Alloggi Gozzini, tra gli sfrattati anche un malato terminale. Marucci: “Arca non ci rimborsa quanto dovuto”

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Proseguono gli sfratti dei non aventi (più) diritto dagli alloggi Gozzini, sia a Foggia che nel restante territorio di Capitanata. L’azione legalitaria del prefetto Maurizio Valiante non si ferma. Da gennaio scorso, sono stati ormai numerosissimi gli atti di diffida, messa in mora e intimazione al rilascio inviati dall’Ufficio territoriale del Governo rispetto agli alloggi Gozzini, destinati alle forze di polizia. Si tratta degli alloggi di edilizia sovvenzionata di proprietà di Arca Capitanata, l’ex IACP di via Caggese. Sono stati notificati, in questi mesi, alle vedove di personale delle forze di polizia, ai trasferiti, ai pensionati e più in generale a tutti coloro che sono risultati risiedere in un alloggio Gozzini dopo aver perso il diritto all’occupazione o non avendolo mai avuto. Inutili sono state le proteste arrivate fino a Roma presso il governo Meloni, i sit-in, le lettere, le interviste e l’eco mediatica della vicenda. Per tutti Valiante ha dato l’ordine di sgomberare entro 15 giorni dalla consegna dell’atto, pena il rilascio forzoso con l’ausilio della forza pubblica e la denuncia all’autorità giudiziaria. Peraltro, per i destinatari degli escomi sta andando male davanti al TAR di Bari: negli scorsi mesi il giudice di primo grado ha respinto le istanze cautelari presentate dai privati nel vano tentativo di sospendere gli atti prefettizi. Dopo la delusione per la mancata sospensiva degli atti prefettizi molti ricorrenti hanno deciso di rinunciare a portare avanti la battaglia dinanzi al TAR. 

Tra quanti hanno dovuto lasciare l’immobile non avendone più diritto c’è Lucio Marucci, originario di Ascoli Satriano, commissario di polizia in pensione, nonché presidente della associazione onlus Assegnatari alloggi legge (ex Gozzini) con sede a Foggia, tramite la quale rappresenta centinaia di occupanti degli immobili di tutta la Puglia. Marucci ha alle spalle un lavoro trentennale a Foggia presso la Direzione anticrimine della Questura. 

Quando tale vicenda ha avuto inizio, a gennaio, Marucci scrisse persino al ministro Matteo Salvini. “Gli sfratti stanno andando avanti”, spiega a l’Attacco Marucci. “Alcuni hanno chiesto una proroga rispetto alla liberazione dell’immobile, perché ad esempio hanno acquistato una casa e necessitano di farvi dei piccoli lavori. C’è anche il caso di un malato terminale di cancro (un ex cancelliere del Tribunale, ultraottantenne, ndr), che abita in via Salvato, alle spalle del centro commerciale Mongolfiera. Per tutti loro il prefetto ha risposto picche, rigettando tali richieste. Molti hanno anche rinunciato ad andare avanti con il ricorso davanti al TAR e l’hanno comunicato alla Prefettura, talvolta insieme al rogito per l'acquisto della casa nuova. Tutto inutile, il prefetto va avanti”, continua Marucci. 

“Eppure ci sono tante case libere e vuote, non assegnate, che potrebbero servire per queste poche settimane chieste. Come pure va detto che certi delinquenti, vicini alla criminalità, occupano tuttora alloggi ex Gozzini in via Colicchio”.

Marucci parla anche per esperienza personale. “Anche io sono andato via da un alloggio ex Gozzini dopo l’ordine di rilascio della Prefettura e ora non riesco a riavere la cauzione cui ho diritto insieme agli interessi. Ho chiesto da molti mesi ad Arca Capitanata di rimborsarmi canoni di locazione e deposito cauzionale, ho inviato due pec e lettere legali dal mio avvocato. Ad oggi, da aprile 2024, non c’è stata alcuna risposta da parte di Arca Capitanata. Sembrerebbe che non ci siano soldi per rimborsare diverse decine di persone che hanno avanzato tale richiesta e che per legge ne hanno diritto. Adesso valutiamo l’ipotesi di agire tramite una class action”, conclude Marucci.

“Ho sempre onorato la divisa, indossata per 40 anni al servizio dello Stato, e per me sarebbe increscioso vedere dei miei colleghi alla porta di casa per eseguire lo sfratto”, ha scritto l’ex agente di Polizia penitenziaria Mario Muriani nella lettera inutilmente inviata a fine settembre al prefetto per chiedere una proroga di 30 giorni per il rilascio dell’immobile per effettuare il rogito notarile della nuova abitazione e il trasloco. 

Va detto che Valiante aveva concesso una prima proroga. Stavolta la viceprefetta Grandolfo, rimarcando che sono trascorsi ormai sei mesi dall’atto di diffida, ha negato l’ulteriore differimento. 

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