La pedagogia dell’antimafia. E’ condensato in questo paradigma suggerito dal sociologo Leonardo Palmisano il senso
delle diverse progettualità innescatesi a seguito della pubblicazione del libro firmato da Emma Barbaro e Valentina Drago “Manomozza”, incentrato sulla vicenda criminale e giudiziaria del boss tranese Salvatore Annacondia.
Il testo è stato fornito gratuitamente e proposto in lettura agli studenti dell’ITE “Blaise Pascal” di Foggia che hanno potuto ieri confrontarsi con una delle autrici, Emma Barbaro, presente all’istituto di Via Napoli per animare l’ultimo incontro del 2021 di Legalitria, uno dei principali festival letterari antimafia d’Italia e il più importante progetto-lettura nazionale sulla legalità, il primo avviato in Puglia.
“Questo testo sta riscuotendo un enorme successo tra i lettori delle librerie ma soprattutto tra gli studenti, stiamo provando a colmare un vuoto storiografico e narrativo sulle mafie pugliesi. Manomozza rientra sicuramente in questa operazione insieme ad un altro testo precedente dal titolo “Bari Calibro 9”, una pietra miliare ormai per la conoscenza dei sistemi criminali di stampo mafioso in Puglia” ha spiegato a l’Attacco Palmisano, che è anche a capo dell’impresa editoriale Edizioni Radici Future che ha dato alle stampe “Manomozza”.
E’ anche all’industria editoriale e culturale che si può guardare con fiducia per una ripartenza anche economica del territorio regionale nel quale si va accrescendo la consapevolezza della permeabilità a tutti i livelli della presenza criminale e mafiosa: “C’è un rinnovato interesse anche da parte degli organi di stampa, non siamo solo noi che facciamo libri e promuoviamo contenuti e progetti per consolidare reti e condividere opportunità - ha proseguito il sociologo barese - . Utilizziamo questi libri anche per mettere insieme delle progettualità con le amministrazioni, per esempio rispetto ai beni confiscati, quindi il libro non è un progetto racchiuso in sé. Vogliamo offrire al territorio non soltanto elementi di conoscenza, ma il riconoscimento dei sistemi criminali affinchè se ne prendano le distanze”.
Nell’ultimo anno grazie proprio al successo di lettori e di copie vendute, il fatturato della casa editrice Edizioni Radici Future ha avuto un balzo in avanti di segno positivo pari al 62% rispetto all’anno precedente “segno inequivocabile che abbiamo intercettato platee anche diversificate di lettori, di studenti e giovani. “Manomozza” è diventato un caso editoriale di successo, è stato uno dei libri più venduti in Puglia nella scorsa estate, grazie al progetto Legalitria ha avuto 10mila lettori tra gli studenti e continua il suo viaggio, entra nelle scuole ma non solo, in questo momento è in lettura presso i detenuti della Casa circondariale di Trani, stiamo cercando di organizzare a partire dal libro un confronto proprio tra detenuti e studenti”.
Il libro attinge per la maggior parte della materia di cui narra all’archivio dell’ex procuratore della Dda di Bari Pasquale Drago e parla della genesi di alcune delle criminalità organizzate presenti sul territorio e del mafioso Salvatore Annacondia, conosciuto come “mano mozza”. Il testo racconta di un fenomeno che ha coinvolto le città e tutta la provincia Bat con diverse declinazioni dell'illegalità: dal contrabbando di sigarette al commercio di droga e l'organizzazione di bische clandestine.
E’ uno “sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale delle mafie nate a nord di Bari che si apre e si chiude nel sangue e nel silenzio delle vittime trasversali, dei tossicodipendenti, degli affiliati pronti a tutto pur di conquistare il territorio imponendo le rigide leggi dell’Anti-Stato” è scritto nella sinossi dell’edizione. “Raccontiamo la storia di uno dei modelli criminali della Puglia e si spiega come quel modello si è strutturato nel tempo a partire dai primi anni Ottanta in cui a Barletta ci fu un summit molto importante per trasformare la Puglia in un hub del commercio degli stupefacenti” ha spiegato Emma Barbaro a cui è stato conferito il prestigioso premio “Livatino-Saetta-Costa 2021”, insieme alla coautrice Valentina Drago.
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