Alloggi ex Gozzini a Foggia: Valiante sfratta vedove, trasferiti e pensionati

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E’ arrivata anche a Roma, all’attenzione del Governo Meloni, la protesta di sindacati e famiglie per gli atti di diffida, messa in mora e intimazione al rilascio inviati dalla Prefettura di Foggia rispetto agli alloggi Gozzini, destinati alle forze di polizia. Si tratta degli alloggi di edilizia sovvenzionata di proprietà di Arca Capitanata, l’ex Iacp di via Caggese. E’ quanto è capitato, per fare un esempio tra tanti, ad una vedova, che lo scorso 17 gennaio si è vista notificare dalla polizia municipale il provvedimento del prefetto Maurizio Valiante, il quale ha ordinato – dopo la decadenza dal diritto all’occupazione dell’alloggio per la morte del congiunto – di sgomberare entro 15 giorni dalla consegna dell’atto. “Decorso inutilmente l’ulteriore termine di sette giorni da tale scadenza, si procederà al rilascio forzoso con l’ausilio della forza pubblica. In caso di inottemperanza si procederà alla denuncia all’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 650 del codice penale”, ha scritto Valiante. La decisione dell’Ufficio territoriale del Governo di Corso Garibaldi sta interessando dalla scorsa settimana trasferiti e vedove, poi toccherà ai pensionati, che a Foggia sarebbero circa 250-300.

Nei giorni scorsi la delicata questione è stata presa in carico anche dall’europarlamentare leghista Massimo Casanova, che ha promesso di interessarne il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini (fraterno amico), e dal meloniano foggiano Potito Peruggini, che si è recato nella Capitale per parlarne coi referenti dell’esecutivo nazionale. Lo scorso 13 gennaio la segreteria provinciale del SIULP (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia) ha scritto ad Arca Capitanata e, per conoscenza, al prefetto Valiante e al questore Ferdinando Rossi.

Volendo “fornire ogni utile indicazione ai propri associati circa la possibilità di poter accedere all’acquisto degli alloggi”, il segretario provinciale Michele Carota ha ricordato i termini della vicenda: “Arca nel 2020, al fine di alimentare un programma di alienazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica assegnati alle forze di polizia, interpellava formalmente gli aventi diritto a manifestare preventivamente la disponibilità all’acquisto di tali alloggi. Tale procedura riscuoteva un consistente numero di adesioni formalmente inoltrate per le quali si è in attesa di riscontri. Nel frattempo, numerosi fruitori dei predetti alloggi, transitati in regime di quiescenza o anche trasferiti, sono stati avvisati, seppur informalmente, di rilasciare gli alloggi a suo tempo assegnati. Questa organizzazione sindacale, pertanto, chiede se ci sono state evoluzioni circa la manifestata disponibilità di coloro che hanno riscontrato, ad Arca Capitanata, la propria volontà di voler aderire al programma di alienazione”.

Il segretario SIULP ha concluso la propria nota facendo presente che “il testo coordinato del decreto legge 132/2023 stabilisce il differimento fino al 31 dicembre 2024 dei contratti di locazione o di assegnazione delle unità immobiliari a uso abitativo rientranti nel programma straordinario di cui alla legge Gozzini”.

Chi si sta molto spendendo per tale causa è Lucio Marucci, originario di Ascoli Satriano, commissario di polizia in pensione, nonché presidente della associazione onlus Assegnatari alloggi legge (ex Gozzini) con sede a Foggia, tramite la quale rappresenta centinaia di occupanti degli immobili di tutta la Puglia.

“Per 30 anni ho lavorato a Foggia presso la Direzione anticrimine della Questura. Ho combattuto il terrorista, mi hanno sparato per tre volte”, racconta a l’Attacco. Lo scorso 20 gennaio ha scritto al ministro Salvini. “Il 26 ottobre 2023, in Senato, nella risposta al question time riguardante gli alloggi assegnati al personale delle forze di polizia, lei assicurava i presenti che era allo studio del Ministero una norma che avrebbe sanato le problematiche degli immobili di edilizia ERP”, ha sottolineato Marucci. “Nella città di Foggia, nonostante gli assegnatari degli alloggi avessero ricevuto da Arca Capitanata la richiesta di manifestare la disponibilità all’acquisto, il prefetto Valente ha inviato decine lettere agli occupanti degli immobili, lettere di diffida e messa in mora, avvisando che in caso di mancato rilascio entro 15 giorni dopo ulteriori 7 giorni si procederà con la forza pubblica al rilascio forzoso dell’alloggio”.

