Fu realmente perseguito l’interesse della comunità di Foggia e del suo ente comunale quando i commissari straordinari lo scorso anno decisero di rinnovare per altri nove anni il contratto alla partecipata barese Amiu Puglia spa rispetto al servizio di igiene urbana? E si operò correttamente rispetto a tale affidamento monstre da 203 milioni di euro? Sono enormi i dubbi alla luce delle attuali risultanze dell’inchiesta della Guardia di Finanza e della Procura daunia, coordinata dalla pm Paola De Martino, sulla maniera in cui sarebbe stato “truccato” l’affidamento in house, con accuse a vario titolo di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso. Coi commissari straordinari (paradossalmente, per qualcuno) fuori dal registro degli indagati pur avendo assunto tale decisione politica, l’avviso di conclusione indagine com’è noto è stato notificato all’allora dirigente comunale Concetta Zuccarino (il “capro espiatorio” che non a caso, secondo alcuni addetti ai lavori, è oggi nel commissariato Comune di Orta Nova, dunque sotto la "tutela" prefettizia), al dg Amiu Antonello Antonicelli, all’attuale dirigente comunale del Servizio ambiente Saverio Pio Longo, al funzionario comunale Giovanni Sorbo e infine a Maria Rosaria Mangiatordi, referente del consorzio Conai.
Le criticità
Come l’Attacco scriveva e come denunciato dagli autori degli esposti, anche per la Procura la decisione di evitare la gara pubblica e di una seria valutazione comparativa (che giustificasse la convenienza economica e sociale), per procedere direttamente in favore della società in house, senza alcuna indagine di mercato e con violazione dell’onere di congrue motivazioni, non solo contrasta con le linee guida Anac e con la giurisprudenza (che la individuano come soluzione secondaria e residuale dopo il “fallimento del mercato”), ma evidenzia anche incongruenze colossali. Gli inquirenti parlano di “diverse criticità nell'iter di valutazione, predisposizione e successivo affidamento”, le cui motivazioni si fondano sulle conclusioni addotte nella relazione redatta da Zuccarino dopo le correzioni, del tutto improprie, di Antonicelli. La prima criticità riscontrata è dunque l'interferenza, da parte del dg di Amiu, nella redazione della relazione ex art. 34 mediante corrispondenza diretta tra Antonicelli e Zuccarino, al fine di avvantaggiare l'affidamento in house. La seconda è l’inesattezza dei dati di raccolta differenziata, riportati nel portale dell'osservatorio regionale dei rifiuti. La GdF scrive che tale aspetto ha probabilmente condizionato le valutazioni circa la scelta tra il ricorso al mercato e l'affidamento in house a vantaggio di quest'ultima soluzione, nella convinzione che l'operato di Amiu Puglia spa tendesse a migliorare il servizio d'igiene urbana relativamente alla raccolta differenziata.
La terza criticità è connessa all'assetto economico patrimoniale e organizzativo della società, anche attraverso l'analisi dei bilanci che appaiono solidi solo in ragione degli utili prodotti dalla gestione dell’impianto TMB di Foggia, senza i quali il bilancio Amiu chiuderebbe con delle perdite d'esercizio. Il quarto aspetto critico è quanto riportato nel piano industriale, redatto e sviluppato su base empirica, utilizzando i dati di letteratura e di esperienza e non approfondito in relazione alle esigenze e alle criticità oggettive del territorio. La quinta criticità è l’assenza del controllo analogo, requisito essenziale per l'affidamento in house, un'attività di vigilanza sulla partecipata che, da quanto rilevato, al Comune di Foggia non è stato mai espletato, come ammesso agli inquirenti anche dai commissari straordinari e dall’allora dirigente capo di gabinetto Concetta Valentino. La sesta criticità è che la tesi per cui modelli alternativi di affidamento non avrebbero consentito di conseguire vantaggi in termini di efficienza, economicità e socialità se non a prezzo di una maggiore onerosità della gestione a carico del Comune e, quindi, dell'utenza foggiana, è stata propugnata dal commissariato Comune senza di fatto aver eseguito una ricerca di mercato ma basandosi su delle faziose comparazioni sulla gestione del servizio d'igiene urbana di comuni limitrofi aventi, peraltro, differenti sistemi di raccolta.
Le prove
Gli inquirenti elencano il materiale probatorio acquisito, a partire dallo scambio di mail tra la dirigente Zuccarino e il dg Antonicelli, avvenuto prima dell’affidamento e in piena fase di stesura della relazione ex art. 34. Antonicelli apportò importanti e rilevanti modifiche alla relazione, incidendo, in tal modo, nelle motivazioni che poi indussero il Comune alla scelta dell'in house. Ci sono poi le valutazioni da parte dell’agenzia regionale Ager, in ordine al rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti e in merito al livello di efficacia delle attività di preparazione per il riutilizzo e il riciclo, relazione che indica che la percentuale di differenziata per il periodo 2022/2025 “non è soddisfacente”, riferendo inoltre che “non sono previsti miglioramenti dei livelli di qualità né sono previste variazioni nelle attività gestionali”.
