Scaricata da ex alleati, dg uscente Romei presenta conto. Cda: pure ira consigliere Fuiano contro Curtotti

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“Per amore dell’istituzione e consapevole delle mie responsabilità, curerò i fondamentali adempimenti di fine anno - primo tra tutti la predisposizione del budget 2025 e del budget triennale 2025-2027 -, dopo di che accoglierò con sollievo il termine del mio mandato al 31/12/2024”. A parlare in questi termini, con grande risentimento e stizza, lo scorso 30 ottobre in occasione della seduta di senato accademico in Unifg è stata la direttrice generale uscente Teresa Romei, che dopo esser stata un fortissimo punto di riferimento per gli anti Lo Muzio è stata abbandonata al proprio destino dalla nuova prorettrice Donatella Curtotti e dagli ex oppositori del rettore. Dopo l’accordo a sorpresa tra Lo Muzio e Curtotti, che a settembre determinò la nuova governance dell’Ateneo daunio, l’Attacco scrisse come un grande interrogativo sulla portata dell’intesa riguardava proprio Romei: il Magnifico avrebbe manutenuto fede all’idea di non confermare la dg uscente, con incarico che scadrà a fine 2024, o anche su questo avrebbe cambiato idea? Si precisò poi, su queste colonne, che stando ai beninformati interni all’Ateneo, la conferma di Romei non rientrava nel perimetro dell’alleanza, a tal punto che la dg avrebbe lamentato di esser stata “scaricata” da Curtotti e dagli altri (ex) anti Lo Muzio. Ora c’è la conferma di quanto detto allora, alla luce sia delle dichiarazioni rese dalla stessa Romei in cda sia di quanto affermato nella stessa sede dal consigliere Mario Pio Fuiano, strenuo difensore della dg, tanto da spingersi a duri attacchi verso la nuova prorettrice.

“La presente comunicazione ai consiglieri di amministrazione ha il preciso obiettivo di fornire una doverosa informativa sui rischi ai quali l’Università di Foggia risulta esposta in conseguenza di taluni comportamenti che hanno determinato un progressivo e ulteriore isolamento del direttore generale con l’inevitabile estromissione della tecnostruttura amministrativa dalle decisioni riguardanti alcuni fondamentali processi aziendali”, ha esordito Romei, che ha parlato di “impatti negativi, in termini di efficacia, efficienza e trasparenza” su alcuni processi/procedimenti. 

Il primo è la concessione al DaRE Puglia, presieduto da Milena Sinigaglia, di alcuni spazi di palazzo Ateneo a titolo gratuito. “In fase istruttoria il dg e il dirigente competente per materia e responsabile del procedimento amministrativo avevano formalmente evidenziato al Rettorato la necessità di dover procedere preliminarmente alla formalizzazione di una regolamentazione per la disciplina dei criteri e delle modalità per la concessione di vantaggi economici di qualunque genere a persone, enti pubblici e privati, così come prescritto dalla legge. Ciononostante, il Rettorato ha ritenuto di sottoporre il punto al cda, così disattendendo i rilievi tecnico-giuridici emersi in corso di istruttoria, salvo poi a dover ritirare lo stesso a causa di analoghi rilievi operati dal presidente del collegio dei revisori prima della riunione stessa, ovvero la seduta del cda del 25 settembre scorso”, ha affermato Romei. 

La prima delle contropartite per la pace fatta con Sinigaglia deve essere rinviata. “Il contegno assunto dal dg e dal dirigente competente è stato interpretato come atteggiamento “non collaborativo”, in quanto, in base a colloquio avuto con il Rettorato, la decisione da assumere assurgeva unicamente a principi di natura “politica”. Questa direzione generale, in tempi rapidissimi, ha predisposto l’ipotesi di regolamento”. 

