Prefettura Foggia, chi è Paolo Grieco: A Vibo Valentia è stato protagonista del record di accessi

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Il 65enne neo prefetto di Foggia Grieco è all’ultimo incarico, visto che a 67 anni si va in quiescenza. Il salernitano è stato da marzo 2023 ad oggi impegnato come prefetto di Vibo Valentia nella lotta alle infiltrazioni della ‘ndrangheta calabrese. Nelle interviste e nelle occasioni pubbliche ha più volte parlato del tema della normativa antimafia relativa agli scioglimenti dei consigli comunali per condizionamenti mafiosi. “E' giusto sottolineare che nella realtà esiste già oggi un sistema di garanzie in tema di scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose, tema di cui si dibatte molto in questi giorni a proposito di riforma. Le insinuazioni di personalismo sono totalmente infondate, non si mira mai a colpire ma a contemperare gli interessi in gioco ed a monte c'è sempre un’attività di monitoraggio molto intensa condotta d’intesa dalle forze di polizia”, ha dichiarato Grieco a ottobre scorso, dopo la manifestazione nazionale “Contro mafie e corruzione” promossa dall’associazione Libera a Vibo Valentia. “Quando si scioglie un Comune per infiltrazioni mafiose”, ha aggiunto, “l’interesse dello Stato non è quello di colpire questo o quello, ma di contemperare gli interessi collettivi, vale a dire la possibilità per tutti i cittadini di potersi presentare come candidati alle elezioni tutelando quindi allo stesso tempo l’elettorato da pressioni o influenze esterne. Come Prefettura di Vibo teniamo molto a questo aspetto e ci stiamo tanto adoperando per individuare i collegamenti della criminalità organizzata con la gestione politica e amministrativa degli enti locali”. 

Durante il proprio mandato alla guida dell’Ufficio territoriale del Governo della città calabrese Grieco ha inviato diverse commissioni di accesso in quella provincia. Troppe per qualcuno. L’anno di Grieco è stato quello caratterizzato dal record di scioglimenti nel Vibonese, dove oggi sono quattro i Comuni commissariati per infiltrazioni mafiose: Capistrano, Tropea, Acquaro, Stefanaconi. In precedenza era stato sciolto anche il Comune di Soriano Calabro, che dopo il commissariamento è tornato nel maggio scorso al voto eleggendo una nuova amministrazione. 

Le ultime due decisioni del Viminale e del Consiglio dei ministri attese erano quelle sul commissariamento per infiltrazioni mafiose dei Comuni di Mileto e Filadelfia. Nel primo caso, dopo la relazione presentata da Grieco al Ministero dell’Interno, il Consiglio dei ministri ha deciso per il no a quello che pare invece l’esito quasi sempre scontato: non sarebbero emersi “concreti, univoci e rilevanti elementi su forme di condizionamento ed ingerenza della criminalità organizzata di tipo mafioso”. C’è stato solo un invito al sindaco a correggere la mala gestio. Ma a maggio c’era stato un altro colpo di scena, con la decisione di Roma di non sciogliere il Comune di Nicotera.

“Non c’è una misura per stabilire quando sono poche o troppe”, ha risposto in una intervista rilasciata ad agosto scorso a Il Quotidiano del Sud. “Ne avrei fatto volentieri a meno, non è un mio pallino mandare commissioni però sono stato “fortunato” nel senso che ho trovato tanto materiale già pronto: Rinascita-Scott, Olimpo, Maestrale. Ho dovuto semplicemente leggere quelle carte, mettere insieme i vari pezzi, integrarle laddove era necessario e dopo chiedere la delega al ministro per mandare la commissione. Quindi sembra siano tante perché sono il frutto di una serie di inchieste dell’autorità giudiziaria che inevitabilmente hanno coinvolto anche amministratori locali, ma il nostro era quasi un atto dovuto. A volte ci sono dei processi che devono maturare. Le informazioni che abbiamo sono tante e riguardano altrettante realtà locali, però è chiaro che ho dovuto fare un discorso anche di prevalenza e maggiore gravità o di maggiore incisività delle emergenze informative che riguardavano l’uno o l’altro ente. Quindi, chi sta sul territorio percepisce le cose in un certo modo, ma noi dobbiamo avere delle informazioni a carattere oggettivo. Arrivano tanti esposti che segnalano situazioni di anomalia, ma se non abbiamo dei riscontri oggettivi derivanti dalle informazioni delle forze di polizia o di atti giudiziari, non è che ci possiamo muovere. Diventa non solo per noi molto impegnativo inviare una commissione d’accesso ma soprattutto è inutile se poi non sappiamo che ci sono elementi che ci possono essere utili. Di solito le attività di informazione le facciamo a tutto campo, ovunque ci sono segnalazioni di possibili anomalie”. 

E alla domanda “se tutte queste iniziative della Prefettura sulle commissioni possano portare a ritenere, dall’esterno, che nel territorio di Vibo vi sia solo ‘ndrangheta”, Grieco rispose: “Io sto lavorando su quello che ho trovato, non me la sono certo inventata io la criminalità organizzata. Basta vedere le numerose inchieste. Quindi secondo me la gente che la pensa così sbaglia. Sulle polemiche in questo senso dopo lo scioglimento di Tropea, ho letto commenti secondo cui già con la sola presenza della commissione si sarebbe perso in termini di turismo ma bisogna capire che l’invio delle commissioni in una realtà in cui è presente in modo anche significativo la criminalità organizzata, e questo è anche merito della stampa locale che ha raccontato le varie inchieste, sono invece un grande segnale di cambiamento, di uno Stato presente e vicino. Non sono, dunque, le commissioni a interrompere il percorso democratico, ma anzi è il contrario, sono le ingerenze criminali che l’hanno interrotto e noi vogliamo semplicemente ripristinarlo”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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