stato indicato il livello di conoscenza e le modalità con cui venivano somministrati i quesiti”, prosegue Aquilano, facendo sapere che proprio su questo aspetto sono emerse le maggiori polemiche anche in sede di esame. Come se non bastasse a destare altre perplessità è stato il modus con cui la SeleTek, l'agenzia che ha supportato Palazzo Dogana nella progettazione dei test, ha gestito l'aspetto del controllo del regolare svolgimento della prova.
“E' balzata agli occhi l'inadeguatezza del ruolo di controllori affidato a ragazzi poco più che ventenni”, commenta ancora il consigliere comunale di Lucera, “assai poco interessati a monitorare presunti atteggiamenti scorretti da parte dei candidati. Molto poco rispettosa è stata poi la continua presenza all'interno della sede concorsuale dei dipendenti della Formedil”.
Il centro di formazione ha difatti concesso l'uso all'ente provinciale dei propri spazi per l'espletamento delle prove concorsuali.
“Non è ammissibile la presenza di figure terze all'interno della sede in cui si svolge un concorso. Chi mi assicura che i fogli contenenti le risposte non siano mai usciti? Tali (presunte, ndr) irregolarità hanno concesso sicure agevolazioni ai soliti noti”, conclude Aquilano.
I risultati dei test sono stati pubblicati negli scorsi giorni e ieri mattina sono emersi anche quelli contenenti gli esiti dei non idonei.
Tra i nomi eccellenti alcuni vicini alla politica: le sorelle Mari, Ilaria e Maria Laura, cognata e moglie del segretario provinciale di Forza Italia, Raffaele di Mauro, risultate prime classificate; Ilaria D'Urso, figlia di Giuseppe D'Urso, presidente del Teatro Pubblico Pugliese ed ex assessore Pd al Comune di Foggia
Candidati dalle parentele ben ramificate all'interno del tessuto politico foggiano che hanno scosso l'opinione pubblica e attivato la pronta critica da parte dell’ex consigliere comunale e candidato sindaco Giuseppe Mainiero. Ma a destare perplessità è stata anche la partecipazione cospicua di diversi cittadini di Candela, il paese del sindaco Nicola Gatta, presidente della Provincia.
Com'era prevedibile tanti candidati sono pronti ad affidarsi alle vie legali per proporre un ricorso, magari accogliendo l'invito fatto dall'ex meloniano Mainiero che ha esortato i più delusi anche a chiedere all'ente Provincia di annullare le procedure.
“Grazie al prezioso impegno di un amico che ha raccolto la mia provocazione, si è prodotto un atto di revoca in autotutela che ogni candidato alle selezioni tenute dalla Provincia di Foggia può fare proprio – ha asserito Mainiero -. I profili di illegittimità che si sono evidenziati sono stati raccolti dalle testimonianze di alcuni candidati. Chiunque voglia - ha proseguito ancora il commercialista foggiano -, può utilizzarlo sottoscriverlo e protocollarlo alla Provincia di Foggia. Sarebbe utile inviarlo a mezzo pec alle Prefettura di Foggia-ufficio enti locali, al Ministero degli Interni e al ministro della Funzione Pubblica. Il cambiamento necessita dell’impegno di tutti ed è un tratto culturale che va costruito. Una Capitanata migliore c’è”, ha concluso fiducioso.
Claudia Ferrante
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