Videosorveglianza a Foggia, gli emendamenti dell’opposizione e la bocciatura della maggioranza

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Tra i temi caldi che hanno animato la discussione del consiglio comunale fiume di giovedì pomeriggio – assise che, a testimonianza del buono stato di salute delle casse comunali, prossime all’uscita dal piano Salva Enti, ha approvato un bilancio triennale di previsione da 208 milioni di euro, ma non senza contestazioni dalle opposizioni, che lo hanno bollato come “un bilancio senz’anima, lontano dalle esigenze dei foggiani” (Di Mauro) e “inerziale, che tira a campare, recependo per intero, senza osare, quello di gestione commissariale” (Angiola) - al centro anche il nodo sulla videosorveglianza. Nodo caldo, per altri versi, perché tra i motivi che hanno portato allo scioglimento del Comune di Foggia per mafia, come raccontato dalla relazione della commissione di accesso agli atti che riportava il caso dell’ex consigliera meloniana Liliana Iadarola (all’epoca in maggioranza nel governo Landella), che, secondo gli atti prefettizi, aveva un compagno pregiudicato, Fabio Delli Carri, che provava ad orientare il suo dissenso su progetti amministrativi per l’implementazione della videosorveglianza. E ora, a distanza di qualche anno da quei fatti, il centrodestra risolleva il tema della sicurezza, durante l’approvazione del primo bilancio di previsione dell’era Episcopo. Lo fa con due emendamenti di natura economica a prima firma di Claudio Amorese (FdI), che, in aula, nel presentarlo, prova anche a rimarcare come il suo schieramento politico sia sempre stato coerente e compatto sull’argomento.

Emendamenti che verranno sottoscritti, oltre che dal centrodestra, anche dal consigliere di minoranza Nunzio Angiola e dal battitore libero di maggioranza Pasquale Cataneo (IdM). E che contemplano lo scostamento di piccole somme di bilancio - rispettivamente 90mila e 50mila euro dai capitoli Cultura (1,5 milioni assegnati) e indennità istituzionali da un lato, dall’altro Ambiente (quasi 4 milioni  svincolati per la tutela paesaggistica) - verso le esigue voci di spesa per la videosorveglianza (150mila euro la posta prevista dal bilancio approvato) nonché verso azioni di potenziamento per il patto urbano della sicurezza in essere tra Comune e Prefettura. Emendamenti, però, entrambi bocciati dall’aula a trazione campo largo. Esito che il centro destra definirà “gravissimo”.

Amorese li ha presentati al consiglio così: “Emendamenti su cui il collegio dei revisori ha dato parere favorevole. Non abbiamo fatto tante richieste perché siamo consapevoli che non si può stravolgere un bilancio d’emblée. Ma teniamo alla legalità, proprio come l’amministrazione. E a maggior ragione – ha proseguito - ci chiediamo perché investire 1,5 milioni di euro su attività culturali, certamente lodevolissime, quando la videosorveglianza in città ha priorità su tutto, e di ciò l’aula deve assumersi la responsabilità”. Sul punto è intervenuto anche l’assessore alla Legalità De Santis, che ha invocato il ritiro dell’emendamento: “Io non voglio 100mila euro, ne voglio 300mila. Ci sono in questo momento una serie di bandi che stiamo cercando di attivare”.

La maggioranza, infine, si è riservata di rinforzare le voci di bilancio, in sede di variazioni (la cui prima tornata potrebbe arrivare già entro l’estate), attraverso un percorso maggiormente condiviso. E, dopo la bocciatura di tre quarti delle diverse mozioni presentate dall’opposizione, il bilancio ‘24-‘26 passa con 20 voti favorevoli, Cataneo astenuto e 8 contrari.

Dal dibattito consiliare sulla videosorveglianza è nata una vera e propria disputa politica, al limite dell’ideologia, tre il consigliere Amorese e il consigliere di maggioranza Francesco Strippoli (M5S). Il pentastellato è stato chiamato in causa dal meloniano perché particolarmente attento alle sorti di rione Biccari, per Amorese tra i quartieri più a rischio sicurezza (specie in via La Torre) e che perciò necessiterebbe di interventi di videosorveglianza. “In queste settimane – ha spiegato in aula Amorese - stiamo attenzionando molte zone della città a rischio, come il rione Biccari, di cui mi sto occupando personalmente e dove la videosorveglianza serve, così come può servire ai residenti del quartiere Ferrovia e a tutte le aree urbane sensibili che insieme alla Prefettura si riterrà opportuno evidenziare. Ma la priorità dell’amministrazione – l’affondo di Amorese -, sono le feste e non la sicurezza dei cittadini, al netto dell’adesione comunale ad Avviso Pubblico e dei 100 giorni della Legalità, che abbiamo sposato anche noi. In tema di legalità però serve passare a fatti concreti. Motivo per cui – ha spiegato il capogruppo di FdI - la videosorveglianza potrebbe essere implementata rinunciando a qualcosina sul capitolo Cultura ed anche, tra le altre ipotesi del nostro emendamento, sul capitolo delle indennità per gli organi istituzionali (oltre che, come detto, sull’Ambiente, ndr). Si tratta di un tema molto serio, e variare le poste di bilancio si può. Il bilancio è politico”, ha statuito Amorese.