Il secondo esempio fatto dalla dg riguarda la revisione dello statuto di Ateneo: “La direzione generale, organo di Ateneo al pari del rettore e degli altri organi collegiali, ha appreso, non senza stupore, dagli organi di stampa (in particolare il quotidiano l’Attacco del 9 ottobre 2024 “Punti organico, il banco di prova dell’alleanza Magnifico-Curtotti, Romei in forse, per Sinigaglia si creerà il terzo prorettore”) dell’avvio di una iniziativa di modifica statutaria, già formalmente trasmessa ai dipartimenti di Ateneo, per l’acquisizione dei pareri di competenza. Nessuno della competente direzione e relativa area amministrativa era stato messo al corrente di tale iniziativa che, pertanto, è risultata del tutto sprovvista di istruttoria procedimentale. In disparte i rilievi tecnico amministrativi sulla modalità di condurre un procedimento amministrativo, peraltro, di estrema delicatezza per la vita dell’Ateneo, non si può non rilevare come questo modo di procedere sia completamente dissonante rispetto alle previsioni del modello AVA3 che, tra l’altro, prescrive che annualmente l’Ateneo proceda a un riesame del funzionamento del sistema di governo volto a valutarne l’efficacia rispetto al perseguimento degli obiettivi strategici, in esito al quale, se mai, potrebbe scaturire una ponderata e condivisa ipotesi di modifica statutaria che impatti sul sistema di governo medesimo. Naturalmente, queste osservazioni sono state opportunamente partecipate al Rettorato senza, al momento, evidenti riscontri. Piuttosto, quello del dg è stato considerato atteggiamento non collaborativo”. In effetti genera un ostacolo anche per la seconda delle contropartite per Sinigaglia, la sua nomina a terzo prorettore. 

Terzo esempio: “Come avvenuto in passato, quando era in carica una diversa compagine di delegati e pro rettori, ancora una volta ho avuto modo di riscontrare che vi è stato un tentativo, non riuscito, di condizionare l’istruttoria relativa a un punto oggetto di trattazione nella seduta odierna, la determinazione in merito a Minaba Tech. Anche in questo caso, la conferma da parte del dirigente responsabile della istruttoria condotta dagli uffici è stata interpretata come atteggiamento “non collaborativo”. In riferimento alle criticità di natura logistica la direzione generale, in via del tutto singolare, mai è stata coinvolta in un processo gestionale, peraltro fondamentale, ma evidentemente condotto senza avvalersi di una valida e analitica istruttoria tecnico amministrativa degli uffici. Ne è riprova la singolare circostanza che, in data 29 ottobre 2024, un operatore economico, verosimilmente su disinvolta richiesta di soggetto non noto ed estraneo al procedimento amministrativo, ha ritenuto di indirizzare ai componenti del cda un preventivo aggiornato dei servizi logistico-organizzativi offerti per le attività didattiche dei corsi di studio di ateneo, a totale insaputa del RUP e in modalità del tutto irrituale rispetto alla normativa che disciplina l’affidamento dei contratti pubblici. Questi episodi si pongono in evidente, sostanziale continuità con analoghi comportamenti che questa direzione generale ha avuto modo di rappresentare agli organi competenti sino a tutto il mese di luglio 2024”, ha aggiunto Romei. 

“Ciononostante, questa direzione generale, ormai esautorata di fatto e messa nelle condizioni di poter esercitare in maniera molto limitata le proprie funzioni a servizio dell’istituzione, ha assicurato (nonostante il giudizio “non collaborativo” attribuitole) la propria attiva collaborazione risolvendo anche spinose situazioni che avrebbero determinato un grave danno di immagine ed economico all’Ateneo: ci si riferisce, in particolare, alla PRO3 2024-2026, rispetto alla quale l’Ateneo era completamente in stallo”. 

Durissima la conclusione di Romei: “Questa situazione che si protrae, ormai, da molto più di un anno, ha, già da tempo, compromesso la mia serenità lavorativa (ricorderanno da ultimo quanto occorse sulla mia valutazione nel corso del mese di luglio 2024 e quanto ciò, unitamente a comportamenti ostracizzanti nei miei riguardi, abbia inciso, anche con alti livelli di stress, sulla mia persona) e, ciò che ancor più grave, mi induce a non riporre più alcuna fiducia nei confronti di chi esercita le proprie funzioni con modalità non condivisibili dal punto di vista tecnico-giuridico”. 

Parole che sembrano preludere alla possibilità di un’azione per mobbing da parte della dg uscente. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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