Foggia, l’Altamura-da Vinci cade a pezzi e dalla Provincia solo silenzi. Palmisano: “Grave situazione”

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Nonostante sia una delle scuole più antiche d’Italia, nonostante sia uno degli istituti più prestigiosi e grandi del Mezzogiorno, nonostante abbia festeggiato 150 anni di storia e nonostante stia forgiando veri e propri professionisti che vanno a rimpolpare le aziende del territorio, l’Altamura-da Vinci viene ancora oggi poco considerata dalle stesse istituzioni che invece se ne dovrebbero prendere cura. Proprio così, perché seppur la scuola offra oggi laboratori storici, strutture imponenti che hanno attraversato decenni di storia foggiana si ritrova oggi a fare i conti con un menefreghismo imperante perdendo pezzi importanti. Inutile girarci intorno, l’Istituto sta cadendo a pezzi: diverse classi, laboratori e auditorium sono ancora oggi inagibili nonostante le continue e ripetute segnalazioni fatte all’Ente Provincia – che gestisce le scuole secondarie di secondo grado. Insomma un grido di allarme a cui qualcuno, da Palazzo Dogana, fa orecchie da mercante.

“Al primo piano abbiamo l’aula 21 diventata inagibile – spiegano dalla scuola – eppure avevamo sistemato la classe con tutte le moderne attrezzature e la speranza di vedere quello spazio di nuovo fruibile ai nostri studenti. Ma così non è stato. A distanza di oltre un anno tutto è rimasto così com’è. E non finisce qui: anche i laboratori di Tecnologia Meccanica e di Automazione riversano in condizioni non idonee. Come lo stesso laboratorio di TDP - Tecnologia, disegno e progettazione - oggi poco utilizzato a causa di un riscaldamento che non funziona. D’inverno in queste stanze fa un freddo terribile”. Affisso sulla porta d’ingresso un foglio di orario con sole tre ore settimanali. “Le abbiamo dovute ridurre ai minimi termini – riferiscono dall’Altamura – sole sei ore per le terze. È un anno che andiamo avanti così. Poi c’è l’auditorium: in quello dell’Altamura è caduto un pezzo di tetto e l’abbiamo dovuto rendere inagibile. Per mancanza di manutenzione i pluviali si sono riempiti d’acqua che infiltrata ha causato il cedimento del contro-soffitto. Bastava una normale pulizia per evitare il peggio e spese maggiorate. L’auditorium del da Vinci, sito invece su via Imperiale, è una struttura fantastica che presenta oggi 350 posti. Ma è fermo da circa 12 anni. Dopo alcune operazioni di messa in sicurezza e la realizzazione di alcune sue parti, non è poi stato completato. Avevano rifatto la copertura bonificandola dall’amianto – precisano – poi per mancanza di fondi non hanno portato a termine tutto il resto”.

E girando per gli enormi spazi della scuola, ricordiamo che il plesso dell’Altamura è molto grande a livello perimetrale, è stato possibile incontrare alcune docenti che svolgevano lezioni negli stessi laboratori, vicino ai macchinari. Alcuni di questi infatti, essendo imponenti e cementificati, non possono essere spostati in altre aule. “Non possiamo continuare a fare lezione in questo modo – denunciano le insegnanti – le stanze sono molto grandi, spesso fredde ed hanno un’acustica con rimbombo delle voci. Poi non hanno finestre ma solo lucernai. Per quanto ancora dobbiamo continuare così?”

Incontrato il dirigente ha poi aggiunto: “Parliamo di una scuola enorme costruita da vari corpi che nel tempo si sono ingranditi - dice Pasquale Palmisano – è costituita da laboratori, officine, veri e propri spazi enormi. Da qui l’importanza di una manutenzione costante. Spesso ci si dimentica che i nostri ragazzi, una volta diplomati, vanno ad arricchire il territorio di Foggia. Penso all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, all’Alenia, alla Leonardo, a Ferrovia dello Stato, Rosso Gargano e tante altre. Noi formiamo i tecnici che devono uscire da scuola preparati come si deve. Ma per farlo necessitano di laboratori efficienti e spazi adeguati, non di tetti che filtrano pioggia e spazi abbandonati. È una situazione ormai cronica – aggiunge Palmisano. Questo perché vige il concetto che tutte le scuole sono uguali ed hanno bisogno di risorse. Per carità, una cosa vera. Ma non possiamo dividere le risorse in parti uguali fra disuguali. Don Milani diceva che le “risorse vanno ripartire in base alle esigenze di una scuola”. L’Altamura non può essere considerata come un Liceo che non ha i nostri spazi. Qui abbiamo 35 laboratori, macchine enormi che necessitano di una ristrutturazione. Cosa si aspetta ancora? Abbiamo provato ad interloquire con la Provincia. Ma gli interventi posti in essere non sono sufficienti a fare andare avanti una scuola di questo genere - conclude – l’Ente Provincia e la politica tutta devono rendersi conto di cosa c’è in questa scuola e di cosa significhi per il territorio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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