Alla fine - dopo l’esclusione degli artisti “neomelodici” Gianni D’Angelo e Jo Caradonna dal cartellone natalizio municipale (ciò a causa di “Malavita” e “Se nasce giudicat”, due brani presenti nel percorso dei due cantanti, ritenuti, perciò, dal Servizio cultura, “non meritevoli di totale apprezzamento”) - è stato, infine, ufficialmente rimodulato e bloccato al numero di 24 associazioni (dalle 26 iniziali) il parterre delle realtà culturali del territorio che stanno animando da ieri (e fino al 6 gennaio) la programmazione degli eventi di Natale a Foggia.
Dopo l’esclusione dei due cantanti “napoletani”, la determina ratificata alle ore 17.41 del 6 dicembre dalla dirigente del Servizio cultura Maria Concetta Valentino (e adottata alle ore 20 dello stesso giorno dalla commissione straordinaria in seno a Palazzo di Città) ha chiuso dunque l’elenco dei partecipanti, come detto, a 24 associazioni, che daranno vita ad oltre 30 eventi sparsi per la città durante tutte le festività di Natale.
Il provvedimento amministrativo è stato pubblicato sull’Albo pretorio del Comune di Foggia mercoledì 7 dicembre, ad un’ora quantomeno insolita per gli orari d’ufficio comunali, ovvero a serata inoltrata (ore 21.49), come riporta il sito ufficiale di Palazzo di Città.
A quell’ora l’Attacco aveva già ampiamente chiuso e mandato in stampa (con anteprima del titolo sul sito web, e insieme a tutti i pezzi dell’edizione ieri in edicola) l’articolo riguardante indiscrezioni che erano giunte su queste colonne da fonti vicine a Corso Garibaldi.
Indiscrezioni che parlavano di come, per integrare il vuoto lasciato in cartellone dall’esclusione degli eventi di D’Angelo e Caradonna, da Palazzo di Città sarebbero partite, nel pomeriggio del 6 dicembre, telefonate ad alcune delle associazioni non ammesse dalla selezione del bando al fine di sondare la possibilità di inserire, in extremis, nella programmazione natalizia, alcune idee progettuali scartate.
Nella mattinata del 7 dicembre un beninformato aveva infatti inviato in alla redazione de l’Attacco un messaggio che recita quanto segue: “A bando chiuso: Giangrande, dopo eliminazione neo melodici, chiama associazioni escluse ed associazioni che avevano fatto più domande per chiedere di entrare nel cartellone. A bando chiuso!!! E chiama lui”.
La fonte – che aveva anche mostrato uno screenshot riportante, in una cronologia telefonica, una chiamata a nome Sebastiano Giangrande, avvenuta, come detto, nel pomeriggio del 6 dicembre, su un cellulare di cui non è specificata l’identità del proprietario - non ha però voluto rivelare quale fosse la realtà associativa che il commissario prefettizio della triade in seno a Palazzo di Città avrebbe contattato.
l’Attacco, a mo’ di verifica, aveva allora raggiunto telefonicamente un paio delle 10 realtà culturali escluse dalla selezione del bando: entrambe hanno detto di non aver ricevuto alcuna chiamata dal commissario. Ciò significherebbe che, se fossero confermate le voci, il commissario non avrebbe chiamato neppure tutti gli astanti al cartellone natalizio scartati in un primo momento.
In tutti i modi, il punto a destare stupore sono le modalità con cui (forse proprio poco prima di rimodulare, con atto dirigenziale, a 24 associazioni i numeri del cartellone) la commissione avrebbe tentato di integrare la programmazione ormai “orfana” dei due neomelodici. Modalità ritenute da addetti ai lavori ascoltati su queste colonne “affatto trasparenti, anzi illegittime. Per fare le cose in regola – continuano gli addetti ai lavori – il bando andava riaperto a tutti”.
C’è poi chi, tra gli operatori culturali che hanno partecipato all’avviso pubblico, assicura che, in fase di scrutinio delle proposte pervenute all’Ufficio cultura, “da Palazzo di Città sono state contattate associazioni, poi ammesse al cartellone, a cui si è proposto di rimodulare a ribasso, in alcuni casi con tagli del 50% della spesa, il preventivo economico indicato dalle idee progettuali”.
Un avviso pubblico giudicato, insomma, “pieno di sciatteria”, che, nelle scorse settimane, aveva fatto discutere anche per l’assenza, di un capitolato di spesa per l’allestimento del cartellone natalizio. In sostanza le associazioni hanno presentato le proposte “al buio”, senza essere a conoscenza delle soglie di spesa ammissibili previste dal Comune. Salvo, poi, trovarsi escluse perché la “proposta è troppo onerosa rispetto alle disponibilità finanziarie”, come indica, in diversi casi, il responso sulla selezione riportato nella determina comunale dell’1 dicembre. Per vederci chiaro, su questo ed altri nodi, la Pro Loco di Foggia ha inoltrato al Comune formale richiesta di accesso agli atti il 29 novembre scorso.
Gianni D’Angelo, invece, travolto dal polverone mediatico che ha portato alla sua esclusione dalla programmazione di Natale, avrebbe nominato un legale per tutelare la propria immagine da chiunque abbia contribuito a comprometterla. Fonti a lui vicine hanno detto a l’Attacco anche della volontà dell’artista, forte del sostegno dei commercianti della zona, di allestire l’evento pensato per il suo Rione Martucci (avrebbe dovuto tenersi ieri) anche senza il contributo economico del Comune di Foggia. La festa organizzata da D’Angelo contemplava, oltre al suo repertorio, brani italiani di musica leggera e classica napoletana, nonché esibizioni canore di bambini e spettacoli di magia.
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