A tre anni di distanza dalle elezioni del 2019 l’Università di Foggia si prepara a tornare alle urne. Il toto-nomi per il rettore del prossimo sessennio è già partito da un pezzo, visti i rumors sulla possibile fine anticipata del mandato di Pierpaolo Limone.
Ci sono innanzitutto due personalità di peso dell’attuale governance dell’Ateneo e che comparvero tra i papabili anche nel 2019. Il primo è il prorettore Agostino Sevi, foggiano, ex direttore del dipartimento di Scienze Agrarie (l’ex Safe, oggi denominato Dafne).
Tre anni fa fu inizialmente in campo, per poi ritirarsi e sostenere Limone contro il direttore di Medicina clinica e sperimentale Lorenzo Lo Muzio. Limone vinse proprio grazie al sostegno di Sevi, del rettore uscente Maurizio Ricci e della direttrice di Giurisprudenza Donatella Curtotti, ricciana di ferro.
La bionda docente sanseverese di Procedura penale, il cui nome circolò anche nella scorsa tornata, è la seconda possibile candidata. Per Unifg si tratterebbe della prima rettrice nella sua storia lunga 23 anni.
Se si trovasse almeno stavolta unità l’Area medica avrebbe i numeri per mandare all’aria i piani di Sevi e Curtotti ed esprimere il nuovo Magnifico. Ma non appare al momento una ipotesi chiara proveniente dai due dipartimenti dell’Area medica.
Da mesi i beninformati avanzano l’opzione del professor Gaetano Serviddio, ordinario di Medicina Interna e dal 2020 direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche.
Ma da ultimo trapela dall’Ateneo daunio anche l’ipotesi di una candidatura da parte del professor Giuseppe Carrieri, urologo e delegato rettorale per Area Medica e Scuole di Specializzazione.
E’ chiaro che spetta ai due dipartimenti fare chiarezza al proprio interno e scegliere di puntare su una sola candidatura per non risultare anche questa volta fuori dai giochi.
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