Il messaggio di commiato del rettore Pierpaolo Limone è arrivato via mail ieri mattina all’intera comunità accademica. Come preannunciato da l’Attacco, dal 9 gennaio saluterà Unifg.
“Cari colleghi e cari studenti, tra qualche settimana lascerò l’Università di Foggia. Mi aspetta una nuova sfida alla guida di un Ateneo online”, ha esordito Limone. “Come molti di voi sanno, l’innovazione didattica e le tecnologie dell’apprendimento sono le discipline che hanno contrassegnato in questi decenni la mia ricerca e la mia didattica: sono un convinto sostenitore delle potenzialità, anche di inclusione e di mobilità sociale, offerte da una formazione digitale e sono consapevole degli infiniti scenari evolutivi che nel prossimo futuro riguarderanno le pratiche educative. Sento quindi l’urgenza di poter studiare da vicino le prossime applicazioni dell’umanesimo computazionale, della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale e provare a costruire un centro di ricerca di rilievo globale sull’e-learning di nuova generazione. Accanto però alla soddisfazione di accettare una sfida avvincente, provo molto rammarico nel lasciare l’Ateneo che ho guidato per tre anni. Tutti insieme abbiamo lavorato sodo per raggiungere risultati che ci hanno portato in vetta alle classifiche nei principali parametri nazionali: terza missione, didattica, ricerca”, ha aggiunto il 47enne docente salentino.
“Abbiamo ampliato l’offerta formativa, gli immatricolati sono in netto aumento e l’impiego di nuovi spazi – penso alla ex Caserma Miale il cui contratto è stato perfezionato e definito proprio qualche giorno fa – porterà anche una ricaduta positiva in termini di riqualificazione urbana. Abbiamo vinto molti progetti di ricerca e ampliato il ventaglio dei dottorati anche nella direzione di una più stretta sinergia con la specificità delle aziende del territorio”. Limone ha ricordato i 18 anni in Unifg, prima come docente e poi come direttore del dipartimento di Studi umanistici, infine come rettore. “Il legame con la città è, pertanto, antico e forte. Questo territorio mi ha offerto importanti opportunità professionali e personali ed ho sempre cercato di ricambiare onorando la fiducia accordata al meglio delle mie capacità. Foggia vive oggi una fase difficile, ma la via d'uscita è altrettanto evidente. La città deve riconoscere nella nostra università, in tutti voi, la principale leva per ogni strategia di ripresa e di riscatto. Sono certo che con il tempo ciò che è stato seminato porterà frutti di grande consistenza”, ha sottolineato.
Tutti i docenti dell’Università di Foggia si sono svegliati ieri mattina con la comunicazione via mail del rettore, a un mese dall’addio alla carica e all’Ateneo. In verità già da un anno circa c’erano rumors relativi alla possibile intenzione di Pierpaolo Limone di dimettersi ma si ignorava quando ciò sarebbe davvero avvenuto.
“Per certi versi la scelta di Limone dispiace, ma comprendo le ragioni personali che lo hanno condotto a questa decisione professionale, che va sicuramente rispettata. Limone ci lascia una situazione di certo positiva, che vede l’Ateneo in forte crescita e che ci responsabilizza molto rispetto al futuro”, afferma a l’Attacco il professor Sebastiano Valerio, direttore del dipartimento di Studi umanistici (Distum). “Gli siamo grati per il lavoro svolto e per l'indirizzo che ci ha lasciato, che credo sia opportuno portare avanti. E’ stato protagonista di un processo che ha valorizzato tutte le componenti dell'Università, è un'eredità difficile. Molte cose sono ancora in via di definizione”. Valerio conferma che non c'è stata una conflittualità interna in questi anni: “Abbiamo avuto la possibilità di lavorare bene”. Ma chi dopo Limone? “La notizia è ancora troppo fresca, le sue dimissioni non erano attese. Ci sarà un confronto e sarà avviato un percorso che ci porterà a individuare la soluzione migliore”.
“Quella del rettore è una decisione che mi ha sorpreso” commenta a l’Attacco il professor Michele Milone, direttore del dipartimento di Economia. “Sicuramente il nuovo rettore dovrà affrontare diverse importanti sfide in cui, vista la situazione del nostro territorio, i dipartimenti di area economica sono disponibili a fornire il proprio contributo”, conclude Milone.
“Non mi ha meravigliato perché ho sempre avuto un rapporto diretto col professor Limone. O meglio, mi ha meravigliato a metà”, afferma a l’Attacco il professor Francesco Contò, ex direttore del dipartimento di Economia e nome storico dell’Ateneo di Capitanata.
