Un flashmob per accendere i riflettori sulle barriere architettoniche, troppe, ancora presenti a Foggia e sull’attuale disagio che tanti disabili devono sopportare – a causa di incapacità e superficialità – è stata organizzato sabato scorso da La Società Civile Foggia su via Guglielmi, di fianco i Campi Diomedei.
“La partecipazione è stata tanta, sincera e sentita da parte di chi vive un disagio, creato da chi, invece, dovrebbe risolverlo – commentano dal comitato - ringraziamo tutti, sia i partecipanti che hanno sostenuto l'iniziativa come le associazioni direttamente coinvolte e chi ha messo braccia, mente e cuore per organizzare il tutto. Grazie a tutti per la partecipazione e invitiamo chi di dovere a accelerare la realizzazione di opere architettoniche che siano alla portata di tutti. Siamo tutti diversamente uguali ma il cuore batte per tutti”.
Proprio sulla questione si è fatto sentire anche l’Ordine degli Architetti della Provincia di Foggia che ha aderito alla manifestazione e, per il tramite di suoi rappresentanti, ha visionato i luoghi. Dai riscontri eseguiti si sono evidenziati scivoli e situazioni di accessibilità non conformi.
L’Ordine – da quanto appurato – valuterà la possibilità di avviare una consulta tecnica permanente in materia di barriere architettoniche, interagendo con le associazioni al fine di sensibilizzare la cittadinanza, le professioni tecniche e le amministrazioni”.
“Non c’è molto da aggiungere a ciò che è stato detto e che peraltro si vede già – spiega a l’Attacco Gianfranco Consiglio membro del direttivo del comitato, esperto in urbanistica e lavori pubblici – non serve Renzo Piano per progettare normali scivoli per disabili. Il problema è che non è stato progettato nulla: nel capitolato d’appalto si è detto che ci volevano tot scivoli – tra l’altro dispari, cosa assurda perché in realtà dovrebbero essere inseriti a numeri pari – ed è stata poi lasciata all’impresa la libertà di decidere dove inserirli. La fotografia pubblicata qualche giorno fa evidenzia la presenza di due scivoli non posti uno di fronte all’altro, uno nelle strisce perdonali e l’altro fuori. Mi chiedo cosa serva a queste persone per installare uno scivolo che necessita solo di un minimo di buon senso”.
Superficialità alla base del problema, secondo Consiglio che aggiunge: “L’Ufficio tecnico, che ha fatto il progetto, doveva semplicemente mettersi nei panni di un disabile e decidere quanti erano gli scivoli da realizzare – dice – guardando il progetto mi sono reso conto che ce ne volevano 26. Peccato ne siano poi stati previsti soli 11. Ci sono situazioni che vedono marciapiede con passi carrai e scivoli riposti al fianco. Poi basta andare più avanti di circa 10 metri, al successivo passa carrabile, e non trovarli. Se non è questa superficialità”.
“Credo che il menefreghismo sia ormai l’andazzo dell’Ufficio tecnico comunale – denuncia Consiglio – ad oggi non si riesce ad avere un appuntamento con Paolo Affatato. Se ci si reca negli orari di ricevimento si viene respinti”. Purtroppo la situazione non si ferma solo a via Guglielmi, a si riversa in tutta la città. Scivoli più stretti delle carrozzelle, inseriti in luoghi sbagliati e spesso inesistenti proprio. Insomma Foggia non è proprio una città per disabili.
“Se fatto bene uno scivolo sopporta tranquillamente il passaggio anche degli scooter elettrici che permettono alle persone di muoversi in piane autonomia – racconta – purtroppo sono tantissimi punti in cui si verificano situazioni paradossali, anche in pieno centro. A Foggia si possono ‘ammirare’ anche scivoli riposti nelle curve. Esiste il Peba (Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche) che doveva essere applicato già dal 2012/13. È stato approvato solo nel 2020 e mai applicato. Il Peba rappresenta la possibilità di mobilità per i disabili per tutti i luoghi pubblici. Dunque per il traffico stradale e negli edifici. Purtroppo in città contiamo decine di associazioni di disabili che spesso e volentieri non si uniscono, né si fanno sentire. E questo dà rabbia.
Se queste realtà si unissero per manifestare davanti al Comune sarebbero certamente più ascoltate di qualsiasi altra manifestazione organizzata da La Società Civile – conclude. Se poi ci aggiungiamo i parcheggi selvaggi davanti alle rampe dei disabili ecco che si completa un quadro drammatico che merita di essere attenzionato. Su via Marchese de Rosa e non solo, ho scattato tante foto di automobili riposte davanti agli scivoli e poi mandate ai vigili. Cosa è successo? Nulla. Ho addirittura visto la stessa auto parcheggiata lì davanti per tre giorni di fila”.
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