Dovrebbero svolgersi il 12 dicembre prossimo le elezioni in Camera di commercio, a Foggia, per il rinnovo del consiglio. Che l’atmosfera sia tesissima da tempo l’Attacco lo ha raccontato dettagliatamente, svelando anche come si sia da ultimo arrivati alle dimissioni di tre componenti di peso della giunta del presidente uscente Damiano Gelsomino: Nicola Biscotti (presidente Anav, l’associazione del trasporti di passeggeri con autobus di Confindustria), il vicepresidente Filippo Schiavone (numero uno provinciale di Confagricoltura) e Alessia Di Franza (direttrice di Confartigianato). Adesso il sipontino parla di “battaglie sconvenienti e di bassa lega finalizzate a chissà cosa”, alludendo all’ampio fronte che da mesi si oppone alla ipotesi di un suo secondo mandato.
Tanto da aver sottoscritto un accordo pre-elettorale: ci sono in primis le cinque organizzazioni agricole (Coldiretti, Confagricoltura, Cia Agricoltori Capitanata, Confcooperative e Copagri), poi Confartigianato, Confindustria, le associazioni dei consumatori. Stando ai beninformati, inizialmente qualcuno aveva pensato si potesse puntare sulla candidatura del giovane Schiavone ma non è stata trovata l’intesa con le altre agricole. Si è deciso così, come spiegato su queste colonne ormai da molti mesi, di convergere sull’imprenditore Giorgio Mercuri, espressione di Confcooperative. Un fronte fortissimo e compatto, rispetto al quale le chance di riconferma di Gelsomino apparivano scarse. E’ per questo motivo che, sempre a detta di fonti interne, è stata la stessa Confcommercio di Gelsomino – che è l’organizzazione più forte in CCIAA, a capire già un mese fa che serviva trovare una strada diversa. Da questa discussione e decisione interna è scaturito il ritiro dell’uscente. Più che di passo indietro del sipontino, dunque, si dovrebbe parlare di come l’associazione di via Miranda abbia fatto scendere in campo il proprio attuale numero uno Antonio Metauro, che prese il posto di Gelsomino un anno fa nell’ambito di un’altra roventissima guerra di potere.
Metauro ha incontrato prima Confartigianato (Di Franza) e poi Confindustria (Zanasi) sostenendo di volersi proporre solo a condizione di rappresentare l’unico candidato. Confronti finiti malamente, tant’è che adesso si profilano due ipotesi: la prima è quella di uno scontro tra Metauro e Mercuri; la seconda quella (al momento improbabile) di individuazione di colui che potrebbe mettere d’accordo tutte le parti, dunque Confcommercio e il fronte avverso. C’è chi teme che, intanto, il voto possa slittare di altri mesi (tre, se non addirittura sei) visto che la verifica sul numero degli iscritti di ciascuna organizzazione non è terminato da parte degli uffici camerali guidati dalla segretaria generale Lorella Palladino. L’analisi avrebbe riguardato, dicono alcuni, Confindustria, Confartigianato e le associazioni agricole ma non ancora Confcommercio.
Nel frattempo, le dichiarazioni rese da Gelsomino hanno fatto inalberare tanti per i toni usati. Chi sta cercando di ricomporre la situazione e cercare di capire se sia possibile trovare un candidato unitario è l’ingegnere Eliseo Zanasi, presidente di Confindustria.
“Sto leggendo in questi giorni sulla stampa delle dichiarazioni a proposito del futuro presidente della Camera di commercio di Foggia che a mio avviso sono molto fuorvianti, quasi come ci fossero due schieramenti l’un contro l’altro armati”, afferma Zanasi a l’Attacco. “Ma non è così. Purtroppo la dialettica di confronto tra le varie associazioni di categoria, e non solo, si è impoverita di contenuti e si è passati al solo chiacchiericcio - e mi fermo qui senza aggiungere altro – un chiacchiericcio che non si svolge nelle sedi deputate. Questa mia considerazione non certo esclude qualcuno. Sicuramente sarà anche l’effetto dei social che limitano il confronto diretto riportandolo al mero racconto o alla sola immagine. E tutto questo sicuramente nuoce alla credibilità degli stessi rappresentanti del prossimo consiglio camerale che si vogliono proporre a ruoli di vertice”, continua il numero uno assindustriale.
“In primis, mi permetto di evidenziare che il rappresentante di una organizzazione facente parte della CCIAA, che è un organismo plurimo, per poter essere indicato alla presidenza di un ente come la Camera di commercio, dovrà essere proposto per indiscussa competenza, capacità propositiva, progettualità sugli asset di sviluppo del territorio e non già diversamente. Noi come Confindustria auspichiamo che il futuro presidente dell’ente camerale possa essere individuato nel mondo delle attuali rappresentanze agricole presenti in CCIAA, non in contrapposizione ad altre organizzazioni, che a mio avviso dovrebbero invece convergere unitariamente su tale ipotesi, anche perché le future progettualità e provvidenze – siano regionali, nazionali o europee - specialmente quelle volte alla innovazione, alla digitalizzazione e alla transizione energetica, saranno per buona parte ad appannaggio del settore agricolo, che a sua volta potrà fare da volano e cinghia di trasmissione per tutte le altre organizzazioni del nostro territorio, nessuna esclusa. Un sogno, il mio, di una notte di mezza estate? Possibile ma non certo auspicabile. Concludo affermando che, piuttosto che parlarsi attraverso la stampa, che in ogni caso svolge un ruolo basilare per assicurare la corretta e democratica informazione, e anziché mandare messaggi subliminali ai più incomprensibili, sarebbe ora che tutti i rappresentanti in pectore del futuro consiglio camerale si possano incontrare al più presto, non già con il manuale Cencelli per definire poltrone o altro ma piuttosto per riprendere la strada della vera unità su progettualità e programmi e decidere possibilmente, tutti insieme, chi potrà portarli avanti con l’ausilio degli organismi di governo, in primis la giunta, che dovrà avere, sempre a mio avviso, e per la prima volta, anche un rappresentante del mondo sindacale”, conclude Zanasi.
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