“La scuola del fumetto rappresenta un’innovazione formativa”. L’omaggio della Santa Chiara a Andrea Pazienza

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A Foggia si sa, Andrea Pazienza è un’istituzione. Non a caso la città gli ha dedicato il Palazzetto dell'arte nei pressi della Villa Comunale. Le origini sanseveresi dell'artista fanno inorgoglire i suoi concittadini e quasi sicuramente ogni foggiano conosce almeno un amico che dichiara di possedere un Paz originale a casa. Scherzi a parte, Andrea Pazienza è stato, aldilà dell'ossessione foggiana per la sua figura, un vero e proprio artista che ha scritto la storia del fumetto italiano e che ha parlato con estrema naturalezza di tematiche assai pesanti, come la depressione e la solitudine. La sua tipica versatilità, lo ha spinto a disegnare un delizioso libro per bambini dal nome Favole. 

Da questo prodotto esclusivo, l'Istituto Comprensivo Santa Chiara Pascoli Altamura, ha deciso di sviluppare un cortometraggio capace di unire il cinema al fumetto e che, ovviamente, renda omaggio alla memoria dell'artista. La presentazione dell’iniziativa intitolata Ci Vuole Pazienza, si è svolta il 9 ottobre presso la Sala del Tribunale di Palazzo Dogana. L'artista Marina Comandini, la dirigente scolastica dell'istituto Angela Maria D'Arienzo, il fumettista Giuseppe Guida, la dott.ssa Alessia Paragone e il direttore artistico della Piccola Compagnia Impertinente Pierluigi Bevilacqua, hanno presenziato l'evento. Il progetto è inserito nell'ambito del progetto Biographic novel for educational cinema - Bando Il Linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione - Cinemascuola Lab infanzia e primaria. Per l'occasione inoltre, si è tenuta nella stessa sede, la mostra delle tavole create per il cortometraggio dal fumettista Giuseppe Guida, il quale afferma durante un'intervista per l'Attacco: “tantissimi disegnatori hanno imparato da Andrea, personalmente ho appreso tecniche e stili grazie al suo lavoro e tuttora mi sento affascinato pensando a come ha raccontato la nostra terra, partendo da San Menaio fino ad arrivare a San Severo.

Questo incredibile maestro ci accompagna sempre e sapeva raccontare sia la tristezza che l'allegria rivolgendosi ad un pubblico adulto, ma anche bambino. In quanto professore, ritengo che sia necessario educare le nuove generazioni anche attraverso il fumetto, poiché quest'ultimo è uno strumento semplicissimo ma estremamente funzionale. Grazie al disegno si possono esorcizzare storie e denunciare problematiche ma allo stesso tempo trovare delle soluzioni. Proprio per questo motivo ho partecipato a questa iniziativa con entusiasmo. Il mio compito è stato quello di illustrare le tavole ma allo stesso tempo ho fatto immaginare ai ragazzi della scuola di parlare con un narratore, il maestro, e di ripercorrere insieme a questa voce esterna la vita di Paz.

Anche se il linguaggio presenta molte similitudini per stemperare la pesantezza degli argomenti, il messaggio è arrivato agli studenti forte e chiaro, ed il risultato finale si è rivelato un successo”. La dirigente scolastica Angela Maria D'Arienzo prosegue dichiarando: “Non bisogna nemmeno domandarsi il perché della scelta di narrare la vita di Andrea Pazienza, lui ha vissuto tutta la sua infanzia e parte della sua adolescenza a San Severo, gran parte del suo lavoro parla della Puglia e dei suoi scenari mozzafiato. Per questo riveste un ruolo così importante per noi. Il suo linguaggio ci ha sempre donato una chiave di lettura alternativa della nostra società, ci ha insegnato a ragionare in maniera differente distaccandosi dal pensiero dominante, ci ha insegnato la libertà di pensiero e di parola ma soprattutto ci ha raccontato delle storie autentiche e attuali”. Ed infatti Paz è stato uno degli ultimi baluardi dell'anticonformismo vero, della narrazione schietta e diretta della società e dei problemi che la attanagliano. Pierluigi Bevilacqua prende parola a tal riguardo e afferma: “Grazie a questo progetto, i ragazzi hanno imparato moltissimo. 

Sicuramente adesso riescono ad esprimersi con maggiore libertà. Sicuramente è stato un percorso complesso, caratterizzato da qualche difficoltà, dopotutto si parla di bambini. Credo piuttosto che pur non avendo capacità legate alla recitazione, gli studenti abbiano imparato il valore del percorso. Non è importante il prodotto finale, conta molto di più l'esperienza vissuta, ed infatti ogni bambino può affermare di sentirsi migliore di quando è arrivato. Dobbiamo produrre giorno dopo giorno prodotti sempre migliori, senza mai voltarci indietro”. Il fumetto dunque non è banale e non è soprattutto una lettura leggera come molte persone pensano. Questa forma d'arte racconta storie vere e proprie che parlano di vissuti ma anche di società, documenta periodi storici e trova soluzioni concrete alle ingiustizie del mondo. La scuola del fumetto di Foggia, rappresenta perciò non solo un'innovazione formativa, ma anche un piccolo seme piantato che darà i suoi frutti grazie agli operatori della cultura di domani.

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