Foggia, strade dissestate e alberi pericolanti: monta la protesta degli agricoltori in zona Arpinova

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Strade dissestate con voragini, alberi pericolanti e mancanza totale di servizi. No, non siamo in Africa (che probabilmente sta anche messa meglio) ma a Foggia e più precisamente sulla strada comunale 17 che parte dall’incrocio in prossimità delle scuole agrarie sulla SP26 Foggia - San Marco in Lamis e “corre” verso San Severo per circa 6 km, costeggiando il famoso campo nomadi di Arpinova.

Una strada lasciata in completo abbandono dalle autorità competenti, Comune in primis, sia come manutenzione ordinaria che straordinaria da oltre 40 anni. Una situazione inverosimile a poca distanza dal centro abitato che sta gettando nello sconforto centinaia di imprenditori agricoli, residenti e lavoratori lasciati nel più completo abbandono. “Un problema che ci portiamo avanti da decenni oramai, in più occasioni abbiamo interpellato Comune, Prefettura ed enti competenti - le carte in nostro possesso lo dimostrano, ma finora nulla di fatto - spiega Antonio Vigilante, proprietario terriero e titolare dell’Azienda agricola Vigilante – mai ricevuta risposta, non siamo mai riusciti a risolvere nulla. Il problema delle nostre aziende sta nel ritiro dei prodotti che produciamo giornalmente – aggiunge – perché nessuno, in queste condizioni, vuole più venire a raccoglierli.

Gli autotrasportatori non riescono ad arrivare nelle nostre aziende, dell’asfalto non è rimasta nemmeno l’ombra”. E non finisce qui. “Altro problema sono gli alberi che spesso e volentieri cadono anche a causa delle improvvise bombe d’acqua – rincara Vigilante – una fatidica situazione che si protrae da oltre 30 anni a questa parte”. Nessun ente competenze ha finora dato una soluzione. “Parliamo di una vicenda decennale – aggiungono i presenti alla protesta – una situazione a cui nessuna amministrazione comunale – compreso quelle precedenti a Landella – ha mai dato risposta.

Molti di noi erano piccoli quando si sono visti gli ultimi lavori sulla strada”.  Il problema però, non è solo economico – che comunque comporta un danno non indifferente - ma finanche fisico e sociale. “Negli anni si sono verificati diversi incidenti mortali di cui sono rimasti vittime alcuni nostri amici – dicono – eppure nessuno se n’è interessato. Questa faccenda è ben conosciuta a Foggia e dagli amministratori: ad ogni tornata elettorale abbiamo ricevuto visite da parte di politici foggiani che volevano solo raccattare voti.

Hanno promesso e mai mantenuto. È questa la verità”. In zona insistono oggi oltre 200 aziende agricole e tantissimi lavoratori. “Vorremmo il ripristino della strada e degli alberi, lavori che dovrebbero essere fatti contemporaneamente – dicono. L’agricoltura è il motore di sviluppo della provincia di Foggia, se viene abbandonata a causa di questi problemi cosa accadrà”?

 D’altronde in questi anni già alcune realtà imprenditoriali sono scomparse, hanno chiuso le porte definitivamente. Uno scenario del tutto sconfortante. “Siamo abbandonati da tutti, senza considerare la cosa più grave di questa incresciosa faccenda – sottolinea Vigilante – in zona abitano anche bambini invalidi, tra le aziende ci sono anche residenze. Politici hanno promesso di trovare soluzioni ma nessun risultato, almeno finora”.

Di fatto nell’era di passo di corvo insistono, oltre alle aziende, anche abitazioni. Molti residenti del luogo devono ogni giorno affrontare problemi non indifferenti. “Nemmeno i medici vogliono venire da queste parti quando chiamati – concludono i presenti – la zona è talmente brutta che sconforta pure gli operatori sanitari. Se a ciò aggiungiamo la sporcizia documentabile dagli escrementi umani provenienti dal campo Nomadi situato ai bordi di tale tratta, il quadro diventa da terzo mondo.

Eppure questo è territorio foggiano, del Comune di Foggia. Ma a quanto pare, da Palazzo Città se ne interessano solo durante le elezioni. Insomma la solita storia”.

Per evitare danni ai camion gli autotrasportatori spesso si rifiutano di ritirare e consegnare i prodotti. La situazione è davvero pesante. È ora che gli enti competenti si diano da fare per aiutare queste persone. “Non possiamo più aspettare – conclude Vigilante – molte aziende hanno già chiuso. Altre potrebbero farlo a breve”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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