Si sussegue ormai da settimane il malcontento tra alcuni dipendenti Ataf rispetto alla gestione della municipalizzata foggiana del trasporto pubblico locale. Una nuova missiva è giunta nelle scorse ore a l’Attacco: l’argomento di doglianza riguarda, ancora una volta, le conciliazioni in atto, nonché, ultima novità ad esse connesse, la nuova pianta organica, con la previsione di figure aggiuntive, presentata dalla dirigenza.
“Egregio direttore de l’Attacco – l’incipit della lettera di chi si qualifica quale gruppo di lavoratori della società in house - abbiamo molto apprezzato i vari articoli fatti su quanto succede in Ataf, un’azienda oggi amministrata da un amministratore unico (Vincenzo Laudiero, nominato dalla commissione straordinaria fino a ieri in seno a Palazzo di Città, ndr) che ha portato in Ataf la mentalità napoletana, condivisa del duo delle meraviglie Piarullo-Ciuffreda".
"Con la presente volevamo informarla di alcune cose che stanno per fare anche in presenza di una lettera inviata (nelle scorse settimane, ndr) dalla proprietà (il Comune di Foggia, ndr) che li invita a fare solo ordinaria amministrazione. Il trio, oltre a dare la promozione ad un agente che ha perso la causa e che è stato condannato al pagamento delle spese legali (è il caso del Cuot Gramazio, di cui l’Attacco ha ampiamente scritto negli scorsi mesi, ndr), ha presentato nei giorni scorsi alle organizzazioni sindacali aziendali una nuova proposta di pianta organica per accontentare un gruppo di lavoratori che non ha digerito il riconoscimento fatto".
"Difatti questi ultimi sono stati invitati dal trio a presentare i ricorsi gerarchici per poi fare le conciliazioni, e, dato che nella pianta organica attualmente in vigore non vi sono le qualifiche richieste dai lavoratori, si sono affrettati a proporre un’altra dove sono previste le varie qualifiche richieste, per tacitare, quindi, il malcontento di questi lavoratori, dando all’azienda un’organizzazione che sarebbe idonea per mille dipendenti, non certo per le 200 unità annoverate da Ataf".
"Ciò chiaramente non dimenticando di salvare anche la carriera del duo. Infatti in questa nuova proposta, al vaglio del sindacato, sono state inserite anche le figure di ‘direttore amministrativo’ e ‘direttore tecnico’, assegnandole ad interim al duo delle meraviglie".
"E’ da tener presente – chiosa sul punto la missiva - che l’ex Sindaco Landella aveva eliminato la figura del ‘direttore generale’ per i costi che oggi, se approvata la proposta della nuova pianta organica, lieviterebbero in modo sensibile: questo mentre è stata fatta una proposta all’azienda di rivedere l’accordo economico di secondo livello che penalizza tutti i lavoratori”.
Al fine di comprendere meglio come stiano le cose l’Attacco, ieri mattina, ha contattato per una replica la dirigente al personale Ataf Stefania Piarullo, che ha raggiunto in diretta l’ufficio, a due passi dal suo, del direttore d’esercizio Leo Ciuffreda. Il quale ha preso in mano le redini della conversazione.
“Innanzitutto – ha esordito – io e Piarullo siamo già rispettivamente ‘direttore tecnico’ e ‘direttore amministrativo’, in quanto funzionari in assenza totale di dirigenti in Ataf, dunque già rivestiamo quei ruoli a tutti gli effetti, mediante affidamenti di facenti funzioni dirigenziali in base agli incarichi che portiamo avanti da anni. Dunque non abbiamo bisogno di alcun avanzamento di carriera, siamo già al massimo dei ruoli cui possiamo aspirare”.
Poi Ciuffreda entra nel merito delle conciliazioni e del nuovo organigramma contestato. “Ci è stato chiesto dall’au Laudiero, perché, alla luce di un’assenza in essere già da molto tempo rispetto a figure chiave sia nell’area tecnica che in quella amministrativa, lì dove, ad esempio, la dottoressa Piarullo ha perso nei reparti da lei amministrati 4 capi ufficio per pensionamenti o dimissioni, in Ataf abbiamo dunque dovuto registrare una serie di vacatio che non sono mai state colmate nel corso degli anni".
"Questa situazione di difficoltà gestionale io e Piarullo l’abbiamo continuamente segnalata, anche ai vecchi amministratori della municipalizzata. Ma, come spesso capita, questi ultimi hanno sempre fatto spallucce di fronte alle nostre lamentele. Ora, invece – prosegue l’ingegner Ciuffreda -, Laudiero ha deciso di porre rimedio ai vulnus da noi rappresentati procedendo con le conciliazioni che meritavano quei dipendenti i quali, sotto sollecitazione della nostra gestione, nonché per grande senso di responsabilità individuale, hanno svolto per anni, è il caso dello stesso Gramazio, mansioni superiori al parametro di servizio da loro annoverato”.
Poi Piarullo ha aggiunto: “Abbiamo dato seguito ad una richiesta effettuata a marzo scorso dai sindacati, quando ci sollecitarono a chiudere in maniera conciliativa le vertenze promosse dai lavoratori”.
La conversazione è proseguita nuovamente con Ciuffreda: “Laudiero vuole la pace in azienda, anche per evitare che simili vertenze approdino nei tribunali, con serio rischio di sperpero di denaro pubblico che potrebbe scaturire dalla citazione in giudizio dell’azienda da parte di lavoratori che chiedono somme arretrate per il reiterato svolgimento di mansioni di lavoro superiori al loro parametro. E così l’au di Ataf ha deciso di disporre le conciliazioni alla luce di una relazione effettuata da me e Piarulllo in merito ai carichi di lavoro per i dipendenti e all’organizzazione che noi auspicheremmo nelle nostre rispettive aree di competenza”.
Successivamente Ciuffreda passa a esempi concreti: “In Ataf, da direttore d’esercizio, ho sempre svolto molteplici funzioni, anche quelle che non mi competevano: l’ho fatto con spirito d’abnegazione, ma vorrei sapere se è normale che dal reparto di guardianìa, dove sono collocati dipendenti non più idonei alla guida degli autobus, io debba ricevere a tarda sera la telefonata del lavoratore il quale mi comunica che, per impedimenti di sorta, l’indomani non potrà lavorare, ed io, dunque, nottetempo, debba risolvere il problema pregando altri dipendenti di sostituire chi viene a mancare all’ultimo momento".
"C’è evidentemente – sottolinea Ciuffreda - qualcosa che non funziona: in alcuni reparti mancano figure di livello immediatamente inferiore a quello che ricopriamo io e la dottoressa Piarullo. In un’azienda normale non si è mai visto che un direttore d’azienda debba rimediare in extremis alle emergenze, ecco perché servono ulteriori figure per fronteggiarle".
"Come le problematiche che mi si presentano non di rado al deposito e nelle officine, dove non posso disporre di figure gestionali di riferimento. Ed ora, chi tra i miei più stretti collaboratori, per anni, pur non competendogli, si è prestato a colmare questi vulnus ad un certo punto ha manifestato, a ragione, la volontà di non poter più andare avanti così".
"Le anomalie vanno risolte, e noi, su invito dei sindacati, nonché alla luce delle conciliazioni volute da Laudiero, abbiamo presentato una nuova pianta organica in cui è rappresentata l’organizzazione ottimale di Ataf: una pianificazione frutto di 14 anni d’esperienza che io e Piarullo deteniamo nel settore. Speriamo che la nuova pianta organica entri in funzione il prima possibile, affinché Ataf possa funzionare meglio a favore di tutta la comunità”, chiosa Ciuffreda.
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