Concorsi Comune di Foggia, ventenni: “Generazione si sente bloccata tra incertezza e aspettative schiaccianti”

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Veronica ha solo 25 anni, ma già vive con il peso di una costante ansia per il futuro. Durante un'intervista per l'Attacco, ha messo in luce uno dei drammi più diffusi che attanaglia le nuove generazioni, ossia quello dell'incertezza lavorativa, accompagnata da una dose massiccia di pressioni sociali e scadenze biologiche. “Sono giovane, è vero, abito a casa con mamma e papà, ma vivo in una situazione di continua ansia per il futuro - ha raccontato Veronica subito dopo la prova scritta, con voce decisa ma carica di preoccupazione -. La mia storia non è solo quella di una ragazza che cerca un’occupazione, ma di una generazione intera che si sente bloccata in un limbo di incertezza e aspettative schiaccianti. Dopo il diploma di liceo, ho intrapreso un percorso di studio che non è mai stato dettato da passione o interesse personale, ma da una logica fredda e calcolata, che mira alla sopravvivenza nel mercato del lavoro. Cosa potevo saperne di ambizioni e progetti di vita a soli 18 anni? - ha continuato -. Ho studiato prima scienze e tecnologie alimentari, poi giurisprudenza. Sin dal liceo non ho mai scelto le materie di studio in base a ciò che volevo fare, ma in base a ciò che poteva permettermi di lavorare dopo l’università. Mi sono sacrificata moltissimo e ho studiato tanto. Adesso voglio perseguire i miei obiettivi”.

La sua situazione è resa ancora più difficile dal confronto continuo con un passato che sembra irraggiungibile. “I miei genitori mi dicono sempre che alla mia età avevano già posto fisso e figli, questo mi fa sentire inadeguata e sbagliata”, confessa. 

Le sue parole rivelano una fragilità che è però accompagnata da una forte determinazione. “Questo mi porta a soffrire e a confrontarmi sempre con i miei coetanei”. La pressione sociale e familiare si mescola con una realtà lavorativa in cui il posto fisso è diventato un traguardo quasi irraggiungibile. “Il posto fisso è diventata una meta ambitissima”, dice con convinzione. Per Veronica, trovare un lavoro stabile non è solo un sogno, ma una necessità impellente, una corsa contro il tempo. “Io devo agire subito prima che sia troppo tardi. Se si vuole arrivare alla pensione, occorre trovare lavoro da giovani”.

La consapevolezza che ogni ritardo potrebbe costarle anni di tranquillità futura la spinge a non abbassare mai la guardia. Veronica sa che le sue possibilità sono limitate, ma crede fermamente di meritare un’opportunità, tanto quanto i concorrenti più grandi con cui si trova a competere. “Mi rendo conto che la maggior parte dei concorrenti oggi sono tutti più grandi di me. Probabilmente hanno delle storie diverse dalla mia, ma io ho diritto ad essere presa in considerazione quanto loro”. 

Le sue parole riflettono non solo una richiesta di riconoscimento, ma anche un grido d’aiuto da parte di chi vuole farsi spazio in un sistema che spesso sembra ignorare i più giovani. La storia di Veronica è il ritratto di una generazione che vive sospesa tra speranze e sacrifici, con il desiderio di costruirsi un futuro e la paura di non riuscirci. Una generazione che, nonostante tutto, non smette di lottare.
(Debora Cicconetti - l'Attacco)

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