Ancora: in sede d'interrogatorio, Antonicelli ha detto agli investigatori di aver rilevato incongruenze nelle comunicazioni trasmesse al Comune, dove Amiu trasmetteva sia i dati della raccolta effettuata dai suoi operatori che quelli provenienti dalle piattaforme di gestione dei rifiuti. Pertanto la percentuale di raccolta differenziata effettuata dalla sola società partecipata è pari a circa il 5% e non del 17,30% come rilevato dal portale regionale Puglia.con. Inoltre, i riscontri effettuati attraverso l'analisi dei dati inseriti dal Comune sul portale regionale Puglia.con, con particolare riferimento al mese di dicembre 2022, in un primo momento vedevano riportati i dati di raccolta indifferenziata pari a 59.066.830,00 kg, ottenendo una percentuale media annua di rifiuti differenziati pari al 22,56%; mentre, dopo le inchieste de l’Attacco sui dati truccati e in seguito all'interessamento dell'opinione pubblica, solo a fine febbraio 2023 vi fu la revisione dei dati con la conseguente riduzione al ribasso della raccolta RSU, riferita a dicembre 2022, passata al più verosimile dato di 5.2791840,00 kg (in linea con la media mensile di Foggia), attestando così la percentuale annua di raccolta differenziata al 17,30% a fronte del dato rilevato dalla dirigenza Amiu che invece corrisponde al 5%. Infine c’è stato da parte della GdF l’esame dei bilanci di esercizio depositati da Amiu, dai quali emerge come la gestione dell'impianto di biostabilizzazione di Foggia sia economicamente rilevante per l'impresa. Gli inquirenti sottolineano che tale impianto determina degli utili considerevoli i quali permettono alla società di non chiudere il bilancio in perdita.
Ne parlò alla polizia giudiziaria il foggiano Oronzo Orlando, che fu negli scorsi anni componente del cda Amiu nominato dal sindaco Landella. Gli utili generati dal cantiere Foggia relativi all'impianto TMB ammontano a 12.646.537 euro, mentre i ricavi generati dal cantiere Bari in relazione all'impianto TMB ammontano a 5.806.186 euro. La differenza tra il valore e il costo della produzione per il cantiere Bari è pari a -1.927.208 euro, mentre per il cantiere Foggia è pari a +2.878.633 euro. Quindi l'utile di esercizio per il cantiere di Bari ammonta a -1.541.004 euro, laddove per il cantiere Foggia ammonta a +1.935.085 euro. Di conseguenza l'utile di esercizio di Amiu risulta pari a 394.081 euro, somma tra i due valori. Inoltre, la perdita di esercizio del cantiere Bari è dovuta ai maggiori costi di produzione che sono pari a 72.674.636 euro, mentre i costi di produzione del cantiere di Foggia ammontano a 30.532.256 euro. Quanto al piano industriale, la Finanza rileva che è stato redatto sulla base di elementi statistici reperiti da ISTAT, ISPRA e Osservatorio rifiuti di Regione Puglia, come confermato da Mangiatordi quando fu ascoltata.
La referente del Consorzio Conai disse di aver effettuato a Foggia un unico sopralluogo (senza redigere alcun verbale) e di aver rilevato molteplici criticità, tra cui nessuna forma di differenziazione dei rifiuti, cassonetti rotti o aperti contenenti tra l'altro rifiuti speciali, immondizia fuori dai cassonetti, presenza di ingombranti sulle strade. Il direttore dell’esecuzione del contratto, Cristoforo Pacella, dichiarò alla Finanza che in base alla propria esperienza il piano industriale redatto da Conai non era adeguatamente approfondito poiché non avrebbe consentito né l'operatività del servizio né il controllo sullo stesso. Infine la Finanza sottolinea la doppia “inadeguatezza” della governance di Amiu e degli amministratori pubblici foggiani: la prima non è stata capace di far fronte alle emergenze omettendo di adottare il ricorso ad efficaci regimi straordinari del servizio di raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti nonché non ha messo in pratica una incisiva azione di controllo nella esecuzione del servizio pubblico su Foggia; i secondi, nel corso dei pregressi anni di gestione della società in house (2014/2023), non hanno esercitato il previsto controllo analogo con l'effetto della mancata partecipazione ad influenzare le decisioni e le strategie della partecipata lasciando il pieno e totale controllo al socio di maggioranza, ovvero al Comune di Bari.
