Sindacati Ataf (municipalizzata del trasporto pubblico foggiano) sul piede di guerra: da un lato contro le procedure di conciliazione portate avanti dai vertici aziendali; dall’altro in merito alla ridefinizione dell’accordo di secondo livello per i lavoratori. Su tali versanti, qualche giorno fa, le organizzazioni sindacali sono state convocate dall’azienda: un incontro all’esito del quale hanno diramato, nelle scorse ore, due note di dissenso, in cui chiedono l’intervento della nuova amministrazione comunale targata Episcopo (il Comune di Foggia, infatti, è il proprietario unico della società in house).
“Il 25 ottobre scorso – scrive Faisa Cisal il cui segretario è Antonio Tuand – quest’organizzazione sindacale è stata convocata presso Ataf Spa per raggiungere un accordo riguardo l’organigramma aziendale–rinegoziazione accordo secondo livello, la definizione della vertenza in materia di retribuzione ferie ed infine un’informativa inerente l’attribuzione di parametri tramite conciliazioni. Quanto alla rinegoziazione dell’accordo di secondo livello e la retribuzione ferie l’azienda si è resa disponibile alla contrattazione; relativamente, invece, all’attribuzione di parametri l’azienda ci ha confermato la ferma volontà di dare immediato seguito alle progressioni parametrali senza tener conto delle eccezioni da noi sollevate. Ci preme sottolineare che quest’organizzazione sindacale si è vigorosamente opposta a tale modalità di attribuzione di parametri in quanto nettamente in conflitto con l’accordo di secondo livello in essere, ovvero il Regolamento avanzamenti e promozioni del 14 aprile 2014; con il Ccnl di categoria che regolamenta tali modalità di attribuzione; nonché con quanto disposto, in materia, dall’atto d’indirizzo (di maggio 2023, ndr) del Comune di Foggia per le società partecipate e che di seguito riportiamo testualmente: ‘In merito alle spese per il personale – queste le disposizioni dell’atto di indirizzo comunale - non adottare provvedimenti di aumenti di livello di inquadramento contrattuale del personale per lo svolgimento delle medesime funzioni o attività e non applicare incrementi retributivi non previsti o eccedenti i limiti del contratto collettivo applicato’".
"Si intende, peraltro – continua la Faisa Cisal - evidenziare la contraddizione e la disparità di trattamento dell’azienda verso i dipendenti, in quanto mentre per gli operatori d’esercizio l’azienda, per il rinnovo dell’accordo di secondo livello, si indirizza verso un contenimento dei costi, ad altre aree aziendali, invece, ‘regala’ parametri per non incorrere in eventuali vertenze. Riteniamo allora – chiosa il sindacato autonomo - che ogni valutazione di merito riguardo a quanto riportato nella presente informativa, a pochi giorni dall’insediamento a Palazzo di Città della nuova amministrazione, spetti al neo Sindaco ed al nuovo consiglio comunale. Pertanto, la Faisa Cisal chiede al commissario prefettizio di congelare le misure inerenti alle conciliazioni per le attribuzioni parametrali a cui Ataf vuole immediatamente dare corso, al fine di poter ottenere una legittima valutazione di merito dall’organo preposto: il consiglio comunale”. Anche Filt Cgil, UIltrasporti e Confail si sono scagliate contro le politiche in materia praticate dai vertici Ataf, scrivendo congiuntamente quanto segue: “Con riferimento all'esito della riunione avuta con i vertici aziendali, riteniamo estremamente negativa l’annunciata volontà della dirigenza Ataf di procedere in maniera unilaterale sull’adozione del nuovo organigramma aziendale che comporterebbe importanti ricadute sui lavoratori in termini di inquadramento professionale ed economico. Pare alle scriventi che l’organigramma proposto sia il frutto di conciliazioni in sede sindacale che l’azienda ha comunicato di voler effettuare con dei lavoratori, nonostante i ricorsi in tribunale abbiano avuto esito favorevole per l’azienda, anziché esigenza di una più confacente e funzionale organizzazione di lavoro aziendale, peraltro bypassando il Regolamento di avanzamento e promozioni vigente in azienda. Non è tanto meno da sottovalutare la disdetta dell’accordo di secondo livello al momento in proroga al prossimo 31 dicembre, la quale decurterebbe gli stipendi dei dipendenti mediamente di 300 euro mensili, in quanto dichiarato economicamente insostenibile dall’azienda, salvo poi aumentare la spesa in altri settori aziendali senza un confronto di merito sul reale fabbisogno di tale impegno economico. Riteniamo – proseguono i sindacati - che, in relazione all’importanza degli argomenti trattati, sia necessario che il confronto prosegua con il coinvolgimento della nuova amministrazione comunale di Foggia quale socio unico di maggioranza e quindi proprietario assoluto di Ataf Spa. Invitiamo, pertanto, l’azienda Ataf, che ci legge per conoscenza, a non procedere in scelte e decisioni unilaterali che paleserebbero un evidente atteggiamento antisindacale e nel contempo chiediamo alla proprietà di Ataf di attivarsi immediatamente verso i vertici aziendali per bloccare qualunque iniziativa unilaterale. In attesa di una convocazione sul tavolo istituzionale per un confronto di merito”. Ieri l’Attacco ha acquisito ulteriori dettagli sulla vicenda da una fonte sindacale della municipalizzata del trasporto pubblico locale. “Gli unici due sindacati interni ad Ataf – rivela il sindacalista - che non si sono opposti alla volontà dei vertici aziendali di dar corso a simili conciliazioni sono Cisl e Ugl. Ciò perché i due rispettivi segretari ne sono direttamente interessati. Il segreatrio Ugl, infatti, attualmente parametro 175, aveva promosso una causa contro Ataf per vedersi riconoscere il parametro 193: causa persa in primo grado dal lavoratore. Nonostante ciò l’azienda gli sta per attribuire il parametro 205, addirittura superiore a quello richiesto in sede giudiziaria dal dipendente in questione. Stesso dicasi – prosegue la fonte - per il segretario della Cisl: non ha promosso alcuna vertenza ma anche per lui si profila un notevole salto economico-professionale in avanti. Il tutto in conflitto con l’atto di indirizzo comunale che vieta progressioni parametrali e aumenti retributivi. In sostanza, una situazione paradossale”, chiosa sul punto la fonte.
Infine, sull’altra questione in ballo, ovvero la ridefinizione del vigente accordo di secondo livello (siglato ormai quasi 6 anni fa), il sindacalista Ataf afferma: “I vertici aziendali stanno facendo leva sulla decadenza al 31 dicembre ‘23 di quest’accordo: se così fosse, in assenza di un nuovo accordo di secondo livello, il quadro salariale dei lavoratori resterebbe trattato solo dal Ccnl, il che sarebbe una sciagura economica per i dipendenti Ataf. L’azienda – prosegue - si è detta disponibile alla rinegoziazione, ma è come se si usasse tale scadenza a mo’ di minaccia: se, cioè, all’interno della rinegoziazione i sindacati non trovano l’accordo su un principio i vertici della municipalizzata non perdono occasione per sventolare la scadenza della proroga quale strumento per intimidire la controparte e orientarla ad appiattirsi sulle volontà aziendali”.
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