“Un guasto del genere non è mai accaduto nella storia della rete acquedottistica di Foggia. Per questo sta facendo molto scalpore”. Così Floriano Florio, storico big del settore acquedottistico, commenta quanto avvenuto alla condotta di via Napoli, al contempo rassicurando tutti sulla tenuta del sistema che egli stesso, con la sua impresa, ha contribuito per 40 anni a costruire, riparare e manutenere. Un quarantennio di gestione della fogna nera e di quella bianca della città capoluogo. “La rete idrica, a parità di popolazione, è stata fatta per resistere almeno fino al 2050”, assicura. Florio è stato interpellato da l’Attacco per un’analisi più generale sull’emergenza che sta tenendo banco in città, continuando ad attanagliare i rubinetti dei residenti ai piani alti, quando si è giunti a quasi dieci giorni dalla rottura di quella grossa condotta (da 1800 mm di diametro e capienza fino a 600 litri al secondo) sita alle spalle di via Tito Serra.
“Quella condotta – spiega Florio – è importante perché agisce nel nodo di via Napoli mettendo in pressione il sistema per far arrivare l’acqua ai piani più alti”.
Poi, però, Florio parla delle opere che lo hanno riguardato da vicino, sottolineando come grazie a lavori ben fatti, luoghi sensibili quali, ad esempio, gli Ospedali Riuniti di Foggia, non siano andati in tilt durante la secca tuttora in atto. “Su via Napoli e via Troia – rivela – insistono due condotte implementate dalla mia impresa, una da 500 mm e l’altra da 600 mm, che portano l’acqua a tutta la zona adiacente. Ebbene queste non si sono rotte. Cosa sarebbe accaduto se un simile guasto si fosse presentato su tali condotte, che riforniscono luoghi come la caserma dei vigili del fuoco e l’ospedale, dove solo ai piani alti ci sono 5-6mila persone?”.
Florio ricorda a l’Attacco di aver vinto, quasi mezzo secolo fa, l’appalto - che ora non detiene più da qualche anno - sul sistema acquedottistico della città di Foggia perché su di esso (“che consta di 600 chilometri di condotte che scorrono sotto 5 mila ettari di terreno”, ragguaglia lo storico patron della ditta) presentò “calcoli statici che Aqp – sostiene - non aveva mai fatto. In base ad essi si può affermare che la rete idrica di questa città può resistere ancora per 30 anni”.
E’ una storia tutta positiva quella raccontata da Florio rispetto all’operato della sua impresa sul sistema acquedottistico di Foggia.
“Per la costruzione delle condotte abbiamo sempre utilizzato materiali super resistenti, come la ghisa o l’acciaio sferoidali. Materiali provenienti dal nord Europa, idonei e super collaudati. Mentre la tubazione che ha registrato il guasto odierno (risalente agli anni ’80, ndr) è di ghisa grigia, dunque più ferrosa e soggetta a rotture con il passar del tempo: a simili condizioni basterebbe un tubo non ben collaudato che, con una pressione a 6-7 atmosfere, potrebbe fisiologicamente dilatarsi e lesionarsi (Aqp, lo ricordiamo, ha invece sporto denuncia per atto doloso, ndr). Ma, detto questo – continua Florio – posso affermare a ragion veduta che non ci sono altri punti di criticità sulla rete: è soltanto necessario tenerla costantemente sotto controllo, come facevamo noi, in sinergia con l’ingegner Mecca (di Aqp, in pensione, ndr). Monitoravamo giorno e notte tenuta e perdite del sistema. Tanto che – ricorda con orgoglio Florio – anche grazie al nostro lavoro la rete di Acquedotto pugliese nel 2017 fu certificata, in termini di minori perdite d’acqua, al primo posto nel sud Italia e al terzo posto in tutta la Penisola da Watec Italy (mostra convegno organizzata da un pool di aziende e patrocinata dalla Commissione europea, ndr)”.
Tornando all’emergenza idrica che continua ad assetare parte della città, quando, nel weekend appena trascorso, il peggio sembrava essere passato, la giuntura che sostituiva la sezione danneggiata non ha retto e, da domenica, i foggiani sono tornati nell'incubo.
Dopo circa 5 giorni in emergenza idrica, Foggia aveva creduto che il problema fosse ormai alle spalle, ma i lavori di sostituzione non sono andati per il meglio. Una guarnizione, infatti, non ha retto alla pressione dell'acqua: da qui la fuoriuscita e la riproposizione del problema. Per fortuna i bypass prontamente realizzati hanno permesso di non lasciare completamente a secco gran parte dei cittadini.
Ora i tecnici di Aqp sono nuovamente al lavoro e stanno aspettando che arrivi un “carter” a far da camicia alla sezione di giunzione, così da evitare il reiterarsi del disfunzionamento quando la pressione del sistema verrà aumentata ancora per portarlo a regime.
Secondo quanto comunicato dai tecnici di Acquedotto pugliese, per completare i lavori saranno necessarie almeno altre 48 ore alle quali andranno aggiunte almeno altre 12, altrettanto indispensabili per portare la pressione al massimo e garantire l'erogazione d'acqua anche ai piani più alti degli stabili.
Ieri mattina, si è tenuto un vertice a Palazzo di Città, alla presenza del commissario Cardellicchio insieme al management barese di Aqp, che sta coordinando i lavori sulla rete idrica per verificare la situazione in ordine al ripristino della normale fornitura di acqua in tutte le abitazioni cittadine,
“La riunione – ha fatto sapere il Comune – è servita a fare il punto sui lavori in corso e soprattutto sui futuri interventi da realizzare per assicurare a tutta la città di Foggia un grado di sicurezza più elevato del sistema di approvvigionamento idrico. In questo senso Acquedotto pugliese ha assicurato il massimo impegno con interventi mirati sulla rete nel breve periodo per far sì che una situazione del genere, di una gravità inaudita e che non ha di fatto precedenti nei trent’anni trascorsi, non si ripeta più”.
Nella riunione, inoltre, si è stabilito che le autobotti d’emergenza, in città da lunedì scorso, resteranno nei punti di Foggia già annunciati fino a quando sarà necessario, e che i bypass installati sulla rete rimarranno permanentemente, a garanzia emergenziale futura nonché per una progressiva messa in sicurezza dell’approvvigionamento idrico.
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