Anna ha 30 anni e vive a Foggia con il marito e il figlio piccolo, di 6 anni. La sua è una storia comune a molti giovani che vivono il territorio, fatta di sogni grandi, ma opportunità limitate. Dopo aver studiato scienze della formazione, ha tentato per anni di ottenere un lavoro stabile nella scuola, ma senza successo. “Volevo garantire un reddito sicuro alla mia famiglia - ha raccontato per l’Attacco -. Tuttavia, il contesto locale mi ha costretta a ridimensionare le mie ambizioni. Vivo in una situazione di sconforto, partecipo a così tanti bandi di concorso che mi sembra che sia tutto truccato”. Con la speranza di un futuro migliore, Anna aveva considerato di trasferirsi all’estero, ma le difficoltà economiche l’hanno fatta restare a Foggia. “Qui, le possibilità erano poche - ha continuato, sottolineando il disagio di chi vive in un territorio con scarse opportunità formative e lavorative -. Dopo la laurea, ho cercato lavoro in vari settori, ma ho trovato solo contratti precari e pagamenti irregolari. La situazione è peggiorata con l’arrivo di mio figlio, da quel momento le pressioni economiche sono diventate ingestibili”.
Anna, però, non si è mai arresa. Insieme al marito, ha deciso di affrontare i concorsi pubblici, vedendoli come un’occasione per costruire una vita stabile. Prepararsi è stato difficile, soprattutto con poco tempo a disposizione.
“Per il concorso della Polizia Locale ho dovuto allenarmi ogni giorno - ha detto -. Non avevo mai fatto sport, ma non potevo arrendermi. Dopo molto esercizio fisico e dopo tantissima costanza, sono riuscita a rientrare nei parametri richiesti per accedere alla posizione lavorativa. Il sacrificio è stato grande, ma ho pensato che se non avessi affrontato tutto con determinazione, sarei stata soltanto una delle tante persone destinate ad essere scartate”.
Per lei, ottenere un lavoro stabile non è solo un obiettivo personale, ma una necessità per la sua famiglia. Ha infatti realisticamente e amaramente concluso l’intervista affermando: “Non mi importa del tipo di lavoro che il destino mi riserverà. Che sia cassiera, vigile, parrucchiera o commessa; voglio solo uno stipendio sicuro per non vivere più con l’ansia di arrivare a fine mese”.
Questo desiderio di stabilità riflette una condizione comune a tante famiglie foggiane, specialmente in un periodo di crisi economica così opprimente. Il timore di rimanere senza un’occupazione sicura, porta moltissime persone ad accantonare ogni sacrificio formativo o investimento universitario affrontato in precedenza. L’importante è trovare un vero lavoro.
Nonostante le difficoltà, Anna rimane ottimista.
“La mia famiglia è la mia forza - ha affermato -. Il mio sogno è garantire un futuro sereno a mio figlio e a mio marito. Entrare nella Polizia Locale rappresenta non solo una realizzazione professionale, ma una promessa di migliorare la mia condizione. Mi sono impegnata tanto per questo obiettivo. Ora, spero di farcela”.
(Debora Cicconetti - l'Attacco)
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