“Una frase famosa, impropriamente attribuita a Voltaire, recita: ‘Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire’. Purtroppo, non è un motto comune a tutti, ma non fa niente, ho spalle larghe e se qualcuno pensa di avermi intimorito si sbaglia di grosso, il procedimento disciplinare che mi vede interessato lo considero una medaglietta da appuntare al petto, in quanto la libertà di manifestare le proprie opinioni, diritto questo garantito dalla nostra carta costituzionale, non ha prezzo. Ringrazio tutti i colleghi e quanti mi hanno manifestato la loro solidarietà”. Affida ad un post sui social il suo commento relativo alla notizia pubblicata su queste colonne nei giorni scorsi. Protagonista della vicenda è Antonio Vigiano, avvocato foggiano, segretario cittadino della Lega e ex consigliere comunale, segnalato al consiglio di disciplina dell’Ordine degli avvocati per un post sui social prima e per un’intervista rilasciata a l’Attacco sullo stesso argomento poi.
Il professionista si era interrogato e aveva sollevato dei dubbi rispetto alla controversa questione dell’interdittiva antimafia comminata a Tre Fiammelle dell’imprenditore Michele D’Alba, dopo aver letto gli approfondimenti e l’inchiesta giornalistica pubblicati su queste colonne.
Per tutta risposta Vigiano si è visto recapitare la notifica di avvenuta segnalazione all’Ordine degli avvocati, autore dell’esposto Michele Sodrio, legale di due dirigenti di polizia, citati nell’inchiesta giornalistica in questione, che per questo avrebbero anche querelato l’Attacco.
In un primo momento Vigiano aveva preferito mantenere il riserbo sull’indiscrezione trapelata, una volta resa pubblica la notizia si è espresso nei termini di cui sopra.
Come evidenziato, in effetti nell’ambiente i commenti dei colleghi avvocati sono stati sostanzialmente tutti di stupore per quanto accaduto, anche per la tipologia di contestazione che Sodrio ha avviato, avendo sottolineato la necessità da parte di Vigiano di usare, sempre, espressioni di probità, lealtà, dignità e decoro, anche al di fuori del contesto professionale.
Secondo le più recenti norme, il consiglio dell’Ordine di appartenenza non svolge più funzioni di “filtro” come accadeva in passato, attualmente a decidere se la segnalazione sia idonea ad aprire il procedimento o meno è direttamente il consiglio distrettuale, nella fattispecie in questione, con sede a Bari.
Al momento, la segnalazione a carico di Vigiano si troverebbe in una fase preliminare e istruttoria, che ha avuto origine per l’appunto dalla presentazione di un esposto-denuncia di una notizia relativa a un illecito disciplinare.
Il consiglio dell’Ordine ne fornisce comunicazione all’iscritto invitandolo a presentare deduzioni scritte entro 20 giorni al consiglio distrettuale di disciplina, cui trasmette gli atti. Quest’ultimo deciderà in merito.
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