Una riflessione doverosa. In questo modo il noto ambientalista foggiano Vincenzo Rizzi, da sempre in prima linea in ambito sociale e civile nel capoluogo, definisce il suo commento all’articolo pubblicato dal quotidiano l’Attacco sulla questione dei cuori pulsanti dell’artista locale Felice Limosani, che il Comune di Foggia vorrebbe installare presso il parco Campi Diomedei. “L’articolo pubblicato su l'Attacco solleva questioni che non possiamo ignorare”, scrive Rizzi. “Personalmente, trovo estremamente preoccupante il tema dell'anonimato dei mecenati”, afferma. “In una città come Foggia, che ha vissuto lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, è fondamentale che ogni iniziativa destinata alla comunità avvenga alla luce del sole”, dice. “Ecco perché mi sento fortemente perplesso riguardo a questa scelta e vorrei sottolineare alcuni punti”, rimarca. “In una città segnata da episodi così gravi, la trasparenza deve essere la regola, soprattutto quando si tratta di donazioni alla collettività”, ammonisce. “Operare in piena visibilità non è solo un dovere, ma anche un segnale di rinascita”, sostiene.
"Un'opportunità per il cambiamento”, aggiunge. “Se queste donazioni fossero fatte in modo trasparente, rappresenterebbero un chiaro segnale di miglioramento rispetto al passato, dove raramente abbiamo visto l’imprenditoria locale impegnarsi in iniziative di mecenatismo urbanistico”, precisa. “La trasparenza è l'unico modo per prevenire illazioni e sospetti in una città che ha già visto troppa cementificazione incontrollata”, evidenzia. “Se non conosciamo l'identità dei mecenati, come possiamo escludere la possibilità di conflitti d'interesse, anche involontari, da parte dei tecnici coinvolti nella commissione?”, chiede. “In un contesto così delicato, l'anonimato non è una strada percorribile”, conclude. “Dobbiamo puntare su chiarezza e responsabilità per costruire una Foggia migliore”. Sulla questione, l’Attacco ha ascoltato diversi consiglieri di opposizione.
“Ritengo fondamentale che ci sia totale trasparenza su questa iniziativa”, dice Antonio de Sabato. “La decisione di nominare una commissione scientifica di scopo per valutare la donazione solleva alcuni interrogativi”, afferma. “In particolare, vorrei sapere se la delibera che istituisce tale commissione trova un preciso riferimento in un regolamento comunale esistente”, spiega. “Se così non fosse, sarebbe opportuno chiarire le basi normative di questa scelta, considerando che nei regolamenti comunali di molte città le commissioni scientifiche previste sono gratuite”, sottolinea. “Vorrei sapere se questo è anche il caso della nostra città, dato che a Foggia ciò non sembra avvenire”, evidenzia. “Esiste un regolamento comunale che disciplina l’accettazione delle donazioni?”, chiede. “Ritengo che ogni ente pubblico debba avere un regolamento chiaro in materia, specialmente quando si tratta di donazioni di grande valore”, rimarca.
“Mi permetto di sottolineare che, in un Comune che ha recentemente vissuto un periodo di scioglimento per infiltrazioni mafiose, accettare una donazione anonima potrebbe non essere appropriato”, specifica. “Sono certo che siamo tutti d’accordo sul fatto che non sia possibile accettare donazioni anonime di grande valore, e che qualsiasi regolamento per la donazione di opere artistiche dovrebbe prevedere l’esatta identificazione del donante e una dichiarazione di assenza di conflitti d’interesse”, prosegue. “Se non esiste un regolamento che espliciti questi punti essenziali, temo che la commissione di scopo potrebbe essere considerata illegittima per due motivi: l’assenza di un regolamento adeguato e il fatto che si tratti di una donazione anonima”, chiosa il consigliere.
“Vedo tutta questa operazione dei cuori pulsanti come una cosa gestita male”, afferma Nunzio Angiola. “Sono state scavalcate le competenze della commissione consiliare preposta, ovvero la commissione cultura, allungando il passo con la nomina di una commissione scientifica”, spiega. “A questo punto, sono interessato a sapere quali sono le conclusioni a cui giunge questo organismo”, dice. “Sicuramente, il fatto che i mecenati non siano noti non depone bene”, continua. “Da che mondo è mondo, un finanziatore che vuole fare qualcosa di buono per la città lo dice senza troppi problemi, si mette una targa sulla donazione e via”, ribadisce. “Non comprendo per quale motivo l’amministrazione comunale non voglia fare conoscere i nominativi di queste persone”, prosegue. “Io non so bene, visto che si tratta di un’area molto vasta, che collocazione potrà avere l’installazione, ma non rinuncio all’idea e alla proposta di lasciare stare i Campi Diomenei e di collocarla in un altro luogo di Foggia”, chiosa. “Da parte mia, comunque, nessuna chiusura pregiudiziale a questo progetto, ma voglio capire quali sono le condizioni migliori per realizzarlo”, conclude.
“Non ho dubbi che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale non ci sia l’intenzione di tenere nascosta la provenienza dei fondi”, sottolinea invece Claudio Amorese. “Però è molto strano che con i precedenti che ci sono a Foggia si operi in questa maniera”, riflette. “In questa operazione, la politica e soprattutto i tecnici preposti sono stati completamente scavalcati dalla Sindaca, con l’istituzione estemporanea di questo comitato scientifico che francamente non comprendo e che non si capisce bene cosa debba produrre”, rimarca. “Voglio dire che domani mattina chiunque può istituirne un altro, che magari fornisce un parere opposto, e nessuno sarebbe legittimato a screditarlo, dal momento che neppure questo risponde a precise norme”, conclude.
“Tutta la campagna elettorale del campo largo è stata incentrata sulla trasparenza e sulla legalità, e adesso - dopo uno scioglimento per infiltrazioni mafiose - ci troviamo di fronte a un modo di operare di questo tipo”, dice infine Giuseppe Mainiero. “Non voglio neppure entrare nel merito della collocazione, perché a mio avviso sui Campi Diomedei ci sono dei grandi errori a monte che prescindono da questa installazione”, chiosa. “In ogni caso, mi auguro che venga fatta presto chiarezza a riguardo”.
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