Procede l’iter di realizzazione del PUG del Comune di Foggia? E’ l’interrogativo che gli addetti ai lavori e le organizzazioni di categoria si pongono a un anno dall’insediamento dell’amministrazione Episcopo, specie dopo le promesse e gli annunci fatti dal super assessore Giuseppe Galasso (Urbanistica e Lavori pubblici) il 5 luglio scorso, quando ANCE, l’associazione dei costruttori edili di Confindustria, convocò tutti – compreso il progettista del PUG, il professor Francesco Karrer – organizzando l’incontro pubblico “Facciamo la città. Il piano urbanistico generale in-formazione. La rigenerazione urbana”. In quella occasione Galasso ribadì, più volte, la necessità di adottare il PUG quanto prima anche in relazione a una serie di operazioni di interesse pubblico che l’amministrazione comunale vuole mettere in campo. Presumibilmente il progettista incaricato Karrer avrà tentato di dare seguito all’apertura di Galasso del 5 luglio (che peraltro seguiva la volontà espressa dalla sindaca Episcopo di dare nuovo impulso all’adozione del PUG).
“Ma da allora non si è saputo più nulla. O, per essere più precisi, l’amministrazione va per una strada diversa da quella annunciata”, commentano a l’Attacco alcuni addetti ai lavori facendo esplicito riferimento alla delibera di giunta del 18 settembre scorso con cui fu autorizzata la sindaca a stipulare, su input di Galasso, un accordo quadro col Politecnico di Bari (dipartimento di architettura, costruzione e design) per il “Recupero della memoria storica e valorizzazione del patrimonio culturale dell’area di Piazza Piano della Croce, anticamente Piano delle Fosse e delle aree limitrofe”.
“L’assessore Galasso come pensa che una tale iniziativa di evidente portata urbanistica si possa avviare senza, perlomeno, comunicarla al progettista del PUG Karrer?”, si chiedono alcuni beninformati. “Non era forse meglio confrontarsi con Karrer per armonizzare lo studio commissionato al Politecnico di Bari con gli studi e gli approfondimenti fatti (e da fare) per il PUG? E ancora, come si integra l’accordo attuativo con il Politecnico di Bari con la promessa fatta dall’assessore Galasso quando ha affermato che c’è 'una certezza c’è per il PUG di Foggia, e consiste nell’istituzione dell’Urban Center in risposta alle ricorrenti sollecitazioni di ANCE Foggia'”?
“Non so se il professor Karrer fosse stato preventivamente informato dell'accordo col Politecnico di Bari, noi della commissione non ne sapevamo niente. Lo abbiamo scoperto, come tutti, quando è stato annunciato pubblicamente”, afferma a l’Attacco l'ingegner Giovanni Quarato, consigliere M5S e presidente della commissione ambiente e territorio. “La collaborazione con esperti per approfondire rispetto ad alcune parti storiche della città può essere un fatto estremamente positivo, ma ovviamente bisogna capire in quale contesto inserirla. Noi come commissione stiamo portando avanti l'attività di indirizzo rispetto al PUG: l’aspetto prioritario dovrebbe essere quello della rigenerazione urbana e del disagio abitativo, secondo me sono queste le due questioni su cui dobbiamo dare risposte puntuali e rapide alla città, ponendo regole chiare e certe. Un accordo come quello col Poliba può diventare di contrasto, se non di ostacolo, nel momento in cui è isolato e a sé stante”.
L’esasperazione dell’insigne urbanista per i tempi infiniti del PUG sarebbe tale che, stando ai rumors, Karrer potrebbe rompere il rapporto con Foggia. “La politica effettivamente ha tempi molto lunghi. Da parte nostra abbiamo in mente un percorso: abbiamo fatto già due incontri con ANCE in commissione, ai quali sono seguite riflessioni interne; intendiamo ora incontrare il professor Karrer, col quale ci confrontammo l’ultima volta a luglio a Foggia. Vogliamo arrivare a definire l’indirizzo finale che gli occorre per concludere la parte tecnica. Karrer sta dicendo da tempo, e lo ha ribadito anche a luglio, che aspetta dal Comune di Foggia l'indirizzo finale e poi lui potrà chiudere il PUG. Ci ha detto una cosa molto chiara: 'Quando siete pronti io ultimo il PUG'. Quindi aspetta noi. Se in consiglio comunale definissimo le linee di indirizzo finale saremmo al 90% dell'iter del PUG, finchè non lo facciamo restiamo invece tra lo zero e il 90%”, osserva Quarato. Una decisione da prendere quanto prima è come chiudere il procedimento relativo all’housing sociale, dopo che il TAR ha intimato all’ente comunale di esprimersi in un senso o nell’altro.
“Le sentenze sull’housing sociale ci danno un'occasione: visto che dobbiamo esprimerci in qualche modo al riguardo, facciamolo in maniera più generale sugli indirizzi da dare per chiudere il PUG, spiegando se l’housing vi rientra oppure no perché si fa altro. Abbiamo l'urgenza di definire un'altra visione di città”, commenta il contiano. “Anche io ho notato come Karrer a luglio fosse ormai stanco dei tempi della politica, pur essendovi abituato. Sono d'accordissimo a ultimare l’iter, così come ci chiede il professore, nel più breve tempo possibile”.
Ma c’è l’idea di cosa fare rispetto all’housing sociale? “Il consiglio comunale deve decidere se permane l'interesse pubblico alla variante, che riguarda 27 proposte edificatorie divise in vari ambiti. Dunque bisogna capire se questa variante sia ancora attuale e congrua, a 16 anni di distanza. Da allora sono cambiati il mondo, il mercato, la città. L'unica cosa che non è mutata è il grave disagio abitativo esistente a Foggia. Vi è una discussione in atto, di sicuro un programma così impattante sul territorio impedirebbe altri programmi forse più importanti come la rigenerazione urbana e comporterebbe un maggior consumo di suolo, rivelandosi un po' anacronistico rispetto alla filosofia attuale. E poi c'è un problema relativo alla rigenerazione urbana: per farla serve una partnership coi privati. Karrer ha fatto capire che se si fa l'housing sociale non si può fare altro. Per me quelle volumetrie impediscono altri volumi connessi alla rigenerazione, specie dei quartieri più centrali della città. Una rigenerazione che va fatta tenendo conto al contempo del disagio abitativo”.
L’architetto Virginio Stanziale su queste colonne mesi fa sollecitò un intervento sulle baracche di via De Petra. “Quella sarebbe un'azione di bonifica più che rigenerazione perché non si può salvare niente. E’ una zona ormai parte del centro urbano. Però bisogna sistemare altrove i residenti, che siano lì presenti a titolo legittimo o illegittimo”, replica Quarato. “Infine, rispetto a quanto detto dal presidente Chierici, come commissione abbiamo prodotto una bozza di regolamento relativo all'Urban Center e nei prossimi giorni la licenzieremo. Ci siamo messi a lavorare prima su questo perché l'Urban Center deve diventare un contenitore per arrivare al PUG”, conclude l’eletto di maggioranza.
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