Nuovo arcivescovo Foggia-Bovino Giorgio Ferretti: “Voglio conoscere questa città e migliorarla con voi”

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Il nuovo arcivescovo dell’arcidiocesi Foggia-Bovino, Giorgio Ferretti, ha iniziato ufficialmente il suo Ministero Pastorale, tenendo la prima celebrazione presso la Fiera di Foggia, in presenza di centinaia di fedeli. “È con gioia ed emozione che presiedo questa liturgia eucaristica”, ha detto. “La prima come arcivescovo di questa chiesa, che diventa da oggi la mia nuova casa e la mia nuova famiglia”, ha aggiunto. “Grazie per la vostra accoglienza e la comunione che sento già da questo momento. Ringrazio tutti i vescovi presenti, a partire dal carissimo arcivescovo Vincenzo Pelvi, che mi ha accolto con affetto. Sono entrato tra voi attraverso la porta degli ospedali Riuniti. Sempre dobbiamo ricordare e stare vicino ai malati, e pregare per loro. L’ingresso di un vescovo nella diocesi richiama il segno di una porta che si apre e di una comunità che accoglie. Vi ringrazio se mi accoglierete, e vi chiedo semplicemente di cominciare a camminare insieme”, ha continuato. “Fratelli e sorelle, sentiamo la chiesa come la nostra casa, non dove fare da padroni, ma dove trovare ristoro per le nostre anime. La casa dei nostri sogni, dei nostri affetti, perché casa di fede e di comunione”, ha proseguito Ferretti. 

“Nella domenica, ogni domenica riscopriamo il valore di questa casa in cui incontrare il Signore nella sua parola, nell’eucarestia che ci unisce ai fratelli e alle sorelle, nella comunità. La porta della chiesa, della casa, come ci chiede Papa Francesco, non deve mai essere chiusa. Chi vuole, entri e sia accolto. Chi cerca, entri e trovi ascolto. Qui ai peccatori sono rimessi i peccati, e chiunque chiede può ricevere benedizione e misericordia”, ha detto l’arcivescovo. 

“Chi vuole pregare con noi, sia benvenuto. Siamo accoglienti, fratelli e sorelle. C’è una domanda che sale dagli uomini e dalle donne di oggi, anche dai più giovani”, ha ricordato. “Quella di trovare un maestro. È raro, infatti, incontrare oggi maestri di vita, è difficile trovare chi ti vuole bene davvero. È sempre più frequente, invece, sentirsi sradicati e senza famiglia. Le nostre stesse città sembrano ormai costruite per rendere difficile una vita solidale e comunitaria. Il denaro è signore. La mentalità del benessere individuale, talvolta l’interesse, ci tirano tutti in basso, ci lasciano soli, in rivalità l’uno contro l’altro. C’è assenza di padri, di madri, di maestri, di punti di riferimento, di modelli di vita”, ha rimarcato Ferretti. 

“Da chi recarsi per apprendere a vivere? Chi può indicarci, con le parole e soprattutto con l’esempio, ciò per cui vale la pena vivere?”, si è domandato l’arcivescovo. “Ciascuno ha bisogno di aiuto. Anche io, come tutti, sono stato invitato, anche a me è stato indicato dove dimora il Signore. Fin dalla giovinezza, nella comunità di Sant’Egidio ho trovato una casa bella e accogliente, dove ho appreso a conoscere il Maestro, a riconoscerlo nei poveri”, ha proseguito. “Saluto con affetto e ringrazio per la loro presenza il professore Andrea Riccardi, fondatore della comunità, e il suo presidente, il professore Marco Impagliazzo, nonché le delegazioni della comunità di Sant’Egidio presenti qui oggi. Nella comunità mi è stata spiegata la parola, e ho imparato ad amare la chiesa, ad abbandonare la solitudine, e ad amare sopra ogni cosa la casa dove il Maestro abita. In Mozambico, il mio orizzonte e il mio cuore si sono allargati come non avrei mai creduto”, ha sottolineato Ferretti. 

“Quanti poveri, quanti amici ho incontrato. E oggi anche io vengo a Foggia. Vedo i vostri volti di gente da generazioni in queste terre, ma anche volti di nuovi italiani che fanno parte integrante di questo popolo. Porto con me l’esperienza di una vita in missione. Vi saluto tutti e vi ringrazio per la vostra presenza, a partire dal vicario generale don Filippo Tardio, e con lui i tanti che hanno lavorato molto per preparare questo giorno. Ho un grande desiderio di conoscere tutti voi, diventare vostro amico, imparare, capire questa terra. Ascoltare significa entrare a far parte di questa comunità. Non ho un programma da proporvi”, ha chiosato Ferretti. 

“Ho da proporvi semplicemente di seguire insieme Gesù e il suo vangelo. Lì c’è già tutto. È un grandioso programma. Insieme possiamo fare molto, costruire, cambiare molto. Perché una terra è fatta bella dalle donne e dagli uomini che la abitano , dai cristiani che, come il sale della terra, la migliorano. Insieme possiamo amare i più fragili, accogliere chi cerca una casa, una terra di speranza, mostrare la bellezza della carità cristiana. In particolare, saluto e ringrazio le due sindache di Foggia e Bovino, che mi hanno accompagnato oggi in questo viaggio. Con le autorità civili, saluto le autorità militari e la polizia, e assicuro loro di compromettermi nella mia umile responsabilità alla collaborazione e al dialogo per una terra giusta e accogliente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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