Una “svista” da oltre 4 milioni di euro che costringerebbe l’azienda al rischio di forte esposizione finanziaria. Ne è conseguita una multa ritenuta irrisoria, irrogata dalla dirigenza amministrativa a chi si è reso responsabile della negligenza. E’ quanto si evince nel caso segnalato con un esposto formale indirizzato, il 29 febbraio scorso, alla Corte dei Conti, alla Guardia di Finanza provinciale ed anche alla redazione de l’Attacco da un gruppo anonimo di dipendenti di Amgas Spa Distribuzione.
Le motivazioni della contestazione sono tutte nella missiva, riportata, integralmente, di seguito. “I sottoscritti dipendenti della società Amgas Spa Distribuzione, sita in viale Manfredi snc Foggia, chiedono alle autorità competenti di accertare le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti per eventuale danno erariale nei confronti dell’azienda Amgas Spa. Come si evince dalle contestazioni (in allegato all’esposto, ndr), per mera negligenza di 2 dipendenti dell’azienda, ovvero Vincenzo D’Angelo (declaratoria Ccnl 6° livello) e Antonio Panarese (declaratoria Ccnl 8° livello - Responsabile Funzione Misura e Accesso alla Rete), la stessa società Amgas Spa, per rimediare a questo evidente errore, ha dovuto necessariamente riconoscere nella fatturazione di gennaio 2023, in un'unica soluzione, tutte le somme non riconosciute da Amgas Spa durante l’intero anno 2022 per il bonus sociale gas non versato a favore dei clienti domestici svantaggiati dai rincari energetici, per un importo pari 4.355.024 euro. Questa negligenza – continua la lettera di denuncia - da parte di dipendenti altamente specializzati nelle componenti tariffarie e bonus sociale gas, i quali svolgono attività in materia da oltre 24 anni, ed essendo lo stesso Panarese anche responsabile di funzione, e quindi controllore, ha portato la società al rischio di: una gravosa esposizione finanziaria che ha modificato i flussi di cassa della società già gravati dall’ammontare negativo delle componenti tariffarie a compensazione; una richiesta urgente di ulteriore fido agli istituti bancari, dove ovviamente si andranno a pagare interessi i quali gravano ancor più sulla società; l’esposizione di un eventuale processo istruttorio di Arera; all’ammanco in bilancio 2022 delle quote non versate. Ci sentiamo in dovere come dipendenti e come cittadini – sottolineano gli autori dell’esposto - di denunciare l’accaduto e tutelare la società Amgas Spa quale patrimonio della cittadinanza del Comune di Foggia. Pertanto chiediamo di intervenire nel più breve tempo possibile per effettuare tutti i controlli dovuti e di accertare le eventuali responsabilità, in quanto – si dettaglia - a questa contestazione è susseguita una semplice nota come provvedimento disciplinare della multa ammontante a 4 ore di retribuzione da parte dell’amministratore unico della società Amgas Spa, il dottor Fabio Diomede. Provvedimento – analizzano i denuncianti - che sembra essere un po’ ridicolo dato il danno creato dall’incompetenza di gente che viene pagata profumatamente per gestire questo tipo di attività. Inoltre, non è giusto che, per la negligenza di incompetenti, il patrimonio della società debba subire eventuali danni, tenendo presente che se Diomede dovesse riuscire a trovare un istituto bancario disposto a concedere un ulteriore fido la società Amgas Spa dovrà accollarsi anche il pagamento degli interessi maturati sulla somma richiesta”.
Poi la denuncia paventa un altro preciso rischio che, a causa dell’accaduto, potrebbe riverberarsi su tutti i lavoratori della municipalizzata foggiana. “Lo stesso amministratore unico – racconta, infatti, l’esposto - non perde occasione di ribadire che questa negligenza, accompagnata da una fuoriuscita di cassa non prevista, potrebbe portare al non pagamento delle spese ordinarie e di conseguenza degli stipendi dei dipendenti, i quali non hanno alcuna colpa dell’accaduto e soprattutto delle scelte ridicole del provvedimento disciplinare nei confronti dei responsabili dell’eventuale danno erariale aziendale. Non comprendiamo allora – rimarcano i denuncianti - la scelta dell’irrogazione della multa corrispondente a 4 ore di retribuzione a fronte di una gravosa esposizione finanziaria. La gestione non ci sembra trasparente”, conclude la lettera-denuncia alle autorità competenti.
