Servizi sociali nel caos, la denuncia di alcuni operatori. Tutti i presìdi interrotti negli ultimi mesi

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Una situazione caotica per non dire allo sbando è quella che denunciano dipendenti ed ex dipendenti dei Servizi sociali del Comune di Foggia,

“a causa – dicono - di una ‘mala gestio’ ad opera della dirigente Silvana Salvemini”, nominata dall’ex Sindaco Franco Landella a capo delle Politiche Abitative, Scuola dell’infanzia e Asili Nido e riconfermata dai Commissari prefettizi attualmente in seno a Palazzo di Città.

Presìdi di vitale importanza per il territorio che stanno chiudendo uno dopo l’altro. Pezzi di Ambito Territoriale reimpiegati in altre mansioni, lasciando scoperte quelle per le quali erano stati assunti. Dinamiche di gestione operativa e relazioni professionali interne a via Fuiani quantomeno discutibili. E’ questo il quadro tratteggiato da alcuni assistenti sociali e dipendenti amministrativi (tra ex e attualmente impiegati) del Comune di Foggia.

Una delle prime questioni sotto la lente di ingrandimento è la chiusura dei Servizi di Prossimità Territoriale presenti in alcune circoscrizioni (o quei pochi che erano rimasti su Foggia, al Candelaro e in zona Villa Comunale) riferimento costante per la cittadinanza con servizi informativi e di aiuto a soggetti fragili come minori, adulti in difficoltà, anziani e donne vittime di violenza. “Perché Foggia non è Milano e non ha periferie estese come la capitale lombarda”, avrebbe motivato la dirigente Salvemini, secondo quanto riferito dalle fonti, sulla chiusura di questi presidi di assistenza. “Le cui sedi adesso – continua l’informatore de l’Attacco – giacciono sotto sigillo con tutta la strumentazione informatica e i fascicoli dei casi sin qui seguiti, senza che tutto ciò sia stato trasferito nella sede centrale e senza che neppure siano stati inventariati. Qualche giorno fa in una di queste due sedi sono andati anche a rubare e mancando un inventario di ciò che c’era all’interno non si può nemmeno riuscire a risalire a cosa abbiano davvero rubato. Questi presidi territoriali – continua - andrebbero tenuti aperti per normativa nazionale che ne stabilisce la necessità di 1 ogni 5mila abitanti. E invece, ora, Foggia non ne ha nessuno”.

Situazioni paradossali che rischiano di lasciare per strada tanti bisognosi a causa di interruzioni di servizio su cui, ad oggi, da Palazzo di Città non arrivano segnali di risposta: come per il Centro Palmisano, di cui l’Attacco ha già scritto recentemente, dove le cinque operatrici e i 40 anziani sono stati abbandonati al loro destino da un giorno all’altro senza nessuna ulteriore indicazione sulle procedure che l’Ente intende adottare per garantire ripresa e prosecuzione del servizio. Nessuna risposta nemmeno alle operatrici anche per quanto riguarda la corresponsione delle spettanze arretrate, si parla di diversi mesi di stipendio che non è mai arrivato.

“Sono diversi i servizi interrotti o soppressi”, garantiscono fonti dell’Area amministrativa: “il telesoccorso; i pasti caldi a domicilio; lo scuolabus per stranieri”.

Per non parlare poi di quei servizi che avrebbero potuto essere attivati in presenza di fondi circostanziati e che invece non sono mai entrati in funzione a causa dell’inerzia della macchina amministrativa, come la somma di almeno 1 milione e 400mila euro ripartita per Foggia dal Fondo Sostegni Bis del Governo Draghi per l’erogazione di alimenti e aiuti sul canone di locazione alle famiglie bisognose. Soldi mai spesi dai Servizi sociali comunali e che, dunque, dovranno tornare a Roma a causa del termine fissato al 31 dicembre 2021 per poterli investire. Altrettanto dicasi per i campi estivi negli oratori e nei centri di aggregazione giovanile della città: oltre 366mila euro stanziati su Foggia, per tramite della Regione, dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia e mai visti, in termini di attività di intrattenimento, dai bambini e dai ragazzi dei quartieri foggiani. Lo hanno denunciato non più di due mesi fa associazioni e sigle sindacali di settore del territorio.

Bloccata da un anno anche la mansione di monitoraggio delle oltre 6mila domande per il Reddito di Cittadinanza di soggetti residenti che, per motivi di fragilità, vengono destinati per tale istanza ai Servizi sociali ma che continuerebbero a percepire il reddito pur in assenza della vigilanza sul mantenimento effettivo dei requisiti: compito che toccherebbe alla struttura comunale di via Fuiani. Così anche i servizi territoriali destinati, per tramite dei Servizi sociali, all’autorizzazione all’apertura o all’ampliamento di studi odontoiatri e farmacie, con non poche lamentele da parte dei diretti interessati. Infine la singolare questione di diversi bandi comunali andati deserti per gestioni in scadenza come quelle del Centro comunale Antiviolenza “C. Morlino” e del servizio Adi. La mancata continuità di diversi presìdi dei Servizi sociali sarebbe da attribuire anche a ritardi sulle tempistiche burocratiche entro le quali andrebbero reindirizzati e riattivati dal Comune di Foggia.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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