Strippoli, successivamente, ha risposto duramente al collega provandone a smontare il pensiero emendativo, che secondo il contiano “nasce da un’analisi fallace” e pecca di ideologismi “da destra reazionaria - l’etichettatura ad Amorese lanciata da Strippoli –, e cioè l’imputare troppi soldi per la cultura e l’ambiente a scapito della video sorveglianza”. Per Strippoli, dunque, l’emendamento di Amorese&co presenta mancanza empirica dei numeri, perché sono 120 le videocamere di sorveglianza centralizzate che l’amministrazione vuole implementare – ha illustrato -, e ne stanno arrivando altre 225 da centralizzare con un affidamento Consip: è già previsto, quindi, un incremento del sistema di videosorveglianza. In più il Comune di Foggia sta partecipando a un bando ministeriale per l’acquisizione di fondi utili all’installazione di altre telecamere in città, che andranno ulteriormente a potenziare la centralizzazione del servizio. Essendo in corso - la tesi del pentastellato - altre fonti di finanziamento, oltre a quelle del bilancio, l’amministrazione ha ritenuto, giustamente, di lasciare inalterati i capitoli di spesa dello scorso bilancio per Cultura e Ambiente mantenendo al contempo i conti in ordine. Mi chiedo – ha proseguito la sua arringa, dati alla mano, Strippoli – perché ‘toccare’ ad esempio l’Ambiente depotenziando la Missione 9 (Sviluppo sostenibile e tutela territoriale e ambientale, ndr), voce di bilancio per cui restano liberi solo 4 milioni di euro per la natura in senso stretto, essendo impegnati sul versante rifiuti 36 dei 39 milioni attribuiti al settore ambientale”. 

Poi il raffronto dati con altre città pugliesi per sostenere le proprie argomentazioni: “Il Comune di Bari – ha snocciolato  il pentastellato - spende 83 milioni per la stessa missione, di cui 70 per i rifiuti, lasciando 13 milioni liberi sulle altre voci relative all’Ambiente e non riferibili alla Tari; Lecce, comune di poco meno di 100mila abitanti e più piccolo del capoluogo dauno, sulla Missione 9 investe 37 milioni, cioè quasi quanto Foggia, e sul tema rifiuti ha impegnato soltanto 24 milioni mentre i restanti 13 sono impiegati sulle altre voci ambientali. Voci che invece Amorese chiede di tagliare per la nostra città: si tratta di risorse del Capitolo 5 a vantaggio di aree protette, parchi naturali, protezione naturalistica, forestazione. Volerle abbassare lo trovo davvero sconclusionato, sbagliato e anche un po’ perverso – gli epiteti branditi da Strippoli contro l’avversario in aula -.  Perché Foggia, rispetto a città come Lecce, ha il valore aggiunto rappresentato dal Bosco dell’Incoronata, parco regionale più unico che raro, sito all’interno del territorio urbano. Tantissime altre voci spesa si sarebbero potute rimodulare a ribasso, ma non quella su tutela e valorizzazione naturalistica, su cui anzi ritengo che i finanziamenti posti in bilancio andrebbero addirittura aumentati. Ecco perché, convintamente, con il mio gruppo ci esprimeremo – la dichiarazione di voto finale del pentastellato - contro l’emendamento, non perché non siamo sensibili alla necessità di implementare la videosorveglianza in città, avendo già ricordato gli ulteriori investimenti in campo per tale azione, ma perché trovo sbagliata l’idea di base di colpire i fondi per la cultura o per l’ambiente”. 

Amorese riprenderà la parola in consiglio e respingerà ironicamente al mittente gli “apprezzamenti” ricevuti. Ieri il meloniano ha evidenziato a l’Attacco i passaggi della sua controreplica in aula, aggiungendo pure nuove considerazioni e sottolineature sul punto. “Quando con il centrodestra giungemmo al governo di Foggia (mandati Landella, ndr) c'erano solo quattro telecamere funzionanti in città. Noi ne abbiamo installate altre 270, quindi non accettiamo lezioni da nessuno - va tranchant -. Perché abbiamo chiesto di aggiungere quei soldi? Perché non si tratta solo di implementare la videosorveglianza in termini di unità numeriche, quanto piuttosto anche di manutenzione delle telecamere, dal costo affatto irrisorio. E allora – chiosa Amorese -, se quest’amministrazione boccia un emendamento del genere, sostenendo però di essere contro qualsiasi forma di illegalità ed evocando in modo vago la partecipazione a bandi ministeriali, oppure promettendo variazioni in bilancio ma rifiutando di approvare la proposta che abbiamo avanzato in aula, ciò significa che è stato ritenuto di fare un dispetto alla minoranza consiliare, ma in realtà è un dispetto che si fa a tutta la cittadinanza. Il nostro emendamento, in proporzione – la riflessione finale di Amorese -, avrebbe decurtato solo una minima parte dei fondi destinati a Cultura e Ambiente. Dunque, l’esito di quella votazione, voluto dalla maggioranza, deve ricondursi nell’alveo di un dato prettamente politico”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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