Rinviato a 27 settembre processo per presunte tangenti a Palazzo di Città, Landella e Iaccarino tra 11 imputati

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Si è svolta ieri mattina, presso la Corte d'Assise del Tribunale di Foggia, l'avvio della fase istruttoria del processo per presunte tangenti a Palazzo di Città, in cui, tra gli imputati (11 tra amministratori pubblici e imprenditori), sono coinvolti anche l'ex sindaco di Foggia Franco Landella e l'ex presidente del consiglio comunale Leo Iaccarino. Anche ieri mattina Landella era regolarmente in aula, in compagnia dei suoi avvocati. Tra gli imputati, in Tribunale c’erano anche l’ex consigliere comunale Antonio Capotosto e l’imprenditore Paolo Tonti. L’udienza è valsa ad effettuare richiesta di ammissione dei mezzi di prova (liste testi, esami imputati e produzione documentale) sia da parte dell’accusa (pm Bray e Infante) sia dalla difesa. A tenere ancora banco l'ammissibilità o meno dell’incidente probatorio relativo a Iaccarino, nonché delle intercettazioni e delle captazioni informatiche (trojan) effettuate dalla Procura nell’alveo delle indagini. Questione su cui il giudice Dello Iacovo sarà chiamato a pronunciarsi nella prossima udienza fissata al 27 settembre.

L’Ufficio del pm avrebbe voluto dirimere la questione già ieri. “Per il pm, preliminare a qualunque altra richiesta – ha esordito in aula Bray - è conoscere l’esito della decisione di questo collegio in ordine alla questione sull’inutilizzabilità dell’incidente probatorio, la quale era stata rinviata ad una fase successiva che, dalla lettura del verbale, risulterebbe essere l’inizio dell’udienza istruttoria”. Dello Iacovo ha ribattuto: “Oggi non scioglieremo questa riserva, ascolteremo le parti per le richieste dei mezzi di prova e ci riserveremo un po’ su tutto , compreso l’utilizzabilità dell’incidente probatorio”. 

Al che è intervenuto anche il pm Infante a corroborare le sollecitazioni della collega. “Presidente – ha affermato - non è indifferente se dobbiamo escutere i testi sapendo che quello che ha dichiarato nell’incidente probatorio lo Iaccarino è nella vostra cognizione oppure no, perché la strategia dell’accusa, la prospettiva, l’orientamento delle domande da fare e anche l’approccio del tipo di argomenti da squadernare, e dell’ordine con cui vanno squadernati, cambia se l’Ufficio del pm sa che il giudice ha già cognizione di certe narrazioni o non la ha, quindi per noi è assolutamente fondamentale capire se alcune dichiarazioni di Iaccarino siano utilizzabili o meno”. E così la nuova replica del giudice: “L’utilizzabilità – ha affermato - è rilevabile in ogni stato e grado del procedimento. Oggi il collegio ha interesse ad acquisire le richieste istruttorie per avere un quadro d’insieme. Posso invitarvi ad effettuare una sorta di doppia richiesta a seconda se l’incidente probatorio sarà utilizzabile oppure no”.

L’accusa ha allora chiesto al giudice l’ammissione della lista testi presentata insieme all’integrazione last minute di Iaccarino e dell’onorevole Agostinacchio, che i pm vorrebbero ascoltare nel processo rispetto all’incontro che avvenne nel suo studio con l’ex consigliere Bruno Longo e con lo stesso Iaccarino (tema della discussione fu la presunta tangente chiesta da Landella all’imprenditore Azzariti per sbloccare l’appalto della pubblica illuminazione).

La richiesta dei pm è stata giudicata “tardiva e irrituale” dalla difesa degli imputati, la quale, in ogni caso, sostiene essere “ininfluente” - ai fini della contestazione dei reati ascritti agli assistiti - la testimonianza dello stesso Agostinacchio. Difesa la cui posizione si attesterebbe sul nulla quaestio se il giudice Dello Iacovo dovesse decidere di non astenersi e continuare invece a presiedere il processo. Dopo la richiesta sull’ammissione ad escutere Agostinacchio, Dello Iacovo (che ne è il genero) sarà infatti chiamato ad esprimersi pure sull’eventuale sussistenza di una sorta di “conflitto d’interesse” che potrebbe minare la serenità del giudizio, secondo il problema di opportunità già segnalato dalla stessa Procura.

Infine l’ormai arcinota questione dell’ammissibilità di trojan e intercettazioni - il cui dibattito in aula ruota tutt’attorno a interpretazioni normative circa la legge Bonafede - per la quale i pm hanno chiesto perizia trascrittiva da ammettere al processo e su cui, invece, la difesa degli imputati batte chiodo d’opposizione ormai da tempo.

Una questione ribadita a l’Attacco anche ieri mattina, all’uscita dal Tribunale, dagli avvocati Curtotti e Sisto, legali di Landella. “Si tratta di rispetto delle regole – ha detto Roberto Eustachio Sisto -, per il quale riteniamo che le intercettazioni debbano essere dichiarate inutilizzabili. Abbiamo anche depositato una memoria affinché il collegio possa valutare la questione con la massima attenzione”. 

Fuori dal Palazzo di Giustizia, anche le dichiarazioni del legale di Iaccarino, Tonio Ciarambino: “E’ stata un’udienza intensa (durata due ore, ndr). Quanto alle richieste di prova, quelle effettuate da alcuni coimputati (per esempio circa le liste testi presentate dalle difese di Landella e della moglie Di Donna, ndr) a mio avviso non sono ammissibili: ho sollevato opposizione in aula. Ma siamo fiduciosi. Mi sento di dire - ha chiosato - che Iaccarino è un imputato come gli altri. Noi non siamo ‘braccio armato’ contro qualcuno (Iaccarino è ritenuto il grande accusatore di Landella, ndr). E’ bene sottolinearlo”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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