Ladisa e mense scolastiche, scattano i controlli del Comune anche negli istituti scolastici di Foggia

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Si allunga ulteriormente la scia di reazioni alla nota del Policlinico Riuniti di Foggia con la quale è stata annunciata una sanzione a carico della Ladisa, la ditta che detiene la commessa del servizio ristorazione, dopo che in alcuni pasti sarebbero state rinvenute larve di mosca. Il colosso barese ha rigettato la ricostruzione dell’Azienda ospedaliera evidenziando il fatto che ogni sistema utile ad evitare quel tipo di situazione ed in generale per preservare la qualità dei cibi fosse adottato nella catena produttiva. Fatto sta che a seguito dei recenti avvenimenti sono stati avviati anche nelle scuole di Cerignola in cui il servizio è gestito dalla stessa ditta del Policlinico i controlli necessari per rilevare eventuali irregolarità. La richiesta delle opportune verifiche è partita dietro sollecito dei genitori dei bambini che quotidianamente consumano i pasti serviti a scuola. Da queste colonne era già stato lanciato, in tempi non sospetti, l’allarme da un genitore la cui figlia frequenta una scuola elementare di Foggia. L’uomo aveva raccontato che la bambina non era riuscita a mangiare una portata di pesce, servita a scuola.

“La mia bambina – aveva dichiarato a l’Attacco il padre – è abituata a mangiare tutto, ad assaggiare tutto e in linea di massima non è certamente schizzinosa. Il pesce lo mangia, preparato in molti modi. Io la conosco e se dice di non apprezzare un alimento lo fa solo dopo averlo assaggiato. Quindi se ha detto di non essere riuscita a mangiare il pesce della mensa scolastica perché era cattivo, io le credo”. La giovane studentessa frequenta la prima elementare presso il circolo didattico Manzoni di via Nannarone a Foggia. “Ecco perché chiedo alle autorità competenti di controllare che anche da noi tutto sia in regola, con i bambini non sono ammessi sbagli”, la richiesta del padre.

Ma quell’appello era rimasto inascoltato nonostante molti genitori abbiano condiviso le preoccupazioni dell’unica famiglia che ha esposto la questione e anche se Ladisa era in quel momento nell’occhio del ciclone a Bari, dove diversi genitori sollevarono un polverone per casi simili a quello di Foggia. A Bari sono scattati immediatamente i controlli (che non hanno accertato irregolarità) e il cambio del menu a scuola. A Foggia c’è voluto il caso delle larve in ospedale per smuovere un po’ le acque.

La questione è stata al centro di un incontro informale che l’assessore all’istruzione Domenico Di Molfetta ha avuto martedì con alcuni dirigenti scolastici e vari rappresentanti d’istituto. Al momento, una serie di accertamenti, come previsto dalla normativa, sono stati effettuati dalla Asl, fanno sapere da palazzo di città. La prossima settimana, invece, si riunirà formalmente la commissione mense scolastiche, organismo deputato a verificare gli standard del servizio offerto. La commissione, in via di completamento, è composta da un rappresentante per ogni istituto scolastico che usufruisce del servizio. 

“Obiettivo della commissione - ha affermato Di Molfetta -, al netto delle situazioni contingenti legate agli ultimi fatti di cronaca, è analizzare in ogni dettaglio la situazione generale del servizio per assicurare standard di sicurezza che tutelino la salute di bambini e studenti. La collaborazione degli istituti e delle rappresentanze scolastiche ci permetterà di individuare eventuali criticità e trovare rapide e sicure soluzioni”. L’incontro, trapela, è stata l’occasione per l’assessore al ramo per raccogliere tutte le perplessità delle famiglie rispetto all’operato di Ladisa per le quali si sarebbe detto pronto ad intervenire. Lo stesso avrebbe ammesso di essere già stato messo al corrente di alcune problematiche ma che di altre non ne sapeva nulla.

La commissione avrà il compito di fare una serie di valutazioni, riportate poi in verbali che verranno consegnati anche allo stesso assessore, sulla base dei quali potrebbero scattare dei provvedimenti.  Come è noto, a bandire la gara per il servizio per le scuole dell’infanzia e primarie, statali e comunali è stata la commissione straordinaria nel 2022, gara vinta da Ladisa, con contratto biennale. Totale della commessa che prevede la somministrazione di 280.500 pasti all’anno al costo di 4,08 euro l’uno: 2.411.715,20 euro comprensiva dell’Iva e degli oneri relativi alla sicurezza.

Per il prossimo anno scolastico quindi la nuova amministrazione comunale avrà il compito di bandire la gara e scegliere l’operatore economico. Trapela che sarebbe nelle intenzioni degli amministratori inserire nel capitolato una maggiore attenzione agli alimenti biologici e a chilometro zero. Fino ad allora sarebbe stato assicurato alle famiglie un controllo più serrato sia nelle scuole che sulla ditta appaltatrice, prevedendo anche la possibilità di incursioni a sorpresa per una vigilanza più efficace. Fiduciosi i genitori che auspicavano da tempo che si accendesse un riflettore sulla questione. “Un primo passo è stato fatto – il commento di alcuni di loro a l’Attacco -, speriamo che queste buone intenzioni non finiscano per restare solo sulla carta e si arrivi alla cosa che a noi preme di più: la garanzia di benessere e salute dei nostri figli”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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