È passato un anno dal terribile pogrom scatenato dai miliziani del movimento di resistenza palestinese Hamas, che ha causato la morte di 1.200 civili ebrei, il rapimento di 250 ostaggi e la spietata e sanguinaria reazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha massacrato nell’arco di un anno oltre 42mila civili palestinesi, dando inizio a una violenta e pericolosa escalation del conflitto in Medio Oriente. Ieri, il gruppo di digiunanti non-violenti Arca della Pace di Foggia, che da un anno e mezzo digiuna a staffetta - senza interruzione -, ha accolto l’invito di Papa Francesco a vivere il 7 ottobre, nell’anniversario del criminale attacco contro Israele, una giornata di digiuno. “Il Papa, e noi con lui, ha fatto sue le parole del Patriarca di Gerusalemme, costernato di fronte alla situazione di violenza senza ritorno nella striscia di Gaza contro il popolo palestinese, con i rischi cui tutti andremo incontro a causa dell'allargamento incontrollato del conflitto”, spiegano gli attivisti.
“L'Arca della Pace di Foggia invita tutte le persone di buona volontà a aderire all'invito di Papa Francesco, in particolare, a fare proprio il grido di dolore di Monsignore Pizzaballa, la cui lettera aperta del 28 settembre suona quale monito alle coscienze a non abbassare l'attenzione, a farsi operosi per la pace, per la soluzione non-violenta del conflitto che la guerra ha dimostrato di non riuscire a risolvere”, proseguono. “L'Arca della Pace invita tutti a recarsi presso il Parco Campi Diomedei per aggiungere un fiocco ai tanti legati alle reti della recinzione e presenti dallo scorso 31 maggio, come gesto di condivisione comune del dolore per la morte di migliaia di bambini palestinesi, libanesi e ucraini”, concludono.
“Il mese di ottobre si avvicina, e con esso la consapevolezza che da un anno la Terra Santa, e non solo, è stata precipitata in un vortice di violenza e di odio mai visto e mai sperimentato prima”, scrive Pizzaballa il 28 settembre. “In questi dodici mesi abbiamo assistito a tragedie che per la loro intensità e per il loro impatto hanno lacerato in maniera profonda la nostra coscienza e il nostro senso di umanità. La violenza, che ha causato e sta causando migliaia di vittime innocenti ha trovato spazio anche nel linguaggio e nelle azioni politiche e sociali. Ha profondamente colpito il senso di comune appartenenza alla Terra Santa, alla coscienza di essere parte di un disegno della provvidenza che ci ha voluti qui per costruire insieme il suo regno di pace e di giustizia, e non per farne un bacino di odio e di disprezzo, di rifiuto e annientamento reciproco”, aggiunge.
“In questi mesi ci siamo già espressi chiaramente su quanto sta avvenendo e abbiamo ribadito più volte la nostra condanna di questa guerra insensata e di ciò che l’ha generata, richiamando tutti a fermare questa deriva di violenza, e ad avere il coraggio di individuare altre vie di risoluzione del conflitto in corso, che tengano conto delle esigenze di giustizia, di dignità e di sicurezza per tutti. Non possiamo che richiamare ancora una volta i governanti e quanti hanno la grave responsabilità delle decisioni in questo contesto a un impegno per la giustizia e per il rispetto del diritto di ciascuno alla libertà, alla dignità e alla pace”, sottolinea. “Anche noi abbiamo però il dovere di impegnarci per la pace, innanzitutto preservando il nostro cuore da ogni sentimento di odio, e custodendo invece il desiderio di bene per ciascuno. E poi impegnandoci, ognuno nei propri contesti comunitari e nelle forme possibili, a sostenere chi è nel bisogno, aiutare chi si sta spendendo per alleviare le sofferenze di quanti sono colpiti da questa guerra, e promuovere ogni azione di pace, di riconciliazione e di incontro. Ma abbiamo anche bisogno di pregare, di portare a Dio il nostro dolore e il nostro desiderio di pace”, specifica.
“Abbiamo bisogno di convertirci, di fare penitenza, di implorare perdono. Vi invito, perciò, a una giornata di preghiera, digiuno e penitenza, per il giorno 7 ottobre prossimo, data diventata simbolica del dramma che stiamo vivendo. Il mese di ottobre è anche il mese mariano e il 7 ottobre celebriamo la memoria di Maria Regina del Rosario”, ricorda. “Ciascuno, con il rosario o nelle forme che riterrà opportune, personalmente ma meglio ancora in comunità, trovi un momento per fermarsi e pregare, e portare al padre misericordioso e dio di ogni consolazione il nostro desiderio di pace e riconciliazione”, conclude il cardinale. Ed è proprio quello che è avvenuto nella giornata di ieri, data indicata: decine di volontari hanno riempito il cancello di Parco Campi Diomedei con fiocchi e nastri colorati, in segno di speranza per un futuro di pace.
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