Piove sul bagnato in Ataf (municipalizzata del trasporto pubblico locale). Nel caso di specie non si tratta di un semplice modo di dire, bensì di una situazione in cui il motto citato vale in termini letterali. Da un paio di settimane non solo utenti, ma anche qualcuno tra gli stessi dipendenti dell’azienda, segnalano gravi perdite d’acqua dai neon del solaio della biglietteria del nodo intermodale “Vincenzo Russo” (affianco alla stazione ferroviaria del capoluogo dauno) in cui fanno capolinea oltre che gli automezzi di Ataf anche numerose aziende di bus che ogni giorno danno vita a rotte non solo locali e nazionali ma anche internazionali.
Stando alla documentazione video-fotografica pervenuta a l’Attacco, il disagio all’interno dei locali della biglietteria si starebbe manifestando ripetutamente da oltre due settimane e ogni qualvolta piova in città, circostanza negli ultimi tempi occorsa non di rado, anche con pesanti rovesci temporaleschi. L’ultimo di essi sabato di primissimo mattino: e così il soffitto dell’immobile limitrofo al piazzale Vittorio Veneto è tornato a zampillare copiosamente acqua piovana sul pavimento, replicando, in sostanza, quanto era già accaduto il 15 giugno scorso a seguito delle incessanti piogge che avevano colpito il capoluogo dauno. Una situazione che, come facilmente intuibile, mette a rischio - con potenziali scivolate sulle estese pozzanghere d’acqua che si creano a terra in quelle date circostanze - l’incolumità dell’utenza e del personale del servizio biglietteria allorquando si entra e si transita nei locali della struttura aperta al pubblico.
“L’azienda è a conoscenza di quell’infiltrazione e ovviamente ne ha già notiziato all’amministrazione comunale, in particolare al responsabile municipale dell’opera – afferma sul punto il direttore d’esercizio di Ataf, Leonardo Ciuffreda, contattato per un approfondimento -. Perché sebbene, secondo la convenzione, Ataf ha in capo la manutenzione ordinaria del terminal – continua a spiegare -, in questo caso, però, si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria che dunque non compete all’azienda. Un problema per il quale, in ordine alla sua risoluzione, suppongo ci vorranno maestranze specializzate. Credo quindi che il Comune di Foggia stia già effettuando gli accertamenti del caso, preliminari all’intervento. Fortunatamente siamo in piena estate e, anche se maggio e giugno hanno annoverato un clima eccezionale con piogge copiose, il sopraggiunto bel tempo ci fa ben sperare che la verifica e l’intervento sul disguido potranno avvenire in tempi rapidi e senza particolari problematiche o ostacoli di sorta”. Poi l’Attacco domanda a Ciuffreda come sia possibile l’insorgere di una simile disfunzione su un edificio di giovane costruzione (l’hub terminal bus fu inaugurato nel 2016 dopo essere stato realizzato grazie al Programma di stralcio regionale di Area vasta-Capitanata 2020 dal costo di circa 5 milioni di euro). “Non ho verificato di persona salendo sul tetto – premette l’ingegnere – ma, in tutti i modi, credo non si tratti di un problema di staticità, dovrebbe riguardare, invece, semplicemente un giunto che si trova tra le parti in cemento. Posso dedurlo dall’eccessiva quantità d’acqua che cade: ciò lascerebbe intendere che non vi sia un’infiltrazione dovuta ad un problema di impermeabilizzazione. E’ come se l’acqua – analizza - si insinuasse in qualche punto in maniera copiosa e poi arrivasse giù nella controsoffitta. Questo può capitare – chiosa Ciuffreda – in presenza, ad esempio, di una bullonatura mal eseguita che abbia ceduto sotto la pressione continua degli agenti atmosferici, come piogge violente o sbalzi di temperatura da caldo a freddo e viceversa. Mi rendo conto che gli effetti possono sembrare catastrofici, ma in realtà potrebbe trattarsi di un danno di piccola entità e di rapida risoluzione”.
Nonostante l’ottimismo del direttore, si tratta di un’altra tegola, questa, che l’azienda, pur indirettamente, è chiamata a gestire. Un casus che si aggiunge a mancanza di autobus, carenza di personale e corse soppresse quali ormai note problematiche che da tempo affliggono Ataf e che hanno indotto, qualche giorno fa, il sindacato Faisa Cisal a proclamare una prima azione di sciopero di 4 ore, in programma il 15 settembre, dalle ore 8.30 alle ore 12.30, per tutto il personale dell’azienda del trasporto pubblico locale.
“È arrivato il momento che proprietà e società ci forniscano atti concreti per la risoluzione di tali annose criticità che si trascinano da lungo tempo, in quanto i conducenti dei mezzi, ormai allo stremo, sono costretti a lavorare con autobus vetusti aventi più di 10 anni di anzianità – ha dichiarato nell’occasione il segretario provinciale Vincenzo Delli Carri -. Inoltre, per sopperire alla mancanza di conducenti, gli stessi eseguono turni di lavoro sempre più gravosi pur di garantire alla cittadinanza la continuità del servizio di trasporto pubblico, che resta comunque insufficiente, poiché molte corse non vengono effettuate a causa di mancanza di autobus e personale. La città di Foggia e i cittadini foggiani non meritano un servizio di trasporto pubblico così carente e di scarsa qualità”.
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