Ci sono perplessità e dubbi, a Foggia, sull’avviso pubblico del Comune relativo alla gestione della struttura Slow Park adiacente il Nodo intermodale-Stazione FS. Un intervento che fa seguito all’azione di rigenerazione urbana coi fondi statali del programma “Da periferia a periferia”, azione volta, durante la precedente amministrazione Landella, alla valorizzazione di un’area strategica del quartiere Ferrovia. L’avviso, che scadrà il 18 ottobre prossimo, è volto a raccogliere “manifestazioni di interesse alla locazione della struttura sita in via Manfredi finalizzata ad attività di promozione iniziative di carattere culturale, turistico, sociale, dimostrative e didattiche legate ai temi del cibo, della corretta alimentazione e della valorizzazione e promozione dei prodotti tipici del territorio”. La locazione durerà 6 anni e dal secondo anno il locatario dovrà corrispondere un canone di locazione per l'utilizzo dell'intero compendio, da determinarsi in applicazione della percentuale in rialzo sul seguente importo a base d’asta di 2.749,52 euro al mese oltre IVA, pari a 32.994,24 euro annui oltre IVA. Il bando è rivolto agli “enti del terzo settore, diversi dalle imprese sociali incluse le cooperative sociali”.
Come spiegato a settembre scorso dall’assessore alle attività produttive Lorenzo Frattarolo, “l’obiettivo principale è sviluppare iniziative che promuovano la fruizione dell’area per scopi commerciali, ecologici, sociali e culturali, migliorando la sicurezza urbana e favorendo lo sviluppo di un polo dedicato alle tematiche alimentari”. In particolare, si intende: promuovere la conoscenza di prodotti alimentari a chilometro zero, stagionali, biologici, e tipici del territorio; salvaguardare le tecniche di produzione locali e promuoverle nel settore della ristorazione, accorciando la filiera tra produttori e consumatori; organizzare eventi culturali, turistici, sociali e didattici legati al cibo e alla corretta alimentazione; sensibilizzare la lotta contro lo spreco alimentare e favorire le pratiche di recupero delle eccedenze e l’educazione alimentare.
“I soggetti interessati dovranno essere organizzazioni senza scopo di lucro con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, che siano disposti a locare e gestire lo Slow Park organizzando attività coerenti con gli obiettivi del progetto”, ha aggiunto l’assessore. Le manifestazioni di interesse verranno esaminate da una commissione appositamente nominata dal Comune e l’aggiudicazione avverrà tramite una procedura aperta basata su criteri economici e tecnico-gestionali. “Con questo avviso pubblico”, disse Frattarolo, “l’amministrazione comunale intende dare nuova vita a un’area strategica del quartiere Ferrovia, trasformando lo Slow Park in un polo di eccellenza dedicato all’educazione alimentare, alla promozione dei prodotti tipici del territorio e alla rigenerazione urbana. Questo progetto rappresenta un passo fondamentale per rafforzare il legame tra la comunità locale e le sue radici culturali ed enogastronomiche, contribuendo al contempo alla sicurezza e al benessere del quartiere. Siamo convinti che, attraverso la partecipazione attiva del terzo settore, potremo creare uno spazio di aggregazione e innovazione che risponda ai bisogni sociali ed economici del territorio, promuovendo al contempo uno sviluppo sostenibile e inclusivo. Invitiamo il mondo del terzo settore a farsi avanti e cogliere questa opportunità”.
Ebbene, sia nell’opposizione consiliare che nelle organizzazioni di categoria, come pure tra i mercatali, albergano numerosi dubbi per via della destinazione d’uso, quella del commercio su area pubblica, che fu sancito nel regolamento comunale del commercio per il mercato di nuova istituzione di via Manfredi e che verrebbe tradito, senza che vi sia stato peraltro un preliminare passaggio in aula consiliare per definire la nuova destinazione. La questione è stata sollevata da settori della minoranza, davanti all’assessore Frattarolo, in una seduta congiunta delle commissioni ambiente e territorio e bilancio. Inoltre, stando ai beninformati, sia Confcommercio che Confartigianato starebbero valutando se chiedere l’annullamento del bando.
L’Attacco ha contattato ieri, invano, entrambe le organizzazioni. “Una delibera di giunta individua quel luogo area mercatale, come confermato dalle determine di appalto per i lavori”, spiegano alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. “Nessun atto di consiglio comunale è intervenuto per modificare la destinazione quale area mercatale. Affidare quel bene pubblico ad enti del terzo settore elude le norme del codice del commercio della Regione Puglia, in particolare non si può far ‘vendere’ ad un ente del terzo settore né si può sub-affittare un posteggio. Le procedure del codice del commercio prevedono l'assegnazione dei posteggi per la vendita esclusivamente tramite bando per ogni singolo posteggio. Questa amministrazione ha deciso, invece, di locare tutta la struttura e non i singoli posteggi. Abbatte così il fitto per finalità sociali ma aggirando le norme sul pagamento, più oneroso, del suolo pubblico. Inoltre i posteggi sono 12 e tutti hanno le cucine. Le attività sociali dove verrebbero svolte? Le parti comuni sono solo esterne e all'aperto, ci vorrebbe una sala comune che non esiste. Addirittura i posteggi nel progetto avevano una destinazione precisa: due posteggi per la macelleria, due posteggi per la vendita del pesce, quattro per la frutta e così via. Chi si intende accontentare con questa operazione?”.
Le indiscrezioni che circolano in città fanno riferimento a Slow Food. L’associazione senza scopo di lucro, fondata da Carlin Petrini con lo scopo di ridare valore al cibo, è indicata quale probabile aggiudicataria e alcune associazioni foggiane (come iFun) vi avrebbero di recente aderito per essere della partita. “Non si sa se l’intervento decollerà mai. Quell’area doveva andare alle organizzazioni professionali agricole”, commentano laconiche fonti interne a Palazzo di città.
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