Un Natale molto diverso dal solito. E’ opinione condivisa da tutti. Alla scarsità di addobbi natalizi (nonostante i 100mila euro
inizialmente stanziati dal Comune di Foggia, che, ha garantito, però, “abbiamo espletato gare molto a ribasso rispetto agli importi a base d’asta”); alla tabula rasa di eventi, di ruote panoramiche, di piste per il pattinaggio sul ghiaccio, negli ultimi anni prepandemici fiore all’occhiello del Natale foggiano; si è aggiunta anche l’ordinanza della Commissione straordinaria che secondo molti ucciderà il clima di festa e il classico passeggio cittadino che da sempre caratterizza questi giorni.
Un’ordinanza ritenuta da molti eccessiva , nonostante i numeri del Covid in rialzo, ma con una Puglia che tutto sommato può ancora dirsi, per il momento, uno dei territori più sicuri d’Europa.
Un’ordinanza per molti “capodica e calata dall’alto da Commissari che non dialogano con il territorio, non ne ascoltano le istanze e probabilmente non riescono a comprendere il valore di iniziative come la Vigilia per il capoluogo dauno”. Lo pensano gli attori della movida.
“Andava concordata con noi esercenti e operatori”.
Tutti contro l’ordinanza liberticida di Magno. (Controlli? Sì, su Marte...)
C’è disapprovazione unanime tra gli animatori della movida foggiana per l’ordinanza commissariale che blinda le feste natalizie e dice addio alla Vigilia a cui i foggiani erano abituati. Dal 21 dicembre al 9 febbraio mascherine all’aperto in gran parte della città. Niente eventi musicali e dj set ad eccezione della “musica tradizionale natalizia” consentita, in sottofondo, nei locali. No a brindisi (bevande) e pettole (cibi) da condividere in strada, ma solo all’interno degli esercizi o nelle strette pertinenze. Un’ordinanza, che nonostante l’ascesa dei contagi, a molti appare più come una punizione. “Norme cervellotiche e arbitrarie che otterranno l’effetto opposto”.
Lele Zanfani è un noto dj, da sempre protagonista della movida foggiana. Perché proprio lui, nel 2001, insieme allo storico “Gothama”, fu tra gli ideatori del primo dj-set pensato per il 24 dicembre, nello stile poi entrato nell’immaginario collettivo della città.
Un fenomeno che ha preso piede non solo a Foggia, ma in altre centri d’Italia, diventando modello nazionale. “Un pratica nata dal basso, – dice – del tutto spontaneamente, ma che in seguito ha assunto una forte valenza sul territorio. E che ora i Commissari, seduti in una stanza, stanno mortificando, non conoscendo il territorio, non avendo mai passato una Vigilia a Foggia”.
“Per tutelare la salute pubblica, senza umiliare e reprimere la Vigilia foggiana, - sostiene Zanfani - bisognava convocare le associazioni di categoria per trovare insieme soluzioni più concilianti. In un momento di crisi come questo, le ricadute economiche della Vigilia non vanno trascurate. Aiutano gli esercenti a sopravvivere anche nei prossimi mesi. Esistono già direttive nazionali, non c’era bisogno di ulteriori restrizioni. Si otterrà l’effetto opposto, nessuno rispetterà le regole: la gente, dopo due anni di restrizioni, ha voglia di uscire. Basta guardare i profili social dei locali di Foggia: sono pieni di locandine e sponsorizzate che pubblicizzano l’offerta del 24 dicembre, nonostante l’ordinanza. E poi come si pensa di poter controllare aree estese della città quando abbiamo un corpo di polizia municipale in sotto organico?”.
Un’ordinanza destinata a fallire, secondo Zanfani. Che, ovviamente, ha da dire la sua anche rispetto al passaggio della misura che riguarda la musica. “Come si fa decidere con un ordinanza amministrativa quale tipologia di musica diffondere? Non se ne può più di questi tecnocrati che pensano di poter mettere bocca su tutto, anche sulle preferenze musicali delle persone”.
Zanfani rimpiange i 24 dicembre pre-commissariali, in cui “la politica ascoltava le proposte degli operatori, valorizzandole e aggiungendoci ‘chicche’, come concerti gospel, esibizioni ‘en plein air’ al pianoforte, o dj-set molto particolari, con grammofoni di inizio ‘900, con dischi a 78 giri che passavano musica davanti ai locali”.
Quanto alle derive trash generatesi negli ultimi anni, con epifenomeni di ubriachezza molesta e locali che sparavano nel centro storico disco dance ad altissimo volume, Zanfani afferma: “Attiene al senso civico di ognuno di noi. A Foggia certamente non brilliamo in questo, le classifiche del Sole 24 Ore insegnano, ma è altrettanto evidente che anche tale problema non è risolvibile con un’ordinanza sindacale”.
Per Danilo Casolino, tra i gestori di un altro punto fermo della movida del centro cittadino, la “Sartoria del Gusto”, si tratta di “un’ordinanza che servirà a poco: non ci sono controlli, né in questi giorni, né nelle settimane precedenti. Non ci saranno, o saranno insufficienti, a mio modo di vedere, anche il giorno delle Vigilia. Anzi, si è arrivati a questo proprio perché in passato non sono state fatte rispettare le regole sul territorio. Ci sono un sacco di esercenti no-vax a Foggia, che in tutti questi mesi hanno continuato a lavorare tranquillamente”. Trova paradossale un’ordinanza che “spingerà le persone ad assembrarsi nelle pertinenze dei locali. Comunque non mi preoccupo, – dice - possediamo un ampio cortile per gestire bene la situazione”. La “Sartoria del Gusto” non intende farsi demotivare dall’ordinanza commissariale. “L’anno scorso, il 24 dicembre, abbiamo preferito restare chiusi ma per quest’anno abbiamo già fatto scorte di prosecco”.
Chi è pure molto arrabbiato è Alessandro Centra, gestore del Timeless di via Arpi, di Papone 2.0 e di “UniKo”, il nuovo rutilante shop a tema “donuts” che, aperto pochi giorni fa, è già trend topic in città.
“A pochi chilometri da qui, a Biccari e a Lucera, sono in programma eventi di piazza e mercatini natalizi, a Foggia no. Così ci ammazzano. Contavamo su questa Vigilia per ammortizzare le spese che dovremo sostenere in mesi difficili come gennaio e febbraio. Per strada è un mortorio, non c’è un minimo di atmosfera natalizia. Tutto questo è deprimente ed è imputabile alla gestione commissariale. In città ci sono emergenze ben più serie che richiedono pattugliamenti. Per la Vigilia – conclude - abbiamo ingaggiato un buttafuori per gestire la calca che inevitabilmente questa ordinanza porterà a crearsi dentro e fuori i nostri locali”.
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