Mainiero fa le pulci su contratto di affidamento e gestione: “Preclusione illegittima di piazza pubblica”

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Una conferenza stampa in piazza “Panunzio” (l’area sovrastante il parcheggio Zuretti) per comunicare le informazioni raccolte in ordine all'affidamento del parcheggio interrato, ai suoi aspetti tecnici che definisce “poco chiari”, nonché “ai forti dubbi sulla conformità del servizio svolto con quanto contenuto nella concessione stipulata da Ataf SpA e agli annunciati lavori che, di fatto, impediscono ai cittadini la piena fruizione di una piazza pubblica, che qualcuno continua a definire pertinenza”.

Oltre che per discutere del diniego da parte dell'azienda partecipata rispetto alla possibilità di prendere visione, dopo formale richiesta di accesso agli atti, di alcuni documenti relativi alla procedura (in particolare all'offerta tecnica presentata). E’ questo il seguito dell’ennesima battaglia cittadina intrapresa da Giuseppe Mainiero, ex consigliere comunale atteso alla corsa per le prossime amministrative con una probabile lista civica nell’alveo del centrosinistra. Mainiero aveva partecipato, qualche settimana fa, alla manifestazione pubblica contro la gestione del parcheggio Zuretti condotta dal suo concessionario, ovvero la ditta H24 Autorimessa.

L’ultimo di una serie di episodi di cronaca occorsi negli scorsi mesi aveva infatti annoverato un violento alterco (ripreso in un video diventato virale) tra un passante con il suo cane e il presunto custode dell’area in forza all’impresa che gestisce lo Zuretti. Nel tempo, non pochi sono stati i casi segnalati da cittadini che denunciavano “abusi di potere”, ovvero di essere stati allontanati in malo modo da addetti dell’H24 per il solo fatto di passeggiare in compagnia di amici a 4 zampe sulla piazza sovrastante il parcheggio per auto.

Dal canto suo il titolare dell’impresa, Antonio Delli Carri, aveva fatto sapere che si tratta di azioni per evitare possibili deiezioni canine, dunque a tutela del bene di cui, da contratto con Ataf, la H24 detiene a sue spese la manutenzione.

E, a seguito di un incontro tecnico tra l’impresa, il Comune di Foggia e la municipalizzata del trasporto pubblico locale, avvenuto pochi giorni dopo l’ultima eclatante baruffa in “pubblica” piazza, l’amministratore delegato di Ataf aveva avallato le ragioni sostenute da Delli Carri confermando che il parcheggio Zuretti “non è spazio pubblico, bensì area aperta al pubblico”. Mainiero, però, carte alla mano, non ci sta e continua a fare le pulci a questo stato di cose.

“Esistono diversi elementi di criticità – ha dichiarato ieri mattina a l’Attacco -. Il primo riguarda gli aspetti di nullità del bando per la concessione, lì dove all’articolo 3 viene messa a gara l’area di 6mila mq di edifici realizzati tra gli anni ’50 e ’60. Un bando, dunque, in cui si fa riferimento ad un contesto urbanistico del 1950: quell’area non esiste più da quasi 40 anni, perché fu abbattuta per poi realizzare questo parcheggio e l’annessa piazza. Della procedura di affidamento vinta da H24 è valida, quindi, solo la parte relativa alla gestione del parcheggio, che, però, deve essere tale, senza nessun titolo di gestione sulla pertinenza sovrastante, posto, come detto, che vi è un elemento di nullità nella procedura. La cosa più grave, inoltre – continua l’ex consigliere comunale -, è che continua a persistere l’abusivismo delle recinzioni arancioni poste dalla ditta, oltre che la totale assenza di realizzazione di tutto ciò che riguarda l’offerta tecnica che ha consentito alla società H24 di aggiudicarsi la gestione del parcheggio Zuretti. Praticamente, questa società ha vinto la procedura aperta in ragione della sua offerta tecnica che prevedeva una serie di interventi. Quell’offerta tecnica è stata inopinatamente secretata da Ataf come ‘segreto commerciale’: un diniego assurdo che non può trovare fondamento in nessun requisito giuridico, perché in un contratto di concessione l’offerta tecnica è parte della concessione stessa. La concessione, in sostanza – spiega Mainiero -, avviene sulla base di una proposta rispetto alle opere che l’impresa vuole realizzare sul bene per la cui gestione concorre. Ebbene, anche se mi è stato vietato l’accesso, so per certo che la società che attualmente gestisce il parcheggio Zuretti avrebbe dovuto realizzare un parco giochi, addirittura con giochi per disabili, e avrebbe, quindi, dovuto aumentare la fruibilità dell’accesso alla piazza. Qui, invece, abbiamo parcheggi per disabili inibiti e verde pubblico non ripristinato. Praticamente non vi è traccia del cronoprogramma di interventi che H24 avrebbe dovuto operare secondo il contratto di concessione, cosa dire di più”.

Per Maniero si tratta di una vicenda “che definire opaca risulta un eufemismo, perché non si riesce a comprendere in base a quali titoli si possa privatizzare una piazza. Di fatto questa piazza è stata interdetta al pubblico dal suo gestore – analizza l’ex eletto – attraverso recinzioni che insistono senza alcun permesso da parte dell’Area tecnica comunale, permesso che ricordo essere obbligatorio. Io – conclude sul punto il fondatore del movimento politico ‘Resto a Foggia’ – l’Area tecnica l’ho interrogata: mi è stato risposto che su questa piazza non esiste alcuna richiesta di autorizzazione per lavori”. Poi Mainiero, sempre per ciò che concerne le reti arancioni, si scaglia contro l’Ufficio all’Urbanistica municipale e la sua dirigente Concetta Zuccarino. E, sulla vicenda, critica anche la commissione straordinaria in seno a Palazzo di Città nonché la Prefettura. “A mio avviso la ditta H24 ha evidentemente trovato il modo di richiedere una Scia all’Ufficio Urbanistica, in cui opera la dirigente Zuccarino, che continua a non rispondere sulla questione. Non riesco a comprendere la ragione per la quale i commissari in seno a Palazzo di Città e la Prefettura continuino a consentire un simile abuso. Questa piazza è stata preclusa al pubblico in maniera assolutamente illegittima, punto e basta. Non ci sono tavoli da aprire. C’è, invece – conclude Mainiero -, solo l’inerzia del Comune di Foggia guidato da una commissione straordinaria che non rimuove l’abuso”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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