110 docenti stanno con Rago: “La nostra scuola non è il Far West, né il suo capo d’istituto è uno sceriffo”

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Lunedì sera, presso l’istituto scolastico Parisi-De Sanctis di Foggia, si è tenuto un collegio docenti straordinario, indetto per discutere della faccenda relativa alle accuse raccolte dal quotidiano l’Attacco, provenienti da fonti vicine alla scuola, e indirizzate alla dirigenza, riguardanti presunte irregolarità e inadempienze nella gestione dell’ente formativo, che si sarebbero inevitabilmente ripercosse sulla serenità del contesto didattico. All’assise, in qualità di assessore del Comune di Foggia, ha preso parte anche Domenico Di Molfetta, che ha rivolto al personale scolastico piena solidarietà a nome dell’amministrazione comunale. “Con la trasmissione del presente documento, il collegio intende ristabilire l’ordine fattuale degli avvenimenti”, si legge nel comunicato prodotto e sottoscritto da 110 docenti dell’istituto.

“Non c’è stata la minima preoccupazione da parte dell’articolista di verificare l’attendibilità di tali, deliranti, fonti”, prosegue la nota. “Anzi, si è screditata la documentata e ultradecennale professionalità del dirigente e del suo impegno nei confronti della comunità scolastica”. A onor del vero, dopo aver raccolto le dichiarazioni delle fonti, l’Attacco si è premurato di contattare il dirigente scolastico per una smentita, ricevendo in risposta testuali parole: “La questione non vi riguarda, non ho nulla da dichiarare”.

Il documento continua: “Gli stessi docenti sono stati travolti da fantasiose accuse, insinuando in alcuni di loro la messa in atto di comportamenti agli antipodi di quelli che invece vengono esercitati quotidianamente con indiscussa dedizione e amorevolezza verso gli studenti e i colleghi”. In realtà, l’accusa delle fonti era rivolta a ben definite personalità operanti nel contesto dell’istituto, che si è preferito non nominare esplicitamente per evitare di lederne la reputazione. “L’articolo sporca con un’indimostrata valanga di fango e calunnie la trasparente realtà scolastica della Parisi-De Sanctis, attraverso narrazioni confuse e contraddittorie, frutto della farneticazione di fonti che, molto probabilmente, hanno sbagliato scuola, abbagliate dalle lusinghe e dalle compiacenze di effimere visibilità e scorciatoie mediatiche”, continua la lettera.

Pare persino ovvio che una pronta smentita dei diretti interessati, tempestivamente contattati per delle spiegazioni, avrebbe sicuramente contribuito a rendere meno confusionaria la narrazione dei fatti. “Il documento è orgogliosamente condiviso e firmato da 110 docenti, che non si mascherano nella viltà dell’anonimato, ma che ci mettono la faccia, con tanto di nome e cognome”, ricordano i firmatari, dimenticando allo stesso tempo il dovere deontologico di chi redige un articolo di salvaguardare le fonti qualora queste ultime dovessero esprimere il desiderio di rimanere anonime. “Tutti sono disponibili ad essere contattati personalmente per avere delucidazioni, vivamente rammaricati di deludere l’articolista, allorquando egli stesso si renderà conto di avere a che fare con una realtà scolastica serena, collaborativa e premurosa nei confronti degli alunni e delle loro famiglie, nonché di un dirigente sempre disponibile all’ascolto e al dialogo, professionalmente irreprensibile, e sempre all’altezza del suo ruolo istituzionale, stimato da tutto il personale e dall’intera comunità cittadina”.

Paventata disponibilità che è evidentemente venuta a mancare nel momento più opportuno, ovvero quello dell’immediata smentita. “La stessa presidente del consiglio d’istituto, Ilaria La Gatta, rabbrividita dalla gogna mediatica cui incolpevolmente è stata coinvolta la scuola, fa fatica a credere che tante maldicenze siano state esternate così spudoratamente, e che il giornalista possa avere dato credito e rese pubbliche menzogne che screditano il dirigente, il corpo docenti e tutto il personale scolastico”, si legge ancora. “Per non parlare di foto rubate, totalmente decontestualizzate e pertanto lesive anch’esse dell’immagine della scuola”. Va da sé, naturalmente, che le foto pubblicate da l’Attacco sono state opportunamente fornite dalle fonti del giornale come inconfutabile prova di quanto dichiarato.

“Sono state utilizzate espressioni che non hanno nulla a che vedere con la nostra realtà scolastica e che ci sdegnano, se non fosse, in aggiunta, che la loro carica diffamatoria travolge la nostra istituzione in un periodo dell’anno scolastico estremamente delicato, quello delle iscrizioni”. Secondo i firmatari, dunque, nelle intenzioni de l’Attacco non ci sarebbe la volontà di promuovere un confronto aperto su una tematica di pubblico interesse, ma quella di penalizzare l’istituto Parisi-De Sanctis nel momento più delicato dell’anno, quello delle iscrizioni. Poi, la precisazione: “La sanzione è stata inferiore alla metà di quella erroneamente riportata sul quotidiano”, con riferimento al passaggio in cui si cita la sospensione di 15 giorni inflitta a tre studenti dell’istituto.

Precisazione, anche questa, che sarebbe stato piuttosto semplice riportare al momento opportuno, sulla scorta di quanto anticipato in apertura di conversazione con il dirigente scolastico. Insomma, al netto della prevedibile e persino auspicata reazione del corpo docenti, rimane ciò che importa, ovvero un dato di fatto: 110 insegnati della Parisi-De Sanctis hanno aderito alla presa di posizione pubblica in difesa di Alfonso Rago e del suo operato. Numero di gran lunga superiore a quello che contraddistingue chi ha mosso le accuse. Si tratta, in definitiva, della prima, vera, e unica informazione fornita dal collegio che interessa realmente la collettività.

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