Disastro differenziata
Sul pc del dg Amiu Antonicelli è stato trovato dalle Fiamme Gialle un ulteriore documento rilevante ai fini delle indagini, datato 23 gennaio 2023, data successiva all'affidamento in-house, con oggetto “criticità Foggia”. Tale documento riguarda esclusivamente il cantiere di Foggia, oltre a illustrare i problemi riscontrati sullo stoccaggio della frazione secca nell'impianto TMB di Passo Breccioso, gestito da Amiu. Antonicelli, esaminando l'organizzazione dei servizi di raccolta nel capoluogo daunio, scrisse: “Dall'esame di detti dati settimanali, distinti per frazione merceologica e zone di raccolta nella città, e da elaborazioni eseguite sui dati dei rifiuti conferiti presso il TMB di Foggia sono emersi numerosi elementi di interesse, utili soprattutto per una migliore organizzazione delle attività aziendali di raccolta a Foggia. In particolare: per ragioni ancora non comprensibili, Amiu Puglia restituisce mensilmente al Comune i dati della propria raccolta (con propri uomini e mezzi o, come nel caso del vetro, affidata a soggetti terzi) unitamente ai dati dei rifiuti gestiti da vari impianti ubicati in territorio di Foggia che trattano rifiuti differenziabili conferiti, a quanto pare, da utenze di Foggia; le raccolte differenziate effettuate direttamente da Amiu sul territorio di Foggia interessano solo alcune frazioni merceologiche e ammontano a pochissime tonnellate, per un totale di alcuni punti percentuali (inferiori al 5%); tale modalità di operare la si ritrova costantemente presente per gli anni passati osservati (almeno l'ultimo triennio) e riguarda diverse frazioni merceologiche (inerti, carta e cartone, etc.)”.
Un documento che evidenzia, dunque, che la percentuale di raccolta differenziata da parte di Amiu a Foggia in realtà equivale al 5% o poco meno, rispetto ai dati invece comunicati nei mesi di novembre e dicembre 2022. Infatti, rileva che i servizi di raccolta dei rifiuti a Foggia sono storicamente organizzati, quasi per intero, per la raccolta dei rifiuti indifferenziati. Tale circostanza è dovuta da un lato all'enorme quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti e raccolti in città, nei cassonetti ed al di fuori degli stessi, dall'altro alla mancanza diffusa all'interno dell'azienda di Amiu della cultura della differenziazione dei rifiuti. “Pertanto, da tali documenti emerge una situazione di continua emergenza rifiuti e da come scrive lo stesso Antonicelli nella propria relazione, Amiu non ha mai organizzato un efficiente sistema di raccolta di rifiuti differenziati”, annota la Finanza.
Il peso di Magno
Come già spiegato in precedenza su queste colonne, a decidere in favore di Amiu furono soprattutto due persone: i commissari Marilisa Magno e Sebastiano Giangrande, il quale era anche colui che più sollecitava i pagamenti alla spa, stando alle fonti interne a Palazzo di città. Emblematica è, al riguardo, la conversazione intercettata tra il dirigente comunale Paolo Affatato e il sovraordinato Domenico Lomazzo, avvenuta il 30 maggio 2023, in cui Lomazzo disse che se ci fosse stato il nuovo commissario straordinario Vincenzo Cardellicchio dall'inizio al posto di Magno molte cose sarebbero andate diversamente. Inoltre riferì di avere un'infinità di messaggi memorizzati con Magno e che Amiu non avrebbe avuto il contratto. Poi affermò di aver concordato, inizialmente, con la commissaria di fare una gara pubblica ma che successivamente Magno cambiò idea all’improvviso.
Affatato: “No, comunque...devo dire sempre le stesse cose...questo è di un altro livello...”. Lomazzo: “Ehi...io ti ho chiamato la settimana scorsa, perché ora va bene stavamo insieme e c'è anche una sorta di imbarazzo...pure io non è...capi...ma l'altra volta io e lui (Cardellicchio) perché ti dovevo venire apposta apposta che ti volevo parlare perché queste cose non te le volevo dire al telefono mi ha detto, quando siamo da soli mi chiama Domenico, ...Domenico è bravo, è bravo, è preparato, le cose le sa è di un altro livello. Ha detto io li ho visti i dirigenti, qui non c'è nulla...lui...”. Affatato: “Vabbè può darsi che ai prossimi commissariamenti ci troviamo insieme...”. Lomazzo: “Magari, ma questo non è da escludere...vedi che io te l'ho detto...la Magno telefonò a Cardellicchio e Cardellicchio le disse ora lo devi prendere, lo devi prendere subito perché a me mi ha risolto tanti problemi a Cerignola”. Affatato: “Se fosse venuto prima...”. Lomazzo: “Molte cose sarebbero andate diversamente...”. Affatato: “Avoglia, ne sono più che convinto...”. Lomazzo: “La Magno ho una infinità di messaggi qua e l'Amiu non avrebbe avuto il contratto. Te lo dico qua come un fratello”. Affatato: “Assolutamente, assolutamente”. Lomazzo: “Io alla Magno lo dissi...facciamo la gara, facciamo la gara...prima mi ha detto di sì e poi cambiò”. Affatato: “Ma, comunque che devi fare…”.
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