Terzo settore in agitazione. Le sabbie mobili di via Fuiani dove si perdono le tracce dei presìdi di comunità

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In corso di licenziamento 28 dipendenti, tra assistenti sociali e amministrativi (alcuni a un passo

dalla maturazione dei tempi per la stabilizzazione), selezionati negli ultimi 36 mesi con procedura regionale nel quadro del bando “Pon Inclusione”: una procedura che ora non andrebbe più bene e che da via Fuiani si sta modificando nei criteri in vista della nuova gara concorsuale.

Sta accadendo alle Politiche sociali del Comune di Foggia, mentre l’orientamento ministeriale (appena recepito da Comuni come Barletta, per esempio) sollecita alla stabilizzazione. E’ il preciso orientamento del Ministero delle Politiche sociali a proposito di Piani Sociali di Zona e Pon inclusione: un indirizzo che diventerà misura strutturale, volto a dare continuità a presìdi e contratti di lavoro degli operatori del settore.

Tanto che è prevista e consentita la possibilità di assumere personale in deroga alla capacità assunzionale dell’Ente comunale, con obiettivi ben precisi: attivare processi di graduale trasformazione dell’idea di servizi sociali professionali, attraverso equipe multidisciplinari che possano trattare in sinergia la complessità dei casi presi in carico sui territori. Un modello immaginato per sostenere il servizio sociale offerto e portarlo ad una graduale rivoluzione organizzativa, in chiave innovativa. Tutto questo, almeno per il momento, stenta a vedersi a Foggia, con l’interruzione di almeno 6 presìdi; un Terzo settore in agitazione, con realtà che nell’ultimo anno e mezzo, come sostengono, stanno portando avanti a proprie spese i progetti.

L’impressione generale del Terzo settore è di un preoccupante scollamento di Palazzo di Città dal territorio.
“Non siamo tutte mele marce e non lavoriamo su basi clientelari”, dicono le cooperative.
La conferma sta nell’eloquente affermazione di Vincenzo Pacentra, responsabile del Consorzio Aranea : “Il 70% degli affidamenti li abbiamo vinti con ricorsi al Tar”.

 

Aranea, credito di 77mila euro col Comune. A rischio servizi e liquidazione dei progetti

Aranea è un consorzio all’interno del quale si schiude una costellazione di cooperative. Ed è una di quelle realtà ampiamente riconosciute e consolidate in termini di radicamento, operatività e risultati ottenuti sul territorio, che, nonostante si senta meno bistrattata di altre dai Servizi sociali del Comune di Foggia, può raccontare non pochi disagi nel rapporto con la gestione di via Fuiani dell’ultimo anno e mezzo.

Crediti vantati per decine di migliaia di euro per un progetto di tutoraggio svolto. Crediti che a breve verranno contestati a Palazzo di Città per via legali, annunciano, se il riconoscimento economico spettante non sarà corrisposto. Aggiudicazioni efficaci, e dunque definitive, di appalti per la gestione di un presidio rivolto alla disabilità, il quale presidio, però, in realtà, non è mai entrato in funzione per assenza della firma del contratto di affido, annunciato e mai effettivamente portato ad espletamento dalla macchina comunale. E ancora, servizi utili ad anziani e a persone fragili, che, una volta scaduti i termini operativi previsti dal bando, sono stati soppressi e sottratti al territorio senza addotte motivazioni. Infine singolarità o presunte irregolarità delle gare pubbliche, contestate nelle scorse settimane anche dalle associazioni di categoria; oppure rimostranze sulla qualifica del personale mosse in ritardo da via Fuiani al consorzio e che possono apparire quanto meno ambigue quando non “pretestuose”.

Il problema che, paradossalmente, in questo momento, sembra il meno grave di tutti è la questione legata alla continuità del Pis (il Pronto intervento sociale) che scade oggi e per cui gli operatori (di Aranea e di tutta la rete che ha portato avanti il progetto comunale che offre ai bisognosi accoglienza nei dormitori e servizi di emergenza come la distribuzione dei beni di prima necessità) chiedono continuità nelle more del nuovo bando, per il quale è stato predisposto il capitolato di gara e dovrebbe essere dunque imminente la pubblicazione, come ha rassicurato negli scorsi giorni la dirigente Salvemini.

Nel frattempo, però, soprattutto in un periodo freddo come questo, la continuità del servizio si rende indispensabile per gli oltre 450 soggetti che hanno beneficiato quest’anno della misura.
“I soldi ci sono – afferma Domenico La Marca della cooperativa Arcobaleno -. Si tratta di oltre 100milia euro residui dello stanziamento, soldi che ci permetterebbero di andare avanti in proroga fino a maggio 2022. Aspettiamo solo l’ok dall’Ufficio di Piano”.

Un ok che però, fino a ieri, a poche ore dalla scadenza dei termini operativi del progetto, non è ancora arrivato. Anche se gli operatori continuano a sperarci e ad essere ottimisti. Arcobaleno è una delle cooperative sociali di Aranea, che, tra i tanti fronti su cui opera, ha lavorato anche al Servizio di Tutoraggio comunale finanziato dal Fondo povertà e terminato non proprio nel migliore dei modi agli inizi di novembre 2021, con il volo di stracci e minacce di querele arrivate da Salvemini nei confronti della cooperativa per paventata interruzione di pubblico di servizio.

“Ad un certo punto – racconta Lamarca - sono finiti i soldi che la cooperativa stava anticipando da 9 mesi per i contratti del personale e il costo gestionale del progetto. Abbiamo fatto presente che non potevamo più andare avanti così, senza la benché minima liquidazione economica da Palazzo di Città, per un servizio, che tra l’altro, abbiamo portato avanti per 4 mesi in più, e con mansioni aggiuntive a nostro carico, rispetto all’offerta che avevamo presentato”.

Un servizio che ha portato i senza dimora e le persone in condizione di povertà estrema a percorsi di inclusione come l’inserimento in seconda accoglienza e l’attivazione di procedure mediche necessarie. Un servizio, che, dicono da Aranea, non è stato mai contestato da via Fuiani in termini di risultati ottenuti. Ma insidiato, invece, da percorsi burocratici contorti.

“Come la contestazione, arrivata da via Fuiani a metà progetto, e cioè a luglio di quest’anno, sul criterio di esperienza richiesto ad una nostra educatrice professionale. Il bando prevedeva un anno di esperienza ma non specificava ‘a partire dall’acquisizione del titolo professionale’ – sottolinea Vincenzo Pacentra, legale rappresentante di Aranea -. Titolo che la nostra operatrice ha acquisito sulla scorta della Legge 205 del 2017 che, per gli operatori con 3 anni di lavoro pregresso nel settore, cosa che la collaboratrice aveva, prevede l’abilitazione attraverso un percorso facilitato di crediti formativi. Secondo noi l’educatrice in questione, dunque, rientra a pieno titolo nei criteri previsti dal bando comunale ma questo non ci è stato riconosciuto dai Servizi sociali. Abbiamo, quindi, dovuto interrompere il suo contratto sostenendo a nostro carico i mesi di lavoro da lei svolti e assumerne un’altra. Da quel momento in poi, però, ogni fatturazione inerente al progetto ci è stata rigettata dai Servizi sociali guidati da Salvemini. Siamo in credito con il Comune per una somma pari a tutto l’importo del progetto, e cioè 77mila euro. Abbiamo anche dovuto attivare un sostegno legale per provare a dirimere la questione. Per quieto vivere non abbiamo ancora ricorso al Tribunale. Ma pensiamo di farlo a gennaio se le cose non cambieranno”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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