Il 2023, oltre a rappresentare l’anno del ritorno del Comune di Foggia a gestione ordinaria dopo ben 29 mesi di fase commissariale, potrebbe portare con sé anche un traguardo a lungo atteso: l’uscita dalla procedura di riequilibrio dopo un decennio di durissimo lavoro del Servizio economico finanziario per il risanamento dei conti. C’è un cauto ma palpabile ottimismo nella tecnostruttura dell’ente rispetto alla possibilità che la Corte dei conti esprima il verdetto finale in tal senso già quest’anno, anziché nel 2024.
Le condizioni ci sono tutte, come confermano i numeri incredibili che emergono dall’ultimo monitoraggio della magistratura contabile, relativo al primo semestre 2022, e dalla relazione stilata dal dirigente comunale Carlo Dicesare. Il disavanzo registrato a fine 2021 è stato pari a 8.397.283,36 euro, corrispondente al disavanzo previsto per l’anno 2036 quando veniva prevista nel piano come quota di ripiano la somma di 1.049.660,40 euro. La liquidità di cassa è oggi pari a quasi 126 milioni, di cui 55,2 milioni vincolati.
Nel 2012 Palazzo di città, allora guidato dal Sindaco Gianni Mongelli, fu costretto ad approvare il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale prevista dal TUEL.
Da cui il piano decennale (2013-2022), con domanda di accesso al fondo di rotazione (per oltre 37,4 milioni di euro) al fine di assicurare la stabilità finanziaria dell’ente, con l’obbligo, tra l’altro, di restituire le anticipazioni ricevute da tale fondo nel periodo massimo di 10 anni. Il piano di riequilibrio approvato dall’ente era destinato a ripianare uno squilibrio di bilancio che era pari a 121.962.926,5 euro.
Il consiglio comunale, nel 2015, stabilì di ripianare il maggiore disavanzo di amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario nella misura di 1.049.660,40 euro all’anno, per 30 anni, fino all’esercizio 2044 compreso.
L’ultima deliberazione della Corte dei conti, relativa allo stato di attuazione del piano al 30 giugno 2022, evidenzia il “parziale raggiungimento degli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio”.
Il disavanzo registrato a fine 2021 è stato pari a 8.397.283,36 euro, corrispondente al disavanzo previsto per l’anno 2036 quando veniva prevista nel piano come quota di ripiano la somma di 1.049.660,40 euro.
La Corte afferma che “se è vero che il disavanzo al 31.12.2021 (- 8.394.621,22 euro) si sia sensibilmente ridotto rispetto all’obiettivo teorico di riduzione del disavanzo iniziale alla medesima data (- 26.002.365,01 euro), è altrettanto vero che il logico presupposto è che l’avanzo di amministrazione determinato al 31.12.2021 sia veritiero, ovvero siano stati correttamente determinati gli accantonamenti e i vincoli nel risultato di amministrazione”.
Inoltre il Collegio rileva “quale principale criticità quella legata alla possibile sottostima del fondo contenzioso (nonostante il riscontrato trend in crescita dello stesso)”, affermando che “già solo tale sottostima indurrebbe a ritenere non convincenti le argomentazioni addotte dall’organo di revisione al fine di giustificare la minore quota di recupero applicata nel bilancio 2022/2023 (1.049.660,40 euro)”.
Il fondo contenzioso era stato considerato dai revisori dei conti già nella relazione al consuntivo 2017 come il “vero vulnus della gestione dell’ente e dell’attuazione del piano pluriennale di riequilibrio”.
Solo dopo il 2016 il Comune ha iniziato ad accantonare somme per il fondo contenzioso, ma trattandosi di 4 milioni appena i revisori lo definirono incongruo (“risultano inadeguate rispetto all'ammontare del contenzioso in essere”).
L’ente, fino al 2016, non ha effettuato alcun accantonamento, nonostante le circa 700 controversie a quella data, a partire da quella con la curatela fallimentare di Amica spa, l’ex municipalizzata del servizio di igiene urbana, che oggi ha un valore di 57.753.000 euro, una cifra da far tremare i polsi.
Un contenzioso, dice la magistratura contabile, “di per sé potenzialmente idoneo a determinare un gravissimo squilibrio finanziario per l’ente e per il quale sono state già espresse perplessità sulla congruità della somma accantonata a titolo di fondo contenzioso”.
A fronte dell’importo effettivamente accantonato nel risultato di amministrazione nell’esercizio 2021 (16.034.808,07 euro), l’ente ha comunicato di voler “incrementare nei prossimi 2 anni il fondo contenzioso per adeguarlo ai valori di stima”.
Che si vada verso il giudizio finale e la conclusione del decennio di monitoraggio è sottolineato nelle conclusioni.
“Tali verifiche”, prosegue la Corte dei conti, “rendono oltremodo improcrastinabile che l’ente e l’organo di revisione forniscano, in modo preciso, gli elementi richiesti utili a consentire a questa Sezione regionale di controllo di potersi compiutamente esprimere al riguardo. Si precisa, per l’effetto, che, in vista del prossimo adempimento, sarà fondamentale la collaborazione dell’organo di revisione, che è chiamato da un lato a operare una indispensabile azione di vigilanza sulla completa esecuzione del piano e dall’altro a fornire alla Sezione regionale di controllo le sue valutazioni corredate da dati esaustivi, dettagliati e veritieri sullo stato di attuazione dello stesso e sulle singole voci”.
Il Comune ha evidenziato alla Corte dei conti l’andamento del saldo di cassa finale, riferendo come continui “ad evidenziarsi un significativo incremento del fondo di cassa, dovuto essenzialmente ad una stabile capacità di riscossione dell’ente oltre all’applicazione del disavanzo a bilancio ed alle cospicue risorse vincolate ed accantonate nel risultato di amministrazione” e “non, invece, al trasferimento di fondi eccezionali (fondi Covid) o al rallentamento dei tempi di pagamento”, annota il collegio.
Più in dettaglio, dall’esame dei dati, è emerso un più deciso incremento della cassa finale negli esercizi 2020 e 2021 e un andamento altalenante fino al 2019. L’evoluzione del fondo cassa negli anni è impressionante: nel 2013 era pari a soli 1.488.959,36 euro; poi, grazie al fondo di rotazione è balzato a 38.638.071,35 euro nel 2014, 48.412.092,60 euro nel 2015, 46.287.472,26 euro nel 2016, 45.159.322,45 euro nel 2017, 55.282.330,06 euro nel 2018, 54.752.451,78 euro nel 2019, 68.733.896,62 euro nel 2020 e 93.291.332,65 euro nel 2021.
Quanto all’indebitamento dell’ente di corso Garibaldi, la magistratura contabile ha chiesto in particolare di “riconciliare il dato del debito residuo (pari a 64.018.615,17 euro)” indicato dagli uffici comunali “con quello risultante dalla relazione dell’organo di revisione al consuntivo 2021, pari a 96.521.661,74 euro”.
La Corte dei conti conclude la propria deliberazione dichiarando “il parziale raggiungimento al 30.06.2022 degli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Foggia, condizionato ad una rigorosa attività di verifica dell’organo di revisione, in raccordo con l’ente, delle risultanze della gestione finanziaria, volta ad accertare: la congrua quantificazione dei fondi e il mantenimento dei parametri di una sana e corretta gestione finanziaria e contabile al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il rispetto degli equilibri di bilancio; l’effettivo stato di attuazione del Piano di riequilibrio e delle singole componenti”.
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