Carcere Foggia, fiducia dei sindacati per l’arrivo del nuovo comandante. Osapp: “E’ già una grande novità”

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Il carcere di Foggia ha finalmente un nuovo comandante di polizia penitenziaria in pianta stabile, già operativo da qualche giorno nell’istituto di pena di via delle Casermette e la cui nomina ora va a colmare un vulnus denunciato nel tempo, a più riprese, dalle sezioni territoriali dei sindacati di polizia penitenziaria. Si tratta del dirigente aggiunto Claudio Ronci, romano di 46 anni, laureato in Giurisprudenza e proveniente dal suo precedente incarico nel carcere di Rebibbia a Roma, dove ha guidato il corpo prima di giungere in servizio nel capoluogo dauno. Ronci ha accumulato esperienza anche nei penitenziari di Parma e di Paliano (in provincia di Frosinone).

Il suo ingresso nella casa circondariale di Foggia rappresenta allora, come l’Attacco ha avuto modo di sondare, una buona notizia per il mondo sindacale degli agenti di polizia penitenziaria, che da ormai lungo tempo segnala le gravi problematiche che affiggono il carcere dauno, che versa in una situazione considerata esplosiva, specie per le condizioni in cui sono costretti ad operare gli uomini in divisa, in perenne sotto organico nonché stressati da turni di lavoro sempre più asfissianti. Cosa che rappresenta indubbiamente uno dei primi problemi che l’azione di Ronci sarà chiamata ad affrontare nell’istituto di pena foggiano, dove il nuovo dirigente aggiunto avrà un compito particolarmente delicato in una struttura che in questi anni ha annoverato l’avvicendarsi di numerosi comandanti pro tempore.

Preoccupano anche i dati sulla popolazione carceraria all’interno delle strutture, dove i reclusi sono sistematicamente in numero doppio rispetto alla capienza per cui l’istituto è omologato. Un punto, questo, sottolineato, qualche giorno fa, anche dal consigliere regionale Joseph Splendido nella sua recente visita all’istituto di pena in via delle Casermette. “Nella struttura carceraria di Foggia – aveva ricordato il politico della Lega - la capienza massima è superiore del cento per cento rispetto al numero di detenuti che potrebbe contenere; se si riesce ancora ad arginare le difficoltà è solo grazie all’encomiabile lavoro del direttore del carcere Giulia Magliulo che, grazie alla sottoscrizione di un protocollo con la Asl, è riuscita ad azzerare i suicidi”.

Il carcere diretto da Magliulo, secondo i dati del Ministero aggiornati ad agosto, conta 251 agenti di polizia penitenziaria su 261 previsti. Ed ora sarà arricchito non solo dal nuovo apporto operativo garantito dal nuovo comandante “fisso” ma anche dalla presenza di un nuovo vicedirettore, lì dove in via delle Casermette è mancata sinora anche una simile figura. In tal funzione, infatti, è stato di recente assegnato al carcere di Foggia Michele De Nichilo, dirigente di prima nomina rinveniente dall’ultimo concorso statale (con relativo corso di formazione) per l’implementazione di nuovo personale all’interno delle carceri italiane.

Tornando a Ronci, il suo arrivo, come detto, è ben accolto dai sindacati di polizia penitenziaria. In particolare da parte dell’Osapp, tra le sigle più battagliere nel denunciare le gravi carenze organizzative e operative annoverate dal penitenziario del capoluogo dauno. Per il quale proprio l’Osapp, tra le altre cose, ribadiva da mesi la necessità di un comandante in pianta stabile, la cui assenza ha lasciato per lungo tempo tutti i grattacapi del carcere di Foggia nelle mani della sua direttrice.

“Il nuovo comandante Ronci – commenta ora a l’Attacco l’ispettore di polizia penitenziaria nonché segretario provinciale dell’Osapp, Agostino Navazio – così come il nuovo vicedirettore De Nichilo sono figure essenziali per il carcere di Foggia: la loro funzione andrà a colmare importanti e persistenti vulnus finora presenti. In particolare  - prosegue Navazio -, il comandante è il responsabile dell’area sicurezza dell’istituto ed è il più alto in grado dopo i vertici direzionali, nella cui eventuale assenza è proprio lo stesso comandante a dover prendere in mano le redini del penitenziario. Auspichiamo, inoltre, che Ronci possa rivestire anche un’altra importante funzione per il carcere dauno, ovvero contribuire a dar voce alle emergenze tuttora presenti in via delle Casermette. Siamo fiduciosi nell’apporto che potrà garantire – analizza il referente territoriale dell’Osapp -. Sappiamo che ha maturato esperienza in diverse carceri italiane, tra le altre quelle di Parma, Firenze, e, non ultimo, a Rebibbia, penitenziario di certo non facile da gestire anche se non raggiunge le criticità insite nel carcere di Foggia, dove si annoverano molte problematiche, con un personale ridotto allo stremo per i turni lunghi a cui si è sottoposti e le tante ‘malattie’ dei colleghi sia per le aggressioni fisiche subite dai detenuti sia per profondo stress psico-lavorativo. Una serie di problematiche serissime – prosegue Navazio -, che, per essere risolte, necessiterebbero dell’ingresso in via delle Casermette di nuovo personale giovane di polizia penitenziaria, lì dove a Foggia l’età media del corpo è di oltre 50 anni d’età. Le ultime assunzioni effettuate, infatti, non sono state sufficienti neppure a coprire il fisiologico turn over, ma va anche detto che questo governo sta mettendo mano alle assunzioni con diversi concorsi in partenza. La prospettiva – chiosa sul punto Navazio – dev’essere quella di incrementare il personale, a partire dai tagli che la famosa normativa Madìa impresse sul nostro corpo, con una riduzione delle piante organiche di polizia, e in particolare di polizia penitenziaria, di circa il 30 percento. All’epoca eravamo già in pochi, ma con quel taglio la situazione nelle carceri italiane (e pugliesi, ndr) è sprofondata: attualmente, dunque, il corpo nazionale di polizia penitenziaria arriva a contare neppure 36mila unità, su un fabbisogno che invece ne indicherebbe almeno 10mila in più”.

Ma ora, come detto, il sindacato ripone fiducia nel nuovo corso che Ronci potrà avviare nella casa circondariale di Foggia: “Potrà certamente dare nuovo impulso per una maggiore garanzia di sicurezza all’interno di un carcere – spiega il sindacalista ispettore di polizia penitenziaria - che fino ad oggi è stato un’isola a parte gestita dai detenuti a causa del grave sotto organico di personale che limita i controlli. Auspichiamo, dunque – conclude Navazio -, che il nuovo comandante riesca in primis a riunire, compattandolo, tutto il personale di polizia penitenziaria del carcere di Foggia, abbracciando così un compito non certo semplice, al fine di riuscire, almeno in parte, a ripristinare l’ordine e la sicurezza nell’istituto. L’insediamento di Ronci, in definitiva, è già una grande novità”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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