Lo Muzio ‘pompiere’, spegne fuochi e conflitti interni. Chiusa pretestuosa polemica su bufala del negazionismo

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La cordialissima stretta di mano ieri tra il rettore di Unifg Lorenzo Lo Muzio e il procuratore capo di Foggia Ludovico Vaccaro – avvenuta in occasione del 209° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri – ha chiuso definitivamente la stupida e pretestuosa polemica inscenata nei giorni scorsi contro l’Ateneo, nel tentativo (non riuscito) di mettere in difficoltà il Magnifico, la professoressa Francesca Cangelli e questo giornale con la bufala della mafia negata.

Da un lato c’è stata l’interpretazione autentica fornita in più occasioni dal direttore de l’Attacco Piero Paciello, in merito alla propria analisi relativa all’evoluzione della mafia a Foggia, parole che hanno (si spera) fatto comprendere anche ad alcuni personaggi in malafede il senso dell’intervento fatto come ospite dell’Ateneo daunio parlando di infiltrazioni mafiose nella città capoluogo. Dall’altro è stata perfetta la risposta fornita dal Magnifico alle dichiarazioni diffuse dall’Associazione Nazionale Magistrati di Bari e della Sottosezione di Foggia.

Lo Muzio ha espresso pubblicamente il proprio “stupore” per le dichiarazioni giunte dall’ANM (“preoccupazione in ordine alla circostanza che l’Università degli studi di Foggia non abbia fornito alle giovani generazioni il cui pensiero critico è ancora in formazione, un confronto equilibrato nella sussistenza del locale fenomeno mafioso, non dando voce ad opinioni differenti avallate tra l’altro da provvedimenti giurisdizionali definitivi. Si auspica, pertanto, che l’Università di Foggia adotti una chiara posizione sul punto”. Il rettore ha ribadito poi che “Unifg si è sempre contraddistinta come presidio di legalità e di contrasto alla mafia e alla criminalità organizzata”.

“Ribadisco, pertanto, con forza e determinazione, a quanti in questi giorni hanno messo in dubbio il nostro ruolo, che l’Università di Foggia continuerà ad essere, sotto la mia guida, presidio di cultura e legalità. In tale contesto, la lotta alle mafie è per l’Università un tema formativo fondante nella consapevolezza che giovani e legalità rappresentano un binomio inscindibile che si alimenta della cultura della legalità per determinare un cambiamento futuro della società”, ha concluso Lorenzo Lo Muzio.

Pochi giorni prima si è conclusa con un nulla di fatto la serena discussione in seno al consiglio di dipartimento del DEMeT (dipartimento di Economia, Management e Territorio) dopo che otto docenti avevano chiesto l’inserimento di un ordine del giorno sulla tutela del prestigio e dell’immagine dell’Ateneo dopo il seminario con ospite il direttore de l’Attacco.

Né poteva essere diversamente, dal momento che non c’era alcuna decisione da prendere al riguardo. Molto argutamente, la direttrice Lucia Maddalena ha affermato anzi di essersi informata sulle posizioni espresse dal direttore Paciello e di non avervi visto alcun negazionismo nei confronti della cosiddetta quarta mafia.

Per far comprendere quanto il polverone mediatico fosse stato alzato ad arte contro i propri nemici in Unifg e contro l’Attacco basti pensare che nella seduta di consiglio del DEMeT molto più rovente è stato, piuttosto, il dibattito sulla ripartizione dei punti organico.

Altro elemento interessante è che diversi studenti partecipanti a quel seminario abbiano rilevato l’assenza di tesi negazionistiche nell’esposizione di Paciello. Al di là del caso specifico, quel che appare evidente è come il rettore Lo Muzio stia mostrando, già nelle prime settimane di mandato, grande capacità di pacificazione, di ricucitura, di componimento delle fratture. Non va dimenticato, peraltro, come abbia reso proprio delegato il professor Luigi Nappi, marito della direttrice di Giurisprudenza Donatella Curtotti, colei che da sfidante alle urne lo aveva accusato di mezzi scorretti inneggiando alla legalità.

“In questo momento Lo Muzio sta facendo un grade lavoro di pompiere per spegnere tutti i fuochi accesi dalle precedenti due gestioni, quelle di Maurizio Ricci e Pierpaolo Limone poi”, commentano alcuni docenti a l’Attacco.

Il prossimo banco di prova sarà domani, quando si riuniranno sia il senato accademico che il consiglio di amministrazione al sesto piano di Palazzo Ateneo. Su alcune delibere si misurerà il livello di conflittualità interno. Tra i punti all’ordine del giorno del senato c’è anche la proposta di conferimento del titolo di professore emerito al professor Enrico Follieri, ex prorettore e difensore di Unifg in molteplici procedimenti giudiziari.

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