“Credevo che il suo passaggio a UniPegaso si sarebbe concretizzato a settembre 2023, con l’avvio del nuovo anno accademico. Era questa l’idea che mi ero fatto. Ritengo che tale accelerazione sia dovuta a esigenze di UniPegaso, per le quali era necessario che Limone arrivasse già con l’inizio del 2023. Ora si preparano nuove elezioni per noi”, continua Contò. “Ci sarà un breve periodo in mano al decano, che credo sia la professoressa Lucia Maddalena. Poi i tempi tecnici per il voto, molto dipenderà anche dagli umori dei futuri candidati”.
Contò analizza con lucidità i tre anni di mandato del salentino e il futuro di Unifg: “Limone ha fatto secondo me ma il lavoro di questo triennio è rimasto a metà, non solo rispetto a quanto realizzato ma anche alla luce del fatto che Foggia è un magma. Il problema grave della città è da un lato legato alla legalità e dall’altro legato a un’economia nuova, che si inscrive in un paradigma figlio della globalizzazione, di ciò che il PNRR ci porterà, della classe politica. Se è vero, com’è vero e come ha sostenuto Limone, che l’Università di Foggia è punto di riferimento per la rinascita della città, allora rispetto alla scelta del nuovo rettore bisogna interrogarsi non tanto sui nomi quanto su come si intenda dare concretezza a tale fattore di rilancio. Per me una missione fondamentale di Unifg è la sanità, intorno alla quale bisogna lavorare in due direzioni: la salute delle persone, rafforzando il ruolo di Foggia e provincia in ambito sanitario, e la salute delle istituzioni. Su basi come queste, a mio modo di vedere, i candidati si devono confrontare e scontrare”.
A tre anni di distanza dalle elezioni del 2019 l’Università di Foggia si prepara dunque a tornare alle urne.
Il toto-nomi per il rettore del prossimo sessennio è già partito da un pezzo, visti i rumors sulla possibile fine anticipata del mandato di Pierpaolo Limone.
Ci sono quattro personalità di peso dell’attuale governance dell’Ateneo, due delle quali comparvero tra i papabili anche nel 2019. Il primo è il prorettore Agostino Sevi, foggiano, ex direttore del dipartimento di Scienze Agrarie (l’ex SAFE, oggi denominato DAFNE). Tre anni fa fu inizialmente in campo, per poi ritirarsi e sostenere Limone contro il direttore di Medicina clinica e sperimentale Lorenzo Lo Muzio (il quale stavolta viene considerato fuori dai giochi).
Limone vinse proprio grazie al sostegno di Sevi, del rettore uscente Maurizio Ricci e della direttrice di Giurisprudenza Donatella Curtotti, ricciana di ferro.
La bionda docente sanseverese, il cui nome circolò anche nella scorsa tornata, è la seconda possibile candidata. Per Unifg si tratterebbe della prima rettrice nella sua storia lunga 23 anni. Peraltro, a Curtotti pensò mesi fa anche il centrosinistra per le comunali foggiane del 2023, quando qualcuno cercò di tratteggiare l’identikit di un candidato sindaco espressione dei mondi della cultura, della legalità, della società civile.
Se si trovasse almeno stavolta unità l’Area medica avrebbe i numeri per mandare all’aria i piani di Sevi e Curtotti ed esprimere il nuovo Magnifico.
Ma non appare al momento una ipotesi chiara proveniente dai due dipartimenti dell’Area medica. Da mesi i beninformati avanzano l’opzione del professor Gaetano Serviddio, ordinario di Medicina Interna e dal 2020 direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche.
Ma da ultimo trapela dall’Ateneo daunio anche l’ipotesi di una candidatura da parte del professor Giuseppe Carrieri, prorettore, urologo e delegato rettorale per Area Medica e Scuole di Specializzazione. E’ chiaro che spetta ai due dipartimenti fare chiarezza al proprio interno e scegliere di puntare su una sola candidatura per non risultare anche questa volta fuori dai giochi.
La sensazione di alcuni in Unifg è che il coinvolgimento del prorettore Carrieri possa rappresentare una mossa anti-Sevi, ma rischia anche di spaccare l’Area medica dal momento che un’eventuale candidatura dell’urologo non farebbe certo piacere a Serviddio. E c’è anche da chiedersi chi, tra i due, sosterrebbe Lorenzo Lo Muzio.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).