E’ coincisa con la proroga del commissariamento straordinario di Palazzo di città la pubblicazione dell’atto che ha ufficializzato il rinnovo del contratto con la partecipata Amiu Puglia spa per il servizio di igiene urbana. Lo scorso 30 novembre i commissari, coi poteri del consiglio comunale, hanno deliberato l’affidamento in house providing per 9 anni.
Per evitare la gara e procedere al riaffidamento diretto il Comune aveva necessità di motivare la convenienza a restare legata ad Amiu. La relazione, stilata dalla dirigente ad interim Concetta Zuccarino, stando ai beninformati era stata inizialmente ritenuta inconsistente dalla stessa Amiu, tanto da aver richiesto una profonda integrazione, necessaria anche di fronte all’eventualità di un ricorso al TAR da parte di un’impresa interessata ma non presa in considerazione. Contiene, come spiega Zuccarino, “le ragioni e la sussistenza dei requisiti previsti per l’affidamento in house providing” e consente di “ritenere complessivamente conveniente per la città di Foggia la gestione del servizio di raccolta rifiuti urbani mediante società in house, valutati i benefici per la collettività della forma di gestione prescelta, anche con riferimento agli obiettivi di universalità e socialità, di efficienza, di economicità e di qualità del servizio, nonché di ottimale impiego delle risorse pubbliche”.
Al contempo, Palazzo di città precisa che “la commissione straordinaria, sin dal suo insediamento avvenuto nell’agosto 2021, ha potuto constatare le forti criticità in cui versava il servizio di igiene urbana per la mancanza di atti tecnici ed operativi utili a consentire un adeguato controllo della esecuzione del servizio e pertanto ha formulato specifica direttiva agli uffici interessati per addivenire alla stesura di un piano industriale pienamente conforme alla più recente normativa di settore”.
L’affidamento sarà per 9 anni a decorrere dal 1° gennaio 2023 secondo le modalità previste dal piano industriale dei servizi di igiene urbana. Il servizio prevede la sua attuazione in due fasi distinte del sistema di raccolta ovvero una fase transitoria e una fase a regime, quest’ultima coincidente con la realizzazione e messa in esercizio di ulteriori 3 Centri Comunali di Raccolta. Il costo complessivo per il periodo transitorio di 2 anni sarà di 21.874.310,43 euro annui, mentre per il servizio a regime dei successivi 7 anni sarà di 22.752.641 euro annui.
L’affidamento in house permette di non corrispondere quel 5% di utile che era previsto nell’affidamento del servizio da piano industriale. Il Comune di Foggia ha inoltre candidato a finanziamento nell’ambito del PNRR: la realizzazione di 3 Centri Comunali di Raccolta (CCR); la fornitura di 1250 cassonetti intelligenti; la fornitura di attrezzatura con RFID per la raccolta porta a porta alle utenze non domestiche che somministrano alimenti (UND FOOD) e grandi produttori. Sulla base di quanto previsto nel piano industriale redatto dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) nell’ambito dell’Accordo Quadro ANCI-CONAI su richiesta del Comune di Foggia, superata la fase transitoria si dovrebbe arrivare ad un livello di raccolta differenziata del 65%.
“L’affidamento non più provvisorio, ma di lungo periodo del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, oltre ad assicurare la certezza nei rapporti giuridici tra l’ente pubblico e il gestore, consente a quest’ultimo di programmare e pianificare gli investimenti di mezzi, attrezzature e di personale che consentiranno a parità di costi di ottenere l’implementazione qualitativa e quantitativa del servizio, oltre che gli investimenti programmati per la realizzazione di 3 CCR”, scrive Zuccarino nella relazione, che consta di 39 pagine.
“Amiu Puglia spa ha già peraltro operato un processo di forte innovazione che ha caratterizzato le principali scelte gestionali degli ultimi anni”. Quanto ai costi, Zuccarino fa un confronto coi Comuni di Manfredonia, Cerignola e con l’ARO BA/8: “Si evince, dai dati analizzati, come il valore economico del piano industriale del Comune di Foggia sia in linea sia con gli affidamenti più recenti a soggetti privati, sia a soggetti pubblici e rientri nelle medie regionali”.
La partita è ormai chiusa, dunque. Ma continuano ad essere forti le polemiche degli addetti ai lavori per la decisione dei commissari (che nell’autunno 2023 lasceranno Foggia) di rinnovare direttamente con Amiu anziché indire una gara pubblica europea. “Nella delibera si fa riferimento a giurisprudenza - sentenze del Consiglio di Stato – antecedente il 2016, che favoriva gli affidamenti in house. Dopo il 2016 la giurisprudenza è cambiata e considera gli affidamenti in house per i servizi di rilevanza economica solo con gara, considerando l’in house un’eccezione, con motivazione rafforzata nella scelta della società”, spiega un tecnico a l’Attacco. L’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) a settembre 2021, con le sue nuove linee guida volte a favorire la concorrenza, ha chiarito che gli affidamenti in house non sono la regola e che senza una motivazione adeguata sono da considerarsi illegittimi per appalti e concessioni.
“Prima di ricorrere ad assegnazioni di appalti e concessioni in house, le stazioni appaltanti dovranno fornire e rendere pubbliche con precise motivazioni di convenienza economica e sociale le ragioni che portano a scegliere l’in house, invece della gara. In tal modo mettendo in grado anche cittadini e operatori economici esclusi dall’in house di verificare e controllare se tali motivazioni esistano veramente, o sono soltanto uno strumento fittizio da parte di amministrazioni pubbliche e società controllate per evitare la gara”, ha scritto l’ANAC, sottolineando che “nell’ambito della gestione dei rifiuti, per esempio, gli affidamenti in house sono quasi il 70% del totale: 70 affidamenti su 105 nel quadriennio 2016-2020”.
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