Una settimana fa, l’associazione foggiana Fratelli della stazione denunciava la morte di Modesto Montesano, un clochard piuttosto conosciuto in città. Sulla questione, a caldo, era intervenuta l’assessora alle politiche sociali del Comune di Foggia, Simona Mendolicchio. “Siamo molto dispiaciuti per quello che è successo al signor Modesto”, aveva detto l’assessora. “La sua morte, tuttavia, dolorosa e traumatica, non può essere imputabile a inadempienze dell’amministrazione comunale, o a carenze nella rete di supporto, che coinvolge numerosi operatori del terzo settore, in una città molto attenta ai bisogni e alle fragilità dei più bisognosi”, aveva aggiunto. “In queste prime settimane da assessora alle politiche sociali, sono tante le segnalazioni che ho ricevuto da parte dei cittadini, che ringrazio per la sensibilità, pronti a fornire i primi aiuti e interventi”, aveva proseguito Mendolicchio. “Il nostro obiettivo deve essere quello di scongiurare analoghe tragedie, con un’azione sinergica ancora più profonda ed efficace”, aveva concluso.
La morte di Modesto, in un primo momento, era stata attribuita alla sua vita di stenti, causata dallo sfratto dalla sua abitazione per mancati pagamenti e dall’assenza della sua famiglia. Tuttavia, dopo le prime notizie circolate sui giornali, è intervenuta sull’argomento sua nipote, tale Dina Russo, che ha scritto su Facebook: “Non scrivete stronzate”, rivolgendosi alla stampa. “Mio zio non ha perso la sua casa perché non pagava, ma perché è stato buttato fuori. Sono sua nipote e conosco bene la sua storia”. Contattata telefonicamente dal quotidiano l’Attacco, però, Dina Russo si è rifiutata di rilasciare qualsiasi genere di dichiarazione, e non ha voluto esternare la propria versione dei fatti.
La settimana successiva al tragico evento, poi, è arrivato un comunicato dell’assessora Mendolicchio, relativo al numero verde di assistenza per i senza fissa dimora.
“La rete solidale per aiutare persone meno fortunate nella nostra città, con l’inverno ormai entrato nel vivo, è sempre operativa per garantire pasti caldi, assistenza e una sistemazione per sottrarsi dal freddo pungente”, si legge nel comunicato. “Sono diverse le strutture che l’amministrazione comunale ha prontamente allertato, e ringrazio gli operatori preposti e tutti quanti si stanno adoperando con discrezione, sensibilità e attenzione per aumentare la quantità e qualità delle soluzioni prospettate. Il numero verde del Pronto Intervento Sociale per accedere ai servizi indicati di primo e immediato aiuto, o per segnalare situazioni delicate e per permetterci di raggiungere ulteriori persone in difficoltà è 800942245. Auspico quindi un’ulteriore partecipazione attiva da parte della cittadinanza per offrire ad altre persone senza fissa dimora non ancora prese in carico la possibilità di superare questo periodo senza complicazioni di sorta”.
Contattata nuovamente dal quotidiano l’Attacco, a una settimana dalla scomparsa di Modesto, per capire se ci fosse stata un’evoluzione in merito alla vicenda e, alla luce del comunicato diffuso a mezzo stampa, sulla situazione dei senza fissa dimora foggiani, l’assessora Mendolicchio ha ribadito quanto spiegato pochi giorni prima. “Foggia, a dire il vero, non vive una condizione di particolare necessità da questo punto di vista”, ha detto l’assessora.
“I senza fissa dimora ci sono, certo. È un problema reale, che va affrontato. Tuttavia, il servizio di pronto intervento sociale predisposto dall’amministrazione comunale riesce a coprire bene le esigenze del territorio. Casi come quello della settimana scorsa, per fortuna, sono episodi isolati, che vanno evitati e che si possono evitare, collaborando attivamente con i servizi che mettiamo regolarmente in campo. Faremo, lo assicuro, tutto quanto in nostro potere, in collaborazione con enti e associazioni deputate, per evitare situazioni come quella della settimana scorsa avvenuta al signor Modesto”.
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