Foggia, con nuovo Piano sociale di Zona implementate azioni a sostegno degli homeless in periodo invernale

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A febbraio, al calar su Foggia di temperature artiche, l’Attacco, sollecitato da alcuni operatori del Terzo settore, tra cui i Fratelli della Stazione, aveva posto il tema dell’assenza di un Piano comunale per l’emergenza freddo che potesse fornire un più articolato sostegno ai senza fissa dimora del territorio nel periodo invernale. La dirigente alle Politiche sociali, Sara Croce, allora da poco insediatasi (quando il Comune di Foggia era ancora in fase di gestione commissariale) si era detta disponibile a recepire l’istanza nel nuovo Piano sociale di Zona, successivamente redatto. E in effetti così è stato, tanto che per quest’inverno, ormai entrato nel vivo, sono state previste specifiche azioni - già avviate dal Pronto intervento sociale (Pis) municipale, coordinato da Domenico La Marca - a tutela degli homeless in emergenza freddo.

E cioè un’unità mobile di raccolta e distribuzione di coperte in giro per la città; l’aumento della capienza per la prima accoglienza erogata dal Pis, specie per ciò che riguarda il dormitorio femminile e i casi ritenuti più particolari (si è passati dai 5 posti letto disponibili fino a pochi mesi fa ai 15 attuali, mentre restano sempre 11 i posti a disposizione nel dormitorio maschile); una Centrale operativa municipale rimasta attiva per diverso tempo (e chiusa il 30 novembre scorso in quanto legata a finanziamenti ministeriali per progettualità andate a scadenza),consistente in uno spazio di socialità diurna e inclusiva che ha permesso agli ospiti del Pis di non restare a zonzo tutto il giorno ma, al contrario, di praticare - seguiti da un’equipe multidisciplinare di assistenti sociali, mediatori culturali, animatori sociali, operatori d’accoglienza – laboratori e attività edificanti in sinergia con alcune realtà del territorio, come Scatto Matto che ha tenuto un corso di fotografia da cui è scaturita una bella mostra attualmente in corso; Solidaunia con i laboratori sulla salute; la Federazione nazionale Dama per avviare gli ospiti del Pis al gioco da scacchiera praticandolo ogni martedì.

Tutto questo senza contare l’importante sostegno della rete del Terzo settore foggiano, già strutturatasi sull’emergenza freddo a partire dallo scorso anno e composta da realtà quali la Parrocchia Gesù e Maria, la Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus con il suo co-housing sociale, la Caritas, la Parrocchia dell’Immacolata: una rete che eroga seconda accoglienza (oltre che pasti caldi) ai fragili permettendo al Pronto intervento sociale del Comune di Foggia di liberare più posti letto per rispondere, seppur ancora parzialmente, alle tante emergenze che di volta in volta si presentano sul territorio, specie, come detto, nel periodo invernale.

“Merito dell’azione amministrativa impressa dalla dirigente Croce, che a partire dal suo insediamento è riuscita ristabilire con il territorio un ponte che precedentemente si era perso - commenta sul punto il coordinatore del Pis -. Grazie all’implementazione delle unità di prima accoglienza temporanea nei dormitori comunali quest’anno abbiamo potuto ospitare persone e nuclei familiari in emergenza cui l’anno scorso non avremmo potuto dare risposta, come, ad esempio, la donna ucraina per strada con 4 figli, che abbiamo accolto qualche giorno fa; un signore in attesa di essere inserito in una Rsa; e, tra gli altri, una famiglia un po’ particolare, segnalataci dai Servizi sociali comunali, che viveva in casa propria in mezzo a cumuli di rifiuti”.

Ma, certamente, in una città dai mille problemi, non ultimo sul versante povertà estrema, non è tutto oro ciò che luccica. “Il dato incontrovertibile che emerge dalle necessità restituiteci dal territorio - analizza il coordinatore del Pis - è che i posti letto per la prima accoglienza dei senza fissa dimora restano ancora insufficienti. Foggia, una città in cui approdano continuamente homeless, anche dal resto del sud Italia, nonostante le rinnovate azioni del Pis e la buona volontà del privato sociale ha bisogno di più posti letto per persone in emergenza, oltre che del sostegno di ancor più realtà afferenti alla rete territoriale del Terzo settore”. Nonostante tutto La Marca ripone grande fiducia nell’azione amministrativa che potrà imprimere la neo amministrazione Episcopo per implementare i servizi necessari, e parla di “tempo di primavera nonostante i giorni di freddo; c’è necessità, infatti, che la politica, tornata a gestire Palazzo di Città dia nuove risposte alle fragilità del territorio, perché c’è ancora tanto da fare”.

Resta infatti ancora da risolvere il grosso problema, segnalato ancora una volta dal coordinatore del Pis, dell’assenza di uno spazio d’accoglienza per i senza tetto dimessi dagli ospedali che non sanno dove trascorre la degenza. “Versante su cui il dormitorio del Pis – afferma La Marca – risulta insufficiente: c’è dunque bisogno, in questi casi, di una struttura socio-sanitaria che permetta a simili soggetti di riprendersi al meglio”; come pure appare auspicabile il prolungamento della bella esperienza della Centrale operativa, per la quale la Sindaca ha recentemente mostrato apertura in termini di continuità.

La buona notizia annunciata la settimana scorsa in un incontro a tema dalla responsabile dell’Ufficio di Piano dell’Ambito territoriale di Foggia, Maria Rosaria Bianchi, è che Palazzo di Città ha partecipato con successo ad un bando per riqualificare un immobile comunale da destinare - con tempi realizzativi previsti entro un anno - ad un nuovo e più capiente spazio di accoglienza per i senza fissa dimora.

Secondo La Marca, allora, “il sentiero per una vera inclusione, più strutturata e che non lavori esclusivamente sull’emergenza, è ormai tracciato: ora restano da fare la strada e l’autostrada”. E così la politica, anche per mezzo della neo assessora alle Politiche sociali Simona Mendolicchio, interpellata sul tema da l’Attacco, risponde quanto segue: “Mi sono da poco insediata e sono in fase di ricognizione con i miei uffici rispetto allo stato dell’arte delle diverse progettualità in atto. Per quanto possibile cercheremo di confermare e potenziare tutte le esperienze positive che hanno mostrato di saper dare risposte importanti alle fragilità del territorio, proprio come ha fatto il Pis. Provando inoltre a immaginare nuove offerte inclusive, anche in chiave occupazionale. Mi prodigherò per fare tutto ciò che si può fare per il bene della città: tutto quello che serve verrà portato avanti a denti stretti”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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