Lettera alla quale sono state allegate anche la contestazione ex art. 7 L.300/1970 inviata, il 13 febbraio scorso, a D’Angelo e Panarese da Diomede, nonché la comunicazione di provvedimento disciplinare emessa, esattamente due settimane dopo, dallo stesso amministratore unico di Amgas nei confronti di D’Angelo.
“Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 7 della legge 20 maggio 1970, n.300, nonché della regolamentazione disciplinare collettiva, contestiamo quanto segue – recita l’incipit della contestazione ai due dipendenti, a firma dell’amministratore unico -. In particolare l’Amgas Spa contesta di non aver agito diligentemente nel processo di attribuzione del bonus sociale gli utenti della distribuzione”.
Diomede, nella lettera inviata a D’Angelo e Panarese, spiega poi quanto segue. “A partire dal gennaio 2022, il bonus ha subito un’integrazione e Amgas era tenuta a riconoscere un’integrazione, CCI (componente ulteriore da aggiungere ai bonus sociali già esistenti, ndr), conformemente ai valori riportati nella tabella 3 della delibera 635/2021/R/COM. Amgas Spa, per l’intero anno 2022, non ha riconosciuto tale importo per una mera negligenza dell’ufficio preposto, in quanto non sono state imputate le componenti integrative in tariffa da riconoscere CCI nel sistema informativo aziendale ed inoltre non sono stati controllati i flussi provenienti dal SII (meccanismo di acquisizione delle informazioni riguardanti gli aventi diritto al bonus, ndr) e non è stata trasmessa al SII, entro 60 giorni dalla fine di ciascun bimestre dell’anno, la rendicontazione relativa ai bonus sociali erogati nel bimestre precedente. Per rimediare a questo evidente errore, Amgas Spa ha dovuto necessariamente riconoscere nella fatturazione di gennaio 2023 in un'unica soluzione tutte le somme non riconosciute da Amgas Spa durante l’intero anno 2022 per un importo pari 4.355.024 euro. L’importo – spiega inoltre Diomede ai due dipendenti - , che verrà recuperato attraverso le periodiche rendicontazioni alla Cassa Conguaglio, CSEA, ha sottoposto la società al rischio di una gravosa esposizione finanziaria che ha modificato i flussi di cassa della società già gravati dall’ammontare negativo delle componenti della tariffa, comportando la richiesta della anticipazione delle componenti tariffarie a compensazione e una richiesta urgente di ulteriore fido agli istituti bancari, oltre che l’esposizione ad un eventuale processo istruttorio di Arera”.
Così l’amministratore unico di Amgas, a conclusione della contestazione, invita D’Angelo e Panarese a presentare entro 5 giorni le proprie giustificazioni per iscritto, o a richiedere di discutere la contestazione stessa facendosi assistere dalla Rsu aziendale oppure dall’organizzazione sindacale cui aderiscono o conferiscono mandato.
Il 27 febbraio, infine, arriva da Diomede l’irrogazione della sanzione disciplinare della multa (corrispondente, come detto, a 4 ore di retribuzione). A tal proposito, il documento allegato dagli autori dell’esposto riguarda solo la penale comminata a D’Angelo. E cioè “l’unico in possesso dell’accesso al SII e dunque l’unico ad essere abilitato ad eseguire le relative operazioni. Non può rappresentare un’esimente l’asserita mancata ricezione di uno specifico ordine di servizio da parte del dirigente dell’Ufficio”, spiega Diomede a D’Angelo nel comminargli la sanzione, rigettando così le giustificazioni fatte pervenire dal dipendente per mezzo dell’avvocato Marco Dibitonto.
Dalla documentazione acquisita da l’Attacco, non è chiaro dunque se D’Angelo sia l’unico dei due richiamati ad essere stato attinto dalla multa disposta dall’amministratore unico (giudicata comunque “ridicola” da chi ha presentato l’esposto sulla vicenda). Vicenda sulla quale l’Attacco ha anche provato a capire di più contattando direttamente Fabio Diomede, che però ha preferito il silenzio. “Non intendo rilasciare dichiarazioni – ha detto -. Sono amministratore unico di Amgas Spa su nomina della commissione straordinaria del Comune di Foggia, per cui, in questa fase, ritengo opportuno non rilasciare dichiarazioni alla stampa”.
Stesso muro di gomma l’Attacco ha riscontrato in parte della rappresentanza sindacale unitaria (altrettanto contattata) dell’azienda.
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