Dopo il recente episodio di cronaca nera che ha annoverato la morte - sul luogo di lavoro e per mano assassina - della tabaccaia Franca Marasco, nonché a seguito della recente, velenosa boutade social di Selvaggia Lucarelli, che, in viaggio dalla Colombia, ha bollato Leticia (e la sua baraccopoli) quale “città più brutta di Foggia”, lo scatto d’orgoglio del capoluogo dauno, in termini di estetica e vivibilità, e questa volta non per bocca dei foggiani di nascita, ma di chi, originario di altri luoghi, a Foggia ci vive per svariati motivi, avviene sulla seguitissima pagina Instagram morenoesanta (circa 16.400 follower) di Moreno De Lauri, fotografo, videomaker, grafico e creator digitale che da tempo, per pura passione e profondo amore per il territorio, valorizza, esalta e diffonde via social i tratti architettonici e paesaggistici del capoluogo dauno (e della sua Capitanata) attraverso scatti e riprese dalla particolare sensibilità artistica.
Qualche giorno fa De Lauri ha pubblicato in una sua story la lettera inviatagli da una ragazza di Padova che risiede per lavoro a Foggia da 4 anni e che - previo ringraziamento all’artista per il suo lavoro di valorizzazione del territorio - in risposta al nuovo polverone mediatico sollevatosi sulla città capoluogo a causa dell’ennesimo omicidio - ha scritto: “A molti potrebbe sembrare strano, ma io a Foggia sono rinata, per me Foggia è stata la cura. Volevo far sapere che qui ho conosciuto persone meravigliose, che saranno per sempre parte della mia vita. A Foggia ho ricevuto gentilezza, amore e accoglienza da subito”.
Ma non finisce qui. “Dopo quella lettera – spiega a l’Attacco De Lauri - me ne stanno arrivando tantissime altre dello stesso tenore da persone emigrate a Foggia, e, sulla mia pagina instagram, il topic è diventato un vero e proprio tavolo di discussione in positivo. Ho iniziato a pubblicare i messaggi di molta gente che si dice entusiasta di vivere nella nostra comunità (l’Attacco li ha visionati, alcuni sono quasi commoventi, parlano di profumi, colori, atmosfere e calore unico in Italia, ndr). Così ho anche creato un box per rilanciare e chiedere agli internauti che vivono a Foggia cosa piaccia loro della nostra città. E – continua l’artista - anche se chiaramente non si possono dimenticare le brutture e i molti problemi che attanagliano il capoluogo dauno è stato sinceramente molto bello ricevere così tanti feedback e giudizi positivi su Foggia, non me lo aspettavo”.
E veniamo alla querelle che porta il nome di Selvaggia Lucarelli e che continua a montare in queste ore (annoverando pure gli interventi di politici locali in risposta alla stroncatura sulla città espressa dalla blogger di Civitavecchia). “Sollecitato da diversi miei follower – racconta sul punto il fotografo dauno - ho deciso di risponderle via social anch’io. In un post in cui sostengo quanto, a mio giudizio, Lucarelli sia una provocatrice e quanto quell’uscita che tira in ballo la nostra città sia semplicemente strumentale al suo hype. Penso, tra l’altro, che abbia sbagliato pure il momento, in giorni in cui la comunità foggiana è stata nuovamente ferita da un episodio di cronaca nera. Quella sua story instagram è francamente abbastanza fastidiosa. Ormai Foggia, a livello nazionale – analizza De Lauri –, è trattata da tutti quasi come un ‘meme’. Con un’ironia, nemmeno più tanto sottile, che spara a zero agitando sempre più spesso i temi del degrado e della presunta bruttezza estetica. Tra l’altro, come ho scritto sul mio profilo, Lucarelli è stata molto offensiva pure nei confronti del territorio colombiano in cui era in viaggio, e della sua popolazione, le tribù locali: si tratta di luoghi molto degradati perché poverissimi. Ritengo – spiega - che il metro di paragone per definire la bellezza di una città non possa essere soltanto quello architettonico. In quelle terre recentemente visitate da Lucarelli ci sono, per esempio, altri tipi di bellezza, che attiene tanto al paesaggio naturalistico incontaminato quanto alla cultura e allo stile di vita delle popolazioni tribali. Ecco perché, a mio giudizio, l’intervento di Lucarelli tradisce i tratti di un pensiero ignorante, senza nulla di costruttivo”.
Poi lo sguardo del fotografo sulla sua Foggia. “Per me non si può definire una città oggettivamente brutta. Un luogo comune che cerco sempre di sfatare attraverso i miei lavori. Ritengo anzi che Foggia sia esteticamente interessante, molto spesso tutta da scoprire. Non dimentichiamo che Foggia piaceva ad Ungaretti, che la definì una bella città, paragonandola anche ad altri importanti e rinomati centri italiani”. Poi, però, le criticità. “Certamente, nel corso della storia, il capoluogo dauno ha subìto eventi traumatici e devastanti, dal terremoto del ‘700 ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, che hanno in molta parte sfigurato il volto originario della città. Ma una base di bellezza continua ad esserci. Va inoltre detto che Foggia è stata ferita pure da politiche urbanistiche sbagliate. E che è una città indubbiamente mal tenuta. Ma non si può dire che sia brutta. Si consideri, ad esempio, il centro storico – argomenta -. Che, con una riqualificazione seria, potrebbe assumere un aspetto non molto dissimile da quello di Bari vecchia, trasversalmente apprezzata da turisti e visitatori. Perché a Foggia gli scorci belli ci sono e come, è altrettanto innegabile. La cosa che fa un po’ rabbia – questo il rammarico - è che accanto a scorci bellissimi si trovino palazzi, anche storici, lasciati al degrado e all’abbandono, come accade per esempio su via Arpi, su via Manzoni o in zona Chiesa delle Croci”.
In definitiva, secondo il videomaker, non è poi così tanto difficile restituire un’immagine esteticamente bella della città. “I miei omaggi visivi non si avvalgono di particolari camouflage fotografici – racconta De Lauri -. Ci metto solo il mio stile, senza la necessità di avvalermi di troppe sovrastrutture tecniche”.
Grazie al suo sensibile e appassionato sguardo fotografico, che sa valorizzare la sua città agli occhi di moltissimi (se Lucarelli vedesse i suoi scatti si ricrederebbe, ma forse è troppo impegnata a praticare shit storming in via esclusiva) Moreno De Lauri, con il suo studio professionale, da qualche tempo opera anche per importanti imprese turistiche del Gargano e del capoluogo dauno, che gli commissionano sempre più di frequente lavori di comunicazione visiva e spot pubblicitari. Imprese entusiaste di poter apprezzare la particolare impronta del territorio onnipresente nei suoi prodotti, a partire dai tributi fotografici disinteressati con cui questo giovane artista e operatore culturale foggiano omaggia da tempo la città e la sua provincia.
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