Anche Marucci ha fatto presente come il Governo, col dl di settembre scorso, abbia approvato la proroga degli sfratti degli alloggi ex Gozzini per tutto il 2024. “Signor ministro, non si comprende l’accanimento del prefetto nei confronti di pensionati e vedove. Eppure in città vi sono alloggi liberi e alcuni di questi sono occupati abusivamente da soggetti non aventi titolo. E’ lecito chiedersi se il prefetto sia soggetto alla legge come tutti i cittadini della Repubblica”, ha aggiunto il commissario di PS in pensione, rivolgendosi all’ex ministro dell’Interno. “Conoscendo la sua sensibilità in altre occasioni manifestate a favore delle forze di polizia, attendiamo fiduciosi di un suo intervento alfine di evitare gesti estremi e inconsulti da chi non sa in caso di sfratto dove allocare”. Marucci spiega che nel 1991 il legislatore previde la realizzazione di un programma straordinario di edilizia residenziale da concedere in locazione o in godimento ai dipendenti delle amministrazioni dello Stato quando è strettamente necessario alla lotta alla criminalità organizzata. “Dal 2006 nella città di Foggia e in provincia sono stati realizzati circa 479 immobili di edilizia sovvenzionata, occupati attualmente al 70% da pensionati e vedove di colleghi deceduti con età compresa tra i 65 e gli 80 anni. Diversi di questi sono affetti da gravi malattie invalidanti. Al prefetto la legge riconosce l’assegnazione e la disdetta in via amministrativa una volta cessato il servizio, mentre alle Arca (ex IACP) compete la gestione quale proprietaria degli immobili. Nel 2014, per far fronte alla carenza di alloggi, il Parlamento approvò la legge 80, riconoscendo all’ente proprietario, ovvero Arca, di trasferire la proprietà agli assegnatari. Infatti, il 1° agosto 2020 la Regione Puglia, nel recepire i dettami della legge, approvò la legge regionale 26, che consente alle ex IACP di procedere all’avvio delle procedure di alienazioni degli alloggi”, continua Marucci.

Quello che più amareggia sindacati e famiglie è che ci siano, al contempo, pregiudicati e criminali che “con violenza hanno occupato abusivamente gli immobili ERP di questa città e che indisturbati continuano ad occuparli senza pagare gli affitti”, mentre “gli occupanti degli alloggi ex Gozzini sono in possesso di un regolare contratto e in regola con i canoni”. “Molti di questi non hanno la possibilità economica di spendere 5.000 euro per un ricorso al TAR, specie le vedove che percepiscono una pensione di riversibilità e che vivono al margine della soglia di povertà”, conclude Marucci.

Un altro ex poliziotto foggiano rivela a l’Attacco casi singolari come quelli di assegnatari, appartenenti alle forze di polizia, trasferiti per poco tempo ed esposti al rischio di non avere più un alloggio libero per loro al rientro a Foggia, come pure esempi “di chi ha addirittura subaffittato l’appartamento”.

“Non contestiamo la legittimità del provvedimento, ma ci fa rabbia che dopo la proroga decisa dal Governo ci sia questo accanimento da parte del prefetto”, dice Marucci a l’Attacco.

“Ci sono vedove che non dispongono di più di 10mila euro l’anno e che, dopo aver perso il marito, perdono ora pure la casa, senza sapere dove andare. Ci sono persone fragili con età non inferiore ai 75 anni, con gravi problemi di salute. Questa associazione è pronta anche a scendere in piazza per difendere il diritto costituzionale ad avere una casa e di manifestare il proprio dissenso da provvedimenti che colpiscono le persone più fragili. Faremo ricorso al TAR, abbiamo già parlato della questione con l’avvocato Fasanella. Ad oggi credo siano una ventina gli atti arrivati dalla scorsa settimana. Ci chiediamo quale sia la necessità del prefetto, visto che ci sono case vuote in via Forcella e altre in via di costruzione. Alle spalle del centro commerciale Mongolfiera, in via Mandara, stanno finendo di realizzare 150 alloggi”, continua l’ex commissario.

“Perché il prefetto va avanti se esiste quel decreto legge e se il ministro Salvini, nel question time, dichiarò l’intenzione del Governo di sanare la situazione? Queste persone dove finiranno, in strada? Avevamo detto ad Arca di essere disposti ad acquistare gli alloggi, avendone la prelazione. Ho scritto a chiunque: non solo a Salvini, ma al Viminale, a svariati sottosegretari, al presidente del Senato La Russa. L’unica risposta è arrivata dal sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha detto di aver passato tutto al Ministero dell’Interno. So che Casanova ne ha parlato ieri (mercoledì, ndr) con Salvini. Io cercherò di affrontare l’argomento sabato a Foggia con la sottosegretaria Ferro, sarà presente al congresso di FdI. La mia è un’associazione apolitica, sia chiaro. Ma ho necessità di far arrivare al Governo la nostra protesta, perché è vergognoso quello che si sta verificando. Non possiamo esser trattati peggio dei malavitosi. Paghiamo l’affitto e ci viene ora detto dal prefetto che saremo denunciati in base all’articolo 650 del codice penale, che non rientra nella nostra fattispecie. Nel 2013, in via Colicchio, presso la superstrada per Candela, furono consegnati al Comune di Foggia 61 appartamenti Gozzini, molti dei quali – la maggior parte, secondo me – sono poi finiti in mano a pregiudicati. Tutti hanno diritto di riabilitarsi, è ovvio. Ma è inaccettabile vedere oggi che i vigili urbani vanno dalle vedove intimandole di sgomberare e minacciando l’uso della forza pubblica”.

L’ex assessore regionale Leo di Gioia nel 2020 presentò un emendamento in consiglio regionale per consentire il diritto di riscatto degli alloggi, previo accordo con le Arca. Fu fatto pensando che chi si era speso in funzioni importanti della sicurezza potesse avere un trattamento quanto meno equivalente a quello degli aventi diritto dell’emergenza abitativa. Evidentemente questo intervento legislativo su base regionale tendeva a colmare il vuoto lasciato in tal senso lasciato dalla legge nazionale. Il Governo nazionale non impugnò il provvedimento ma, d’altro canto, la Regione nell’ultimo quinquennio, non ha mai dato